Ugo Nespolo • Forte dei desideri
L’estate versiliese è prodiga, nelle gallerie private, di interessanti avvenimenti espositivi. A Forte Dei Marmi la grande antologica di Ugo Nespolo a Villa Bertelli: l’artista fa convivere un oggetto e un paesaggio, un parto della fantasia e un elemento del quotidiano, un frammento ingigantito e un monumento ricondotto a giocattolo
di Luciano Caprile
Nella seconda metà degli anni ’70 Torino si è rivelata una città ricca di fermenti artistici nel solco concettuale e poveristico che ha coinvolto tra gli altri Michelangelo Pistoletto, Giulio Paolini e Ugo Nespolo. Quest’ultimo parte proprio da quelle esperienze per avviare la rassegna di carattere antologico che questa estate gli dedica Villa Bertelli a Forte dei Marmi. Indubbiamente non è facile per il visitatore accostare lavori estremamente rigorosi e formalmente austeri come Molotov e Power/Violence del 1968 alle prove solo di qualche anno più tardi ammantate di quella giocosità tipica del maestro piemontese che la gente ha imparato a conoscere e ad apprezzare in larga misura.
Eppure, almeno nelle intenzioni, la piccola tela dattilografata del primo caso e le parole aggressivamente emergenti dalla loro base del secondo dispensano già l’ironia che rimbalzerà di lì a poco dai coloratissimi puzzle che ormai hanno conquistato il suo gesto. Il piacere della stupefazione, che assale l’autore non appena vede nascere tra le mani il frutto dell’intuizione e il piacere di chi gode visivamente un simile risultato, ha dunque accantonato il rigore iniziale? Nulla di più falso perché quel primitivo rigore sovrintende sempre l’accostamento mai casuale dei vari tasselli che seguono l’ordine delle assonanze o delle dissonanze a seconda dell’effetto che Nespolo intende perseguire di volta in volta. Con una avvertenza importante perché riguarda il suo intero metodo compositivo: per poter tradurre magicamente la realtà nell’immaginario di chi osserva egli la capta e la trasforma in senso dinamico come fosse già parte integrante di un suo quadro. In tal modo riesce a far convivere un oggetto e un paesaggio, un parto della fantasia e un elemento del quotidiano, un frammento ingigantito e un monumento ricondotto a giocattolo. Con lui il grande e il piccolo, il trascurabile e il prezioso valgono secondo il peso narrativo che acquistano appena entrati nel suo ludico ingranaggio.
Seguendo una simile logica Nespolo si è costruito una maniera talmente personalizzata di espressione da consentirgli di affrontare ogni campo d’indagine. La curiosità spazia dai musei, ricostruiti a suo uso e consumo, alle vetrine di New York, alle parole e ai numeri che hanno smarrito la cadenza concettuale degli accennati inizi per assumere la vivace e fantastica fuga infantile di certe intuizioni o sovrapposizioni caleidoscopiche. E siccome da subito ha preso come riferimento ideale e programmatico quell’arte totale futuristicamente applicata da Fortunato Depero a Rovereto, ha pensato di travasare il suo impegno anche nella cartellonistica, nel design, nell’arredamento, nella vita comune o per lo meno in quella idealmente fruibile da tutti. Senza perdere di vista i territori riconducibili all’arte in senso più stretto come la scultura, la ceramica, la grafica.
E inserendo in tale ambito quel cinema d’artista che occupa un ruolo decisamente importante nel suo curriculum a partire dagli anni ’70 allorché ha concepito i primi cortometraggi interpretati dagli amici e colleghi Enrico Baj, Lucio Fontana e Michelangelo Pistoletto, cortometraggi che sono stati proiettati con successo in più di un’occasione anche al Centre Georges Pompidou di Parigi. A questo proposito una selezione di tali film è visibile in una sala appositamente attrezzata a Villa Bertelli. Inoltre da qualche anno il cinema è entrato a far parte della sua pittura come si può constatare anche nell’attuale rassegna: Flesh e Michael, sono due opere del 1994 che evocano altrettanti spezzoni di pellicola, mentre A Movie del 2003 è un fotogramma opportunamente ingrandito e tradotto in acrilico su tela.
Infine la figura dell’attore Giancarlo Giannini, interprete di Italiana, una delle ultime fatiche di Ugo Nespolo dietro la macchina da presa, emerge teatralmente da una tela
del 2006.
