Jonathan Guaitamacchi ● Le mie visioni

Dipinge in bianco e nero sopratutto vedute metropolitane, paesaggi, prospettive a volo d’uccello. E, ora, anche ghiacciai. Una lettura poetica della realtà intrisa di atmosfere rarefatte, visionarie, che lasciano spazio al mistero.

di Lorella Pagnucco Salvemini

Sta pedalando nel traffico milanese, Jonathan, quando gli telefono. Non ho un motivo preciso per chiamarlo, solo un saluto, credo. Lui risponde, un po’ affannato, un po’ sovrappensiero. Un rintocco di campane, per qualche istante, si impone al caos di clacson e motori. È morta Alda Merini. Cominciamo a parlare di lei, ricordi personali e letterari si sovrappongono. Capisco che cosa mi abbia spinto a comporre il suo numero telefonico,questo pomeriggio. Ci sono momenti in cui sensibilità affini si cercano. Leggi il resto di questo articolo »

Ugo Nespolo • Forte dei desideri

L’estate versiliese è prodiga, nelle gallerie private, di interessanti avvenimenti espositivi. A Forte Dei Marmi la grande antologica di Ugo Nespolo a Villa Bertelli:  l’artista fa convivere un oggetto e un paesaggio, un parto della fantasia e un elemento del quotidiano, un frammento ingigantito e un monumento ricondotto a giocattolo

di Luciano Caprile

Nella seconda metà degli anni ’70 Torino si è rivelata una città ricca di fermenti artistici nel solco concettuale e poveristico che ha coinvolto tra gli altri Michelangelo Pistoletto, Giulio Paolini e Ugo Nespolo. Quest’ultimo parte proprio da quelle esperienze per avviare la rassegna di carattere antologico che questa estate gli dedica Villa Bertelli a Forte dei Marmi. Indubbiamente non è facile per il visitatore accostare lavori estremamente rigorosi e formalmente austeri come Molotov e Power/Violence del 1968 alle prove solo di qualche anno più tardi ammantate di quella giocosità tipica del maestro piemontese che la gente ha imparato a conoscere e ad apprezzare in larga misura. Leggi il resto di questo articolo »

Pupazzi milionari

di Lorella Pagnucco Salvemini

La notizia è di quelle che lasciano esterrefatti: 7,92 milioni di dollari, diritti a parte,  all’ultima asta di Sotheby’s a Londra. Di che cosa stiamo parlando?  Di  un pupazzo di plastica che sbuca da un pavimento sbrecciato per l’occasione. Il fantoccio riporta fattezze e firma di Maurizio Cattelan, quello dei bambini impiccati a piazzale Loreto a Milano, quello di Giovanni Paolo II stramazzato al suolo a causa di un meteorite.  Leggi il resto di questo articolo »

Eccellenza Italia

Intervista al Ministro degli Affari Esteri Franco Frattini

di Carla Piro

Al Ministero degli affari esteri (Mae) e al suo ministro Franco Frattini fanno riferimento ambasciate, consolati, rappresentanze permanenti presso le maggiori istituzioni internazionali (Consiglio d’Europa, Nato, Ocse, Onu, Unesco, Ue), ma anche 89 istituti italiani di cultura, una fitta rete scolastica, nonché l’intensa attività culturale finalizzata a promuovere il nostro ricco patrimonio intellettuale. Leggi il resto di questo articolo »

Mario Resca ● Un manager da museo

A colloquio con Mario Resca, direttore generale per la valorizzazione del patrimonio culturale presso il Mibac

di Carla Piro


Ferrarese, 64 anni, laureato in economia e commercio alla Bocconi, Mario Resca vanta una lunga e variegata carriera fra editoria, finanza, alta moda. Fino al 2007 è stato amministratore delegato di Mac Donald’s Italia; nel 2009 il Ministro per i beni e per le attività culturali, Sandro Bondi, gli ha affidato la neo istituita Direzione generale per la valorizzazione del patrimonio culturale.

Tutela e valorizzazione sono ambiti diversi che fanno riferimento a distinte direzioni generali del Mibac. Con l’istituzione di una Direzione per la valorizzazione, nella gestione dei beni culturali si è voluto affiancare al tradizionale mandato costituzionale di proteggere le ricchezze storico-artistiche del Paese un inedito modello imprenditoriale, mirato alla loro promozione. Per realizzare tali obiettivi sono richieste competenze tecniche differenti: come si conciliano?

Io provengo dall’impresa, un mondo considerato esterno all’amministrazione; quindi appena arrivato ho subito voluto incontrare funzionari, istituzioni, associazioni e fondazioni del settore. Quello della tutela attualmente è un problema che mi preoccupa più della valorizzazione. Poche risorse sono state adoperate per la conservazione. Basti pensare che a oggi non esiste un inventario del nostro patrimonio, né un sito che metta in rete tutti i 4.500 musei del nostro Paese. Ci sono alcune piacevoli eccezioni, è vero; però la prassi è l’assenza di sistemi di sicurezza adeguati: come per esempio il tasso di umidità nei locali (elemento fondamentale per una corretta conservazione delle opere d’arte). Quando si parla di valorizzazione spesso si parla a torto di mercificazione. Valorizzare vuol dire anche conservare, preservare. Senza una adeguata tutela non ci può essere alcuna valorizzazione. Leggi il resto di questo articolo »

Roma ● Emozioni Hi-Tech

DigitaLife innaugura la Pelanda, il nuovo spazio espositivo all’ex mattatoio a Roma: una rassegna elettrizzante fa scoprire che il digitale consente di creare ambienti dove vivere nuove sensazioni, nuove esperienze d’arte. 12 artisti, demiurghi del digitale, immergono lo spettatore in spazi fluttuanti, sospesi tra tecnologia e fiaba. Un nuovo modo di fare e godere l’arte.

