Il complesso della Pelanda a Roma: il restauro
di Marco Chiuso

Autentico reperto di archeologia industriale, il complesso della Pelanda (il padiglione più ampio dell’ex Mattatoio al Testaccio), restaurato dallo Studio di architettura Carmassi di Firenze, è oggi un centro di produzione culturale destinato ad attività espositive e formative: un edificio di 5000 mq di superficie, non lontano dalle rive del Tevere, che può ospitare manifestazioni di vario genere. La gestione è affidata al Museo di arte contemporanea di Roma: con l’imminente apertura della nuova ala progettata da Odile Decq, la Pelanda infatti entra a far parte del complesso del Nuovo Macro assieme alla sede già esistente e ai due padiglioni del Macro Future.
Realizzato a fine ’800, questo esempio di architettura industriale monumentale di grande qualità, originariamente adibita alla macellazione dei suini, coniugando funzionalità delle strutture e dignità estetica testimonia un momento di passaggio dal classicismo alla modernità. La metodologia di restauro adottata ha garantito un intervento rigoroso che, grazie al mantenimento dell’assetto architettonico e delle attrezzature nella loro autenticità, mette in luce la logica compositiva del complesso originale.
La conservazione di gran parte degli elementi metallici come reperti archeologici – le vasche in ghisa di singolare fattura o le raffinate griglie traforate o le caldaie – ha suggerito una filosofia progettuale molto leggera e sofisticata, flessibile e reversibile, la quale, elevando la qualità ambientale complessiva, ha consentito di ottenere un buon equilibrio tra gli spazi e i materiali originali e le poche attrezzature contemporanee. Queste consistono in diaframmi trasparenti o in volumi di forma elementare di varie dimensioni, rivestiti di pannelli in legno di pioppo oppure in ferro e vetro trasparente o sabbiato: più bassi della fitta trama di rotaie sospese presenti in tutti gli ambienti, lungo le quali scorrevano le carni macellate, sono formalmente e strutturalmente indipendenti.
Il corpo principale della Pelanda, caratterizzato da una ciminiera troncoconica, è costituito da una grande navata, ripartita in due settori identici. La flessibilità degli spazi permette un’ampia varietà di usi, in una cornice di indubbia suggestione che il restauro ha saputo valorizzare.
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