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Il farmacista Pirola, la Dama dei gatti e il sindaco Balbiani. Bellano dedica un museo a Giancarlo Vitali

Museo Giancarlo Vitali, Bellano - Courtesy Museo Giancarlo Vitali, ph © Giovanni Hänninen
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Pensai a quanti luoghi ci sono nel mondo che appartengono così a qualcuno, che qualcuno ha nel sangue e nessun altro li sa”.

Questa frase di Cesare Pavese risuona in tutta la sua potenza di fronte alle cento opere di Giancarlo Vitali esposte al Museo che ha inaugurato in suo onore.

A pochi passi dall’incantevole lungolago di Bellano, piccolo borgo in provincia di Lecco, apre le sue porte il Museo Giancarlo Vitali, per omaggiare il grande pittore e incisore bellanese. Uno spazio dedicato alla sua memoria, pensato per raccontarne il percorso creativo, valorizzarne l’eredità culturale e rinnovare il legame profondo con la sua terra natale. Un’operazione di “restituzione al paese dell’opera di Giancarlo Vitali”, come ha spiegato il figlio Velasco Vitali, “per far tornare Giancarlo e le sue opere a essere parte di quella comunità in cui lui ha trascorso, con grande gioia ed energia, tutta la sua vita”.

Ma andiamo con ordine.

Giancarlo Vitali nasce a Bellano nel 1929. Cresciuto in una famiglia di pescatori, inizia a dipingere da bambino, come autodidatta. Una sorta di enfant prodige che, a soli diciotto anni, partecipa alla Biennale d’Arte Sacra all’Angelicum di Milano, dove espone accanto a Carlo Carrà, che gli dedica parole di apprezzamento. Vince una borsa di studio all’Accademia di Brera, ma è costretto a rinunciarvi a causa delle difficoltà economiche che gli impediscono di mantenersi a Milano. Da allora smette di esporre, ma mai di dipingere. Nel 1983 Giovanni Testori, vedendo casualmente la riproduzione fotografica di una sua opera, si innamora della sua arte. Si intitola i “Fasti della pittura” l’intera pagina sul Corriere della Sera scritta da Testori che segna una svolta nella carriera artistica di Vitali, di cui il critico e giornalista cura la prima mostra personale a Milano nel 1985. Una continua ascesa fino alla grande antologica che Palazzo Reale di Milano gli dedica nel 2017, un solo anno prima della sua morte, avvenuta nell’estate del 2018.

Oggi, l’apertura del Museo Giancarlo Vitali non solo rappresenta un omaggio a una figura assolutamente originale e orgogliosamente locale, ma porta anche “ulteriore linfa all’idea di un ‘Rinascimento bellanese’”, ha commentato il sindaco di Bellano Antonio Rusconi. Il Museo Giancarlo Vitali è infatti la punta di diamante del BAC, il percorso “Bellano Arte Cultura” che in oltre un chilometro propone arte, bellezza, architettura e storia del territorio. Un vero e proprio itinerario d’arte fondato su preesistenze culturali potenti, prime fra tutte l’Orrido, la gola naturale creata 15 milioni di anni fa dall’erosione del Ghiacciaio dell’Adda, visitabile grazie a un sistema di passerelle ancorate sulle alte pareti a picco sull’acqua. Ma anche la chiesa di Santa Marta con il Compianto sul Cristo morto, il settecentesco Palazzo Lorla, oggi sede del Museo Giancarlo Vitali, o ancora il museo MUU sulla storia del latte. Tanti gioielli da riscoprire grazie a un ricco calendario che prevede mostre, rassegne, concerti e percorsi guidati: un enorme patrimonio ora a disposizione dei numerosi turisti che ogni giorno visitano i luoghi del cuore dipinti da Giancarlo Vitali.

Museo Giancarlo Vitali, Bellano - Courtesy Museo Giancarlo Vitali, ph © Giovanni Hänninen 1
Museo Giancarlo Vitali, Bellano – Courtesy Museo Giancarlo Vitali, ph © Giovanni Hänninen

Vitali era un profondo conoscitore dei codici della pittura; grazie all’attenzione per i dettagli, allo straordinario impiego del colore e alle pennellate ampie e veloci, ha trovato una sintassi tutta sua. “Tutti i giorni un ritratto, ogni anno più ritratti” ha ricordato Velasco Vitali, “per quasi cinquant’anni ha continuato così, con naturalezza”, fino a quando altri autorevoli interpreti ne hanno apprezzato il lavoro facendogli superare il confine del racconto domestico. Il frutto di questa intensa attività è il reportage di un intero paese costellato da personaggi ognuno con le proprie particolarità: il farmacista Pirola, la Dama dei gatti, il sindaco Balbiani Cima, gli amici e ancora gli animali, la natura, tutti con radici profonde in questo amato lago. Vitali ha fatto sue queste figure per poi restituirle in una dimensione senza tempo: fragili e al contempo caparbie, ma soprattutto assolutamente attuali, sembrano voler guizzare fuori dalle tele esposte al Museo Giancarlo Vitali.

Sede dell’istituzione è l’aristocratico Palazzo Lorla, che è stato riprogettato internamente dagli architetti di Vitali Studio in modo che i dipinti dell’artista fossero in stretto dialogo con le geometrie dello spazio. Qui si respira l’aria di una casa-museo in cui le cento opere esposte – donate dalla famiglia Vitali – sono disposte seguendo un criterio analogico, anziché cronologico. 

La prima sala ricostruisce il mondo intimo di Giancarlo Vitali attraverso i volti e le figure ritratte dal vero di chi lo ha accompagnato nel suo lungo viaggio nell’arte e nella vita.

Il percorso prosegue nella seconda sala, dove una struttura circolare accoglie la serie delle nature morte, tra fiori e animali colti nel loro vibrante realismo, affiancate da scene di vita popolare come le sfilate delle bande. 

La collezione si completa nella terza sala dove è esposta, da un lato, una serie di dipinti che hanno come soggetto i girasoli, ritratti già appassiti; dall’altro i corpi sventrati di animali, tra cui la grande tela Toro Squartato IV (1984), alta più di due metri. 

Ultimo, ma non per importanza, è lo spazio del giardino, ora impreziosito dalla presenza del grande murale Uccelli al museo, dipinto dal figlio Velasco come omaggio alla piccola serie di opere, fantasiose e ironiche, che Giancarlo Vitali ha dedicato ai volatili, ma anche all’ultimo abitante della casa, l’imprenditore tessile Agostino Lorla: una figura eccentrica, appassionata di botanica e animali esotici. 

L’apertura del Museo, in sintonia con la vita e il pensiero del pittore bellanese, è anche un momento di condivisione con il borgo: sono tanti i cittadini e le istituzioni che si sono stretti intorno a questa vicenda. Un’iniziativa lungimirante, che dimostra come l’arte possa essere motrice di una spirale virtuosa per la crescita anche – e soprattutto – di un piccolo paese italiano. 


Immagine di copertina: Museo Giancarlo Vitali, Bellano – Courtesy Museo Giancarlo Vitali, ph © Giovanni Hänninen


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