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For My Best Family. L’emozionante viaggio familiare di Meriem Bennani alla Fondazione Prada

Meriem Bennani, Immagine della mostra For My Best Family, Ph Delfino Sisto Legnani DSL Studio, Courtesy Fondazione Prada
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For My Best Family è il nuovo, ambizioso progetto dell’artista marocchina Meriem Bennani (Rabat, Marocco, 1988), fruibile negli spazi di Fondazione Prada fino al 24 febbraio 2025.

Attraverso un’installazione multisensoriale e un art film lo spettatore è coinvolto in un mondo familiare e collettivo, che permette di riscoprire il valore delle relazioni umane.

Negli ambienti del Podium, è possibile immergersi in una mostra colossale dal punto di vista allestitivo, che occupa i due piani dell’edificio: al primo livello, l’installazione multisensoriale site-specific Sole crushing; al secondo l’art film For Aicha. Un ampio progetto quello milanese,  che segna un nuovo capitolo nel percorso artistico di Meriem Bennani, che concentra la ricerca dell’artista su temi di grande rilevanza: la famiglia, il rapporto con la collettività e l’identità di genere; argomenti affrontati con una delicatezza e sensibilità rara che attivano lo spettatore in un ambiente intimo e allo stesso tempo pubblico. 

L’esposizione, commissionata da Fondazione Prada, si inserisce nella programmazione che da sempre caratterizza l’istituzione, volta a collaborare con artisti di fama internazionale per realizzare progetti ambiziosi e visionari, complessi sia sul piano concettuale sia su quello espositivo. La Fondazione ha dedicato ampio spazio al tema delle relazioni familiari e sociali lavorando con una generazione di artisti, definiti “mid-career”, di cui Meriem Bennani fa parte.

L’installazione Sole crushing è un’opera che sfida la percezione sensoriale e la comprensione emotiva. Una costruzione meccanica composta da 192 infradito e ciabatte che si muovono come in una danza rituale, sospinte da un sistema pneumatico che le rende vive e “respiranti”. Questa moltitudine di scarpe è organizzata in diverse disposizioni: due “orchestre”, due sculture a spirale e un’isola centrale. Muovendoci all’interno di questo spazio, siamo esortati a dare un’interpretazione soggettiva dell’armonia, decidendo se percepiamo un senso più caotico o più equilibrato.
È la figurazione della dinamica di gruppo che porta il singolo a reagire spontaneamente al rapporto con la collettività. Durante l’introduzione alla mostra, Meriem Bennani afferma: “Nel gruppo agiamo simultaneamente sentendoci parte di un’umanità, di cui effettivamente facciamo parte, come quando ci si trova all’interno di una grande folla e istintivamente tutti iniziamo a battere le mani contemporaneamente”. Sole crushing evoca un senso di caos organizzato, simile a una rivolta, a un’esplosione di energia collettiva. 

Il produttore musicale marocchino Reda Senhaji, noto come Cheb Runner, collabora alla realizzazione dell’installazione con Bennani, traducendo i suoni della tradizione folkloristica in oggetti quotidiani come le infradito. Scarpe che richiamano la folla, che ci ricordano il nostro battere i piedi per terra da bambini per imporci, evocando un’accezione rivoluzionaria, sovversiva, del ritmo, della musica, del farsi coro, anche di protesta.
Attraverso il lavoro degli ingegneri del suono, l’opera evoca un’orchestra, un insieme di gruppi organici che dialogano fra loro creando un ritmo e un’armonia.

In questa dinamica emerge il concetto e il valore del silenzio, parte integrante della musica stessa. Tema che collega l’installazione all’art film, nel quale le conversazioni fra madre e figlia si compongono anche di silenzi assordanti che mettono a disagio lo spettatore.

Il piano superiore del Podium è occupato da una sala cinematografica dove viene proiettato For Aicha, art film che rappresenta il cuore narrativo dell’esposizione.
For Aicha è un lungometraggio (73’) che fonde il linguaggio del documentario con l’animazione 3D, co-diretto da Meriem Bennani e Orian Barki (Tel Aviv, Israele, 1985). Le due artiste lavorano insieme dal 2020, e hanno realizzato, a quattro mani, due Lizards: piccoli film pubblicati su Instagram durante la quarantena. Per realizzare For Aicha si avvalgono del supporto creativo di John Michael Boling, direttore della fotografia, e Jason Coombs, per l’animazione. Ambientato tra New York e Casablanca, il film segue la storia di Bouchra, una giovane regista marocchina dalle sembianze di sciacallo, e di sua madre Aicha. La trama mescola autobiografia e finzione, permettendo a Bennani di cogliere le sfumature dell’amore e del dolore nel rapporto madre-figlia.

Un tema particolarmente toccante è il sincero sforzo di una madre e di una figlia di amarsi liberamente, andando oltre i vincoli imposti dai legami sociali e biologici.
L’uso dell’animazione, linguaggio apparentemente semplice, consente di trattare argomenti complessi – l’identità, l’orientamento sessuale, la maternità – rendendo il doloroso processo di accettazione familiare più comprensibile. L’animazione permette una libertà narrativa che sfida i confini della realtà e riesce a restituire l’intensità emotiva di un legame che è tanto profondo quanto straziante.

La ricerca di Bennani sul tema della famiglia è una riflessione sul contesto socio politico, sui vincoli culturali che legano le persone, sulle difficoltà di trovare un equilibrio tra ciò che si è e ciò che gli altri si aspettano. La sua arte è un atto di sperimentazione emotiva e intellettuale, che porta gli spettatori a riflettere sulla loro identità.
La carriera di Bennani ha visto lo sviluppo di una pratica in continua evoluzione caratterizzata da film, sculture e installazioni immersive. Opere realizzate con una delicatezza capace di mettere in discussione la società contemporanea e le sue identità frammentate, le questioni di genere e il potere dilagante delle tecnologie digitali.

Come chiarisce Bennani, “uno dei temi centrali di For My Best Family è il saper stare insieme, chiedersi dove inizia e finisce una persona”. Nel mondo di For My Best Family siamo invitati non solo a guardare ma a partecipare a una storia che non riguarda solo un individuo o una famiglia ma l’intera società.
L’opera di Meriem Bennani, semplice e intima, risulta facilmente condivisibile permettendoci di affrontare un viaggio che è una liberazione, un’accettazione più grande e più profonda.


Immