Articoli marcati con tag ‘alda merini’
Jonathan Guaitamacchi ● Le mie visioni
Dipinge in bianco e nero sopratutto vedute metropolitane, paesaggi, prospettive a volo d’uccello. E, ora, anche ghiacciai. Una lettura poetica della realtà intrisa di atmosfere rarefatte, visionarie, che lasciano spazio al mistero.
di Lorella Pagnucco Salvemini
Sta pedalando nel traffico milanese, Jonathan, quando gli telefono. Non ho un motivo preciso per chiamarlo, solo un saluto, credo. Lui risponde, un po’ affannato, un po’ sovrappensiero. Un rintocco di campane, per qualche istante, si impone al caos di clacson e motori. È morta Alda Merini. Cominciamo a parlare di lei, ricordi personali e letterari si sovrappongono. Capisco che cosa mi abbia spinto a comporre il suo numero telefonico,questo pomeriggio. Ci sono momenti in cui sensibilità affini si cercano. Leggi il resto di questo articolo »
Alda Merini ● Una voce dall’abisso
di Lorella Pagnucco Salvemini
Sono nata il 21 a primavera
ma non sapevo che nascere folle,
aprire le zolle
potesse scatenare tempesta.
E tempestosa di certo, come le sue parole – di fiamma, di luce, di violenza e di dolore – è stata l’esistenza di Alda Merini. Se ne è andata a 78 anni, “l’1 a ognissanti”, potremmo dire parafrasando il suo celebre endecasillabo. Coerente e profetica anche all’appuntamento con l’aldilà. Lo ha anticipato di un giorno, perché forse morire il giorno dei morti le sarebbe sembrato di morire due volte, o per sempre. Ha scelto bene: il primo di novembre è data che sa di beatificazione. Santa, subito. Così è stato.
Non che le potesse interessare tutta quella gloria postuma – coccodrilli stucchevoli sui giornali, solenni funerali di Stato, sepoltura al Famedio fra i grandi di Milano. Lei che zittisce chiunque osi parlarle del Nobel: “Me li mandino pure i premi, con un milione di euro non si compra amore, attenzione… Ti dimenticano anche quando ti ricordano”. Lei che – poverissima, dispone solo del vitalizio della legge Bacchelli - userà i 36 milioni del premio Montale-Guggenheim per pagare il conto all’Hotel Certosa dove si trasferirà finché non finiranno i soldi. Denaro che nelle sue mani pare che scotti, e allora eccola con gioia infantile a spartire quell’improvvisa manna con ogni barbone incontrato per strada. Leggi il resto di questo articolo »