E la pittura pittura? Mantiene naturalmente intatto il suo ruolo predominante come si può evincere dalle imponenti e significative opere collocate nelle varie stanze della sede versiliana. Intanto occorre menzionare Suggestioni ferraresi del 1982, una rivisitazione della stagione metafisica con la citazione di alcuni capolavori di Carlo Carrà, Giorgio de Chirico e Alberto Savinio. La composizione, raffinata e intrigante, permette ai capolavori di questi autori di mantenere intatto il loro fascino nella idealizzata interpretazione nespoliana. La fortuna dei suoi musei risiede proprio in tale approccio che sovrintende le varie soluzioni narrative ed entra facilmente nel desiderio di chi ammira e magari acquisisce tali lavori per appendere alle pareti di casa uno scorcio palpabile di inarrivabile desiderio. A questo punto anche le pagine salienti dei libri d’arte o dei cataloghi d’asta o di qualsiasi altro argomento possono sollecitare la curiosità del nostro artista e pertanto vengono ricondotte alla sua inimitabile maniera per essere affidate al nostro gusto. Lo constatiamo nelle immagini impresse sul legno, modellato a mimare un volume aperto, che incontriamo in alcune prove a partire da Golden Robot del 1994 fino a I Mustru del 2003. Oppure le stesse pagine possono spalancare il dorato mondo di Twin Set e di Sun Dollar, dove il denaro si trasforma in gioco liberatorio dell’infanzia. Quindi il legno può diventare un tondo capace di accogliere La scrittura in campo rosso, una fuga prospettica di tempi e di oggetti in cui felicemente ci immergiamo in compagnia del nostro anfitrione. E, siccome questi viaggi in compagnia di Ugo Nespolo non hanno mai fine e propongono ogni volta una lettura sempre diversa e stimolante, è il caso di riprendere da capo la nostra visita.
Ma l’estate versiliese è anche prodiga di altri interessanti avvenimenti espositivi.
A Forte dei Marmi,Tornabuoni Arte presenta una collezione attenta sia al ’900 italiano, sia alla seconda avanguardia. Si va dalle opere di artisti come de Pisis, de Chirico, Soffici, per approdare al secondo dopoguerra con quelle di Dorazio, Accardi, Burri, Afro,Vedova e Fontana, di cui si espone un pregevole Concetto spaziale. Attese (7 tagli verde) del 1959, fino a una bella scultura di Arnaldo Pomodoro della metà degli anni ’80. Particolare attenzione viene riservata anche ad autori contemporanei emergenti, fra cui Cristiano Pintaldi, Gioacchino Pontrelli, Serafino Maiorano, Franco Ionda e Omar Ronda.
La Galleria Poleschi Arte presenta invece una rassegna di opere di Aldo Mondino e dei suoi friends Roberto Coda Zabetta, Federico Guida e Davide Nido. Con l’aggiunta per l’intero mese di agosto di una collettiva di importanti maestri che spaziano dalla figurazione all’informale e che rispondono ai nomi di Giorgio de Chirico, Renato Guttuso, Ennio Morlotti, Georges Mathieu, Nicola De Maria,Valerio Adami, Arman, Daniel Spoerri, Emilio Vedova, Mimmo Rotella, Alighiero Boetti, Paolo Scheggi.
La Galleria Lazzaro by Corsi espone quindi nella sede di via Pascoli gli oli, i disegni e le grafiche di Walter Lazzaro; partecipa inoltre alla Fiera Arteforte e ancora con opere di quest’ultimo affiancate da significativi lavori di Aligi Sassu e di Giuseppe Migneco.
Viene infine dedicato ampio spazio alle collettive di importanti maestri. A tale proposito, davvero straordinaria l’esposizione estiva alla Galleria Veradocci che propone, tra gli altri, nomi del calibro di Alberto Burri, Lucio Fontana, Afro,Valerio Adami, Emilio Vedova, Giuseppe Santomaso, Hans Hartung, Enrico Castellani, Agostino Bonalumi,Georges Mathieu, Victor Vasarely, Giuseppe Capogrossi, Bruno Birolli.
Insomma, in Versilia anche quest’anno c’è proprio un bel vedere e un bel desiderare.
- LE GALLERIE:
Ugo Nespolo
Villa Bertelli, Via Mazzini, 200
Forte dei Marmi (LU)
Info: 0584 80091
www.villabertelli.it
Walter Lazzaro
Fino al 15 settembre
Galleria Lazzaro by Corsi,
Via G. Pascoli, 8/a Forte dei Marmi (LU)
Info: 347-0464253
www.gallerialazzaro.it
Maestri del Novecento
Fino a tutto settembre
Tornabuoni Arte
Via Carducci, 43/a Forte dei Marmi (LU)
Info: 0584 787030
www.tornabuoniarte.it
Mondino & friends
Fino a tutto luglio
Collettiva di Grandi Maestri
Fino a tutto agosto
Poleschi Arte
Via Mazzini, 9/b – Forte dei Marmi (LU)
Info: 0584 876161
www.poleschiarte.com
Collettiva di Grandi Maestri
Fino a tutto settembre
Galleria Veradocci
Piazza Marconi, 4/a Forte dei Marmi (LU)
Info: 0584 784390
www.veradocci.com