di Mauro Giancaspro


Digitale, in fondo, è solo un aggettivo: diffuso, usato, abusato e accettato con tale e tanta naturalezza, da non lasciare il tempo, a chi lo legge sulle etichette, lo sente citare o lo pronuncia, di recepirne in pieno il significato. La consapevolezza che esista qualcosa che è digitale appare assai più rilevante del capire cosa in realtà sia, bastandoci sapere che esso è emblematico della modernità e dell’attualità e che trova ancor più forza di suggestione se contrapposto all’altrettanto diffuso, usato e abusato aggettivo analogico, rappresentativo a sua volta della tradizione e del passato. Leggi il resto di questo articolo »

Il complesso della Pelanda a Roma: il restauro

di Marco Chiuso


Autentico reperto di archeologia industriale, il complesso della Pelanda (il padiglione più ampio dell’ex Mattatoio al Testaccio), restaurato dallo Studio di architettura Carmassi di Firenze, è oggi un centro di produzione culturale destinato ad attività espositive e formative: un edificio di 5000 mq di superficie, non lontano dalle rive del Tevere, che può ospitare manifestazioni di vario genere. La gestione è affidata al Museo di arte contemporanea di Roma: con l’imminente apertura della nuova ala progettata da Odile Decq, la Pelanda infatti entra a far parte del complesso del Nuovo Macro assieme alla sede già esistente e ai due padiglioni del Macro Future. Leggi il resto di questo articolo »

Il laureato analfabeta

di Lorella Pagnucco Salvemini

Belli, giovani, palestrati, spesso abbronzati. Tutti, obbligatoriamente, con laurea in tasca. Ecco i dottori in giurisprudenza venuti da ogni parte di Italia a concorrere per un lavoro come funzionario al Comune di Orbetello. Incredibile, ma vero. Nessuno ha superato la prima prova, l’esame scritto. Nessuno ha raggiunto la valutazione minima, 21/30, per l’ammissione agli orali. Il posto fisso se lo possono sognare.

Pessima notizia. La notizia buona, però, è che per una volta nel nostro Paese non si potrà parlare di concorsi truccati, di candidati scelti a tavolino, a prescindere dai meriti personali. A Orbetello non si elargiscono favori, le raccomandazioni non contano. O, forse, non bastano più nemmeno quelle. Leggi il resto di questo articolo »

Riccardo Licata ● Maestro viaggiatore

Riccardo Licata al lavoro

In 60 anni di ininterrotta grazia creativa, Riccardo Licata è divenuto un punto fermo nella storia dell’arte europea del ’900. Un autore che, sul piano della qualità, non teme confronti. Anche grazie alla unicità di un complesso alfabeto personale, composto e orchestrato in “partiture” di sontuosa armonia

di Franco Batacchi


“Benissimo!”. Così risponde immancabilmente Riccardo Licata quando gli si pone, a ogni incontro, la stereotipata domanda: come va? Non è una risposta di maniera. Anche quando la salute gli ha tirato un momentaneo scherzo di cattivo gusto, egli è rimasto tanto immerso, incollato, aggrappato alla forza della vita, da trovare l’energia necessaria a proseguire il suo interminabile girovagare nello spazio del mondo, nel tempo della storia, nel gusto dell’amore. Leggi il resto di questo articolo »

L’associazione fa la forza

A colloquio con Giampiero Biasutti, vicepresidente dell’Associazione Nazionale Gallerie d’Arte moderna e contemporanea

di Lorella Pagnucco Salvemini


Allora, Giampiero, poche novità dalle  elezioni del 28 settembre 2009.

Le novità ci sono state e vanno interpretate  con un certo equilibrio. Un filo rosso unisce il passato con il presente ponendo basi solide per il futuro dell’associazione.
L’avvicendamento che ha visto le nomine di Laura Trisorio e Giuseppe Biasutti ha confermato il bisogno di flessibilità atto a risolvere diverse esigenze, unendo la tradizione alla contemporaneità.

Massimo Di Carlo, sicuramente, gode della fama di persona integerrima e capace. Ma, dopo otto anni di presidenza, continuare il mandato per altri quattro anni non è un po’ troppo?

Massimo Di Carlo, nel corso dei due mandati precedenti, ha espresso sotto diversi aspetti grandi capacità, sia dal punto di vista strettamente pratico sia della comunicazione; forse l’unico limite della nostra associazione, in queste ultime elezioni, è stato quello di non trovare un’alternativa valida alle candidature, dovendo ricorrere a una variazione dello statuto per approvare la possibilità di un terzo mandato.

Presidente,vicepresidenti, consiglieri, delegati: quali sono le mansioni di ognuno.

Gli impegni sono molti e tutti di estrema importanza. Gestire un’associazione è come gestire un’impresa, nella fase progettuale,  nei prodotti culturali, nelle tradizioni storiche e in quello che, artisticamente, il futuro potrà dare. Le mansioni dei delegati territoriali sono rilevanti, devono fare da unione tra tutti gli associati e promuovere  il messaggio di cui la nostra associazione si fa carico: far comprendere come lo spirito associativo sia un grosso valore.  Può sembrare intangibile, ma è il frutto dell’esperienza di tutti. Altri compiti sono quelli dell’ufficio stampa, dei rapporti con le istituzioni, della presenza di un nostro membro alla Feaga (Federation of European  Art Galleries Associations) e altri al momento ancora da definire. Se si  punterà sulla qualità e sui valori etici di noi imprenditori del mercato dell’arte, il nome e il valore dell’Angamc non andrà mai disperso. Leggi il resto di questo articolo »