Carlotta di Mecklenburg-Strelitz

DET Her Most Excellent Majesty Carlotta , Queen of Great Britain, Thomas Frye, 1762
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È proprio lei: la Regina Carlotta, moglie di Giorgio III° Re del Regno Unito. Fu davvero una regina inglese con la pelle scura e dai tratti vagamente esotici? Questo è quanto si disse, si dice e forse, si dirà… si parla di una sua diretta discendenza da un ramo africano della casa reale portoghese.

Donna certamente molto più interessante di quanto ci sia dato sospettare per via di questi “pettegolezzi”, Carlotta era figlia del Duca Carlo Ludovico Federico di Mecklenburg-Strelitz e di Elisabetta Albertina di Sassonia-Hildburghausen. Nonostante avesse una discendenza molto remota da una stirpe reale, andò sposa, a soli 17 anni, a uno dei sovrani europei più potenti dell’epoca. Giunse in un paese a lei sconosciuto e divenne la seconda regina consorte inglese rimasta in carica più a lungo: 57 anni e 70 giorni. Giorgio III° era un Re gentile che amava uno stile di vita molto semplice, veniva chiamato “Farmer George” e si guadagnò questo soprannome soprattutto a causa della sua passione per l’agricoltura e la zootecnia. Sfortunatamente fu colpito da una malattia mentale (soffriva di porfiria) il suo carattere cambiò e divenne intrattabile e violento. Fu affidato alle cure della moglie Carlotta che continuò ad appoggiare il Re anche in età avanzata, ormai devastato dalla pazzia. Ella ne divenne tutrice legale mentre il figlio primogenito, principe reggente e futuro Re Giorgio IV°, deteneva il potere reale. La Regina Carlotta fu un SIMBOLO di forza silenziosa, devozione e stabilità nella turbolenta epoca in cui visse. Fu donna di grande cultura, il suo mecenatismo sostenne tutte le arti e si estese alla musica, alla pittura e alla letteratura: scoprì numerosi talenti come il giovane Mozart che aveva solo 8 anni. Appassionata di botanica, patrocinò, insieme al marito, la nascita dei giardini reali di Kew e contribuì alla costruzione di orfanotrofi ed ospedali per donne incinte. La Regina aveva una grande ed eclettica cultura: per lei l’educazione era molto importante e le sue figlie erano molto più erudite della maggior parte delle giovani donne dell’epoca.

Carlotta visse in un periodo storico in cui lo scenario europeo era molto cambiato: siamo in piena “rivoluzione industriale” e si era consolidata una CLASSE MEDIA che diventerà presto arbitra delle vicende storiche e cambierà il volto del mondo. L’ancien régime era sul viale del tramonto ma sembrava che nessuno se ne volesse accorgere: a Parigi impazzava ancora lo stile ROCOCÒ che era divenuto di un’eleganza senza pari grazie ad abilissimi disegnatori, capaci di conferire ai loro modelli un grande senso delle proporzioni. Il concetto di ROCOCÒ venne usato in senso dispregiativo nel XIX° secolo per indicare un eccesso di frivolezza: oggi è sinonimo di uno stile che simboleggia l’ideale francese di bellezza e di armonia.

Her Most Excellent Majesty Charlotte, Queen of Great Britain, Thomas Frye, 1762
Her Most Excellent Majesty Carlotta, Queen of Great Britain, Thomas Frye, 1762

Certamente la cultura fu profondamente segnata dall’aspirazione al piacere e al godimento personale. L’ideale estetico vide due correnti: una stravagante e artificiosa;  l’altra, più tarda, che esprimeva un desiderio di ritorno alla natura e che condusse al NEOCLASSICISMO. Dai salotti di conversazione, ai sontuosi ricevimenti, ai banchetti, i diamanti (tagliati a brillante col taglio del veneziano PERUZZI) brillavano, al lume di candela, su grandi, sontuosi gioielli. Nel ritratto di Ramsay, la Regina Carlotta indossa una “pettorina”: enorme gioiello, anche divisibile in più parti multifunzionali, che copriva tutto il corpetto dell’abito esaltandone la forma a V. Per sottolineare la vita, stringere il busto, sollevare il seno e allargare la gonna, si indossava la CONSIDERATION, che comprendeva un busto e tre cerchi di metallo. Le scollature erano marcate, le maniche a metà braccio ornate da ricchi pizzi ricamati, parrucche e capelli incipriati incorniciavano volti di porcellana arricchiti da nei di bellezza che, a volte, nascondevano imperfezioni del volto ma finirono con l’assumere anche un frivolo linguaggio provocatorio. Gli uomini non erano meno eleganti con le loro redingotes, i vistosi panciotti ornati da molti bottoni anche in diamanti e jabots di pizzo. Ma la nostra Regina – pur trattandosi di un ritratto ufficiale con corona, scettro, bordi e manto in ermellino – sceglie un’immagine di sobrietà e di grande eleganza, rinuncia agli orecchini, molto di moda, accoglie una delicata AIGRETTE di piume e diamanti a ornare il capo, non rinuncia al COLLARE A STROZZO (tessuto e pietre preziose) che le avvolge il collo. La cintura di perle – adorabile la doppia nappa finemente ricamata- rimane un simbolo di castità, ricchezza e nobiltà.

Questo tenero volto di fanciulla ci ricorda la giovanissima età della Regina Carlotta. La ricca parure di gioielli e la profusione di perle non vanificano minimamente questa sua attitudine alla semplicità e alla modestia: gli enormi orecchini (GIRANDOLES), il diadema, il collare a strozzo non sono sufficienti a inficiare l’empatia di questo volto delicato. Le PERLE, attributo indispensabile della regalità e della aristocrazia, sono tutte naturali ma sono comuni in questo periodo, in cui si richiedeva di indossare molti gioielli, numerose imitazioni con materiali poveri: a esempio, vetro soffiato riempito di cera e rivestito con scaglie di pesce e lacca (metodo brevettato da JAQUIN già dal XVII secolo). Per i diamanti veniva utilizzato il vetro al piombo ideato da Georges Frédréric Strass, l’acciaio finemente sfaccettato, la marcasite. Parigi rimase il principale centro di produzione dei “gioielli imitazione” tanto che, nel 1767, i 314 artigiani che producevano gioielli in pietre false si riunirono ufficialmente nella CORPORAZIONE dei BIJOUTIERS-FAUSSETIERS. Questi oggetti non venivano considerati contraffazioni, ma semplicemente manufatti d’arte orafa costruiti con materiale meno prezioso, il loro costo poteva restare abbastanza elevato.

La Francia rimarrà, ancora per molto tempo, un modello di gusto ed eleganza persino in una Inghilterra palesemente ostile ai modi francesi. La Regina Carlotta non fu ostile, però, a Maria Antonietta di Francia, con cui condivise una ricca corrispondenza senza mai incontrarla. La giovane Regina di Francia non ebbe l’aiuto inglese, in cui confidava, durante la Rivoluzione francese del 1789: i sovrani inglesi rimasero sconvolti dagli inimmaginabili accadimenti che portarono alla ghigliottina Luigi XVI° e la sua consorte Maria Antonietta. La Rivoluzione Francese va considerata come un vero e proprio spartiacque fra ciò che rappresenta l’antico e ciò che si apre ad una età moderna: la Regina Carlotta farà in tempo a vedere parte di questi straordinari cambiamenti, morirà il 17 novembre 1818. 


Immagine di copertina: Ragalzi e Willy Montini – Courtesy Archivio Sergio Ragalzi, Torino e Artcom, Venezia


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