Articoli marcati con tag ‘ugo nespolo’

Ugo Nespolo • Forte dei desideri

L’estate versiliese è prodiga, nelle gallerie private, di interessanti avvenimenti espositivi. A Forte Dei Marmi la grande antologica di Ugo Nespolo a Villa Bertelli:  l’artista fa convivere un oggetto e un paesaggio, un parto della fantasia e un elemento del quotidiano, un frammento ingigantito e un monumento ricondotto a giocattolo

di Luciano Caprile

Nella seconda metà degli anni ’70 Torino si è rivelata una città ricca di fermenti artistici nel solco concettuale e poveristico che ha coinvolto tra gli altri Michelangelo Pistoletto, Giulio Paolini e Ugo Nespolo. Quest’ultimo parte proprio da quelle esperienze per avviare la rassegna di carattere antologico che questa estate gli dedica Villa Bertelli a Forte dei Marmi. Indubbiamente non è facile per il visitatore accostare lavori estremamente rigorosi e formalmente austeri come Molotov e Power/Violence del 1968 alle prove solo di qualche anno più tardi ammantate di quella giocosità tipica del maestro piemontese che la gente ha imparato a conoscere e ad apprezzare in larga misura. Leggi il resto di questo articolo »

Ugo Nespolo ● Ad ali spiegate

Grande sperimentatore, portato per vocazione a una simultaneità iconografica. Ha lavorato in ogni ambito della scena artistica contemporanea. Senza mai  abbandonare la coerenza e i termini della propria ricerca

di Giovanni Faccenda

Nell’estate del 1964 accadono  alcuni fatti destinati a  segnare una svolta nella storia dell’arte del ‘900.  Due protagonisti assoluti dello storico ritorno all’ordine, Giorgio Morandi e Ardengo  Soffici, muoiono a breve distanza  di tempo l’uno dall’altro.  Il primo, leggendario misantropo bolognese, chiude i propri conti con l’esistenza terrena qualche giorno prima dell’inaugurazione di una Biennale di Venezia che rimarrà nella memoria collettiva come quella del clamoroso avvento della pop art statunitense nel nostro Paese.
A vincere il premio riservato al miglior artista straniero, non senza incontrare molte e accese polemiche — anche nella giuria internazionale —, Robert Rauschenberg, primo attore, accanto a Jasper Johns, Jim Dine e Claes Oldenburg, nel padiglione americano.  In pratica, con la scomparsa di Morandi e Soffici, dopo quella di Rosai (1957), Sironi (1961) e Casorati (1963), si realizza la fine silenziosa di un tempo (sebbene in vita vi siano ancora Severini e l’ineguagliabile de Chirico), mentre, con la consacrazione della pop art, ha roboante inizio una nuova epoca. Leggi il resto di questo articolo »

Cinema & anticinema nell’arte di Ugo Nespolo

di Janus

C’è una trasposizione costante, nell’opera di Ugo Nespolo, di elementi semantici che vanno dal cinema alla pittura e viceversa, ma sarebbe semplicistico fermarsi alle apparenze di questa diade. Si tratta in realtà di una sola cosa: il cinema è già tutto contenuto nella sua pittura e la pittura è un organismo vivente in continua trasformazione. Dovremmo parlare per esattezza di cinema e di anticinema, di pittura e di antipittura.

Quando all’inizio del suo percorso Nespolo si è incamminato lungo le strade dell’avanguardia a Torino, che è una città dalle infinite pulsioni, le due cose gli sono apparse subito naturali. Era impossibile separarle l’una dall’altra, poiché erano le molteplici facce d’una contrapposizione linguistica, di una narrazione in entrambi i casi rapida, essenziale, ironica, convulsiva. La pittura è attraversata da un’esplosione di elementi cromatici, figurativi, fantasiosi, fiabeschi, è pellicola su tela o su legno; il cinema è una visione di fatti, di avvenimenti, di rievocazioni, di episodi teatrali, che compongono una specie di mosaico, è uno schermo. Leggi il resto di questo articolo »

La vita di uno sperimentatore

Ugo Nespolo nasce a Mosso (Biella) nel 1941, si diploma all’Accademia Albertina di belle arti di Torino, laureandosi quindi in lettere moderne con una tesi in semilogia. Gli esordi risalgono agli anni ’60, alla pop art, ai futuri concettuali e pokeristi. Negli anni ’70 si  appropria di un mezzo di espressione quale il cinema sperimentale. Come attori, utilizza artisti amici, da Fontana a Baj a Pistoletto.
Nel ’74 vince il premio Bolaffi.

Negli anni ’80 si moltiplicano le esperienze nel settore dell’arte applicata. Realizza numerosi manifesti,  il calendario Rai dell’86, alcune videosigle (tra cui “Indietro tutta”), le scene per l’allestimento della “Turandot” di Busoni a Stamford (Usa). Nell’86, a Genova, festeggia i vent’anni di attività con un’antologica a Villa Croce. Nel ’90 tiene una mostra a Palazzo Reale di Milano. Nello stesso anno firma la campagna pubblicitaria per la Campari e le scene e i costumi del “Don Chisciotte” di Paisiello per l’Opera di Roma. Nel ’91 partecipa in Giappone all’International Ceramic Festival, Ceramic World Shigaraki. Del ’94 è una mostra di opere a soggetto cinematografico promossa alla Tour Fromage di Aosta. L’anno seguente, realizza scene e costumi per l’“Elisir d’amore” di Donizetti all’Opera di Roma e tiene un’antologica alla Permanente di Milano. Leggi il resto di questo articolo »