Archivi per la categoria ‘iNEdicola’

Tu chiamale, se vuoi, provocazioni

di Lorella Pagnucco Salvemini

I francesi lo chiamavano succès de scandal. Il termine aveva un suo fascino torbido, rimandava a qualcosa di peccaminoso, lasciava immaginare chissà quali lussurie in quali alcove. A praticarle erano i personaggi del bel mondo, baroni impettiti e  impomatati, duchesse pallide e lascive, alti prelati dalla scarsa vocazione. Per non parlare dello stuolo di artisti sempre pronti con la scusa di uno spartito, di una poesia, di un ritratto ad approfittare della faiblesse di gran dame, e in qualche caso di damerini, per allacciare rapporti carnali e acquisire notorietà. Leggi il resto di questo articolo »

Roberto Barni • Nuove sensibilità

Collocate nelle posizioni più inconsuete, legate ad una realtà in continuo cambiamento, le figure di Roberto Barni – scolpite o dipinte – sono punti di riferimento che rivelano le mutate condizioni del nostro paesaggio esistenziale. Fino al 10 ottobre al Médiathèque Noailles di Cannes.

di Luciano Caprile

“Ogni contenitore è contenuto, come ogni alto è anche ogni basso”. Con questa frase sibillina Roberto Barni sigilla la sua ricerca artistica che viene documentata fino al 10 ottobre dall’importante rassegna di suoi lavori che Frédéric Ballester ha allestito al Centro d’arte La Malmaison e alla Médiathèque Noailles di Cannes. Lo stesso titolo dell’evento, “Niente appartiene a niente”, significa che tutto è destinato a prendere forma in uno scambio continuo tra bidimensionalità e tridimensionalità, tra pittura e scultura, tra tecnica compositiva e filosofia di vita. L’artista toscano persegue da sempre la sfida di “salvare la forma nel momento in cui può scadere nella convenzione e nello scontato.
Salvarla quando è in bilico, un attimo prima che decada, prima che tutto riappaia senza significato. Anche per questo le mie figure sembrano pensate nelle posizioni più inconsuete, come apparizioni effimere ma che in realtà intendono essere punti di riferimento di una sensibilità nuova che ci avverte delle mutate condizioni del nostro paesaggio esistenziale”.
Egli colloca pertanto le persone nelle situazioni più inconsuete che sollecitano l’attenzione di chi guarda e gli fanno capire che una simile immagine sottende tutta una serie di sottoracconti da scoprire, da indovinare, da legare indissolubilmente a una realtà in continua mutazione. Leggi il resto di questo articolo »

Un periscopio sul mercato dell’arte

I nuovi record alle aste internazionali fanno respirare un clima di ottimismo e difucia

di Gabriele Crepaldi

Come sta andando il mercato dell’arte? È tempo di vendere o di acquistare? Conviene essere intraprendenti e giocare d’anticipo oppure è più prudente attendere che la situazione migliori? Le aste internazionali di questi primi mesi del 2010 hanno avuto esiti solo apparentemente clamorosi, con nuovi record e manifestazioni di vasto richiamo e successo. Il 4 maggio scorso Pablo Picasso si è (giustamente) riappropriato dello scettro per il top price in un’asta pubblica, che gli era stato strappato pochi mesi prima dall’Homme qui marche di Alberto Giacometti.

Nude, Green Leaves and Bust, dipinto nel 1932, non è forse una delle sue opere più conosciute e popolari, ma ha convinto i collezionisti, che si sono dati battaglia fino alla cifra di 106.482.500 dollari (circa 86 milioni di euro). Va inoltre considerato che il quadro di Picasso era presentato insieme ad altre 26 opere della collezione di Sidney F. Brody, tutte vendute, per una cifra complessiva di circa 224 milioni di dollari, a cui vanno aggiunti i quasi 136 milioni degli altri cataloghi delle aste di arte moderna del 4 e 5 maggio. Negli stessi giorni l’altro grande colosso delle aste, Sotheby’s, ha presentato i suoi cataloghi di Modern Art, con un giro d’affari di circa 233 milioni di dollari. Una settimana più tardi, sempre nella metropoli statunitense, è stata la volta dell’arte contemporanea: ai 243 milioni di dollari di Sotheby’s vanno aggiunti i 290 milioni di dollari di Christie’s Leggi il resto di questo articolo »

Marco Nereo Rotelli ● Invasioni di luce

Rotelli ha esplorato le terre e le miniere della lettura. Ed è tornato dall’escursione carico di materia prima energetica per incidere le sue pietre, o per accendere le sue luci.

di Mauro Giancaspro

Disegni di versi: di questo si tratta.Tuttavia “disegni di versi” non è solo un’espressione lessicale; può essere anche definizione estremamente sintetica di una poetica grafica e di tutti i possibili rinvii e rimandi reciproci fra verso e disegno, scrittura e pittura, inchiostro e luce, che sostanziano da sempre le opere di Marco Nereo Rotelli. Leggi il resto di questo articolo »