Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn
Marzia Spatafora

Anna Maria Montaldo è Direttrice del Polo Museale d’Arte Moderna e Contemporanea di Milano. Sotto la sua direzione si riuniscono ben tre musei: il Museo del Novecento, la GAM (Galleria d’Arte Moderna) e il Mudec (Museo delle Culture). Manager culturale di alto livello, ma anche intellettuale e curatrice: l’ultima bellissima mostra, curata assieme a Maria Grazia Messina, è quella di Carla Accardi in corso proprio al Museo del Novecento. Montaldo è una donna autorevole, impegnata, colta, che ci stupisce per creatività e modus operandi moderno, libero e fuori dagli schemi. Una donna che sa osare. Ma è anche simpatica, disponibile e gentile. Tanto che quella che avrebbe dovuta essere una “semplice” intervista si è tramutata in una piacevolissima conversazione.

 

Nella pagina a fianco, Anna Maria Montaldo al Museo del Novecento.

Dottoressa Montaldo, lei è stata scelta per dirigere l’Area Polo Arte Moderna e Contemporanea del Comune di Milano per le sue competenze scientifiche e lo spirito imprenditoriale. Qual è stato il suo percorso formativo?
Sono laureata in lettere, ma quello che mi ha dato uno sguardo nuovo sul mondo dei musei è stato il master alla Bocconi sulla gestione dei musei e dei beni culturali che, a differenza degli studi accademici che si facevano un tempo, mi ha dato una visione innovativa, intendendo il Museo come un centro culturale che interagisce con la comunità e col sociale a livello scientifico e formativo. Dobbiamo pensare che in Italia, fino al secondo dopoguerra, il museo aveva ancora una struttura ottocentesca che era sostanzialmente conservativa e di studio per pochi addetti ai lavori, invece negli ultimi decenni il museo ha cambiato, anche in Italia, il suo ruolo mettendo al centro il pubblico e la comunità. Ma il mio percorso è ancora più articolato, spazia dalle tante dirigenze museali all’insegnamento all’università di Cagliari e di Ferrara.

Da Direttrice dei Musei Civici di Cagliari è approdata a Milano. Ha avuto difficoltà nell’affrontare questa nuova realtà?
Assolutamente no. Ho lavorato sempre in musei pubblici e civici in particolare, sono una museale per formazione e per convinzione. E anche se Cagliari e Milano hanno dimensioni diverse, le dinamiche e le normative da seguire sono sempre le stesse. Come dicevo, ho sempre diretto musei di enti pubblici, quindi con una stessa impostazione anche da un punto di vista amministrativo e gestionale.

Sotto la sua direzione ci sono ben tre musei milanesi importanti: il Novecento, la GAM e il Mudec. Come riesce a fare in contemporanea scelte artistiche per esigenze così diverse?
Sono abituata a dirigere Musei differenti, a Cagliari dirigevo un Museo Orientale, uno d’Arte Contemporanea e uno del 900. Il modo di dirigere il museo non cambia, anche se sono diverse le competenze specifiche: l’importante è sempre l’impostazione di base e la gestione, benché si usi un approccio diverso.

Oggi più che mai si sente dire spesso che la Bellezza salverà il mondo. Lei è d’accordo con questa affermazione?
(Sorride divertita). Mi sembra a volte una frase un po’ abusata, è diventata uno slogan che si usa in maniera superficiale. Sono d’accordo invece a restituire alla Bellezza il senso profondo: la bellezza è bontà, è tolleranza, è comprensione.

 

Museo del Novecento, Sala Fontana. Photo Thomas Pagani Museo del Novecento, Milano. © Comune di Milano, tutti i diritti riservati.

 

Per leggere l’intervista completa, abbonati alla nostra rivista.

Ti potrebbe interessare
Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Provocatore e spiazzante fino ai confini estremi del sopportabile, abituato a rappresentare scene raccapriccianti che prendono le mosse dall’immaginario…
Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Nome? Tarin. Segni particolari? Rossetto rosso. Il tuo motto? Erotismo è appartenenza. L’opera d’arte che ti ha shockato? Masoch…
ArteIN è un marchio di Napoleon srl, sede legale Via Aurelio Saffi 15, 25121 Brescia. Redazione: Via Giuseppe Di Vittorio 307 Sesto San Giovanni (Milano). PI/CF 04127660985. REA BS-590549. – Privacy PolicyCookie Policy