Fino al 31 gennaio 2026, Fondazione Giuliani per l’arte contemporanea conduce alla scoperta di Giulio Turcato, a trent’anni dalla sua scomparsa, attraverso una grande mostra personale, curata da Martina Caruso e Adrienne Drake
Il progetto espositivo racconta un’artista che ha trasformato il colore in campo semantico di narrazione conoscitiva, focalizzandosi sul tema del monocromo, che per Turcato è soglia dove il pigmento supera la superfice ed esplode in una materia emotiva, reale e metaforica allo stesso tempo. A partire dagli anni Sessanta, le sue superfici sono popolate da materiali ibridi come polveri fosforescenti, monete e pillole; le tele abbandonano ogni possibilità di neutralità per diventare organismo vivo e luogo di conflitto dialettico fra natura, artificio e poesia.
Per Turcato “il monocromo non è una fine ma un inizio, un’apertura verso una dimensione che sfugge alla pura percezione visiva”. Il colore non è più metafora cromatica ma fenomeno vivo e in evoluzione, energia sulla tela, essere quantistico di cui si possono esperire solo gli effetti, che si modifica attraverso la percezione umana.
Tra militanza politica e la libertà formale, tra Cangianti e Superfici lunari, la mostra romana racconta, in maniera critica e originale, le necessità profonde del fare di Turcato, evidenziando il ruolo della Fondazione Giuliani che si afferma come originale luogo di riflessione sull’eredità dell’arte italiana del Novecento.
Turcato
A cura di Martina Caruso e Adrienne Drake
11 ottobre 2025 – 31 gennaio 2026
Fondazione Giuliani, Via Gustavo Bianchi 1 Roma
www.fondazionegiuliani.org
@fondazione_giuliani
Immagine di copertina: Turcato, installation view a Fondazione Giuliani, Roma, 2025, crediti fotografici Roberto Apa – Courtesy dell’Archivio Giulio Turcato e Fondazione Giuliani. © GIULIO TURCATO, by SIAE
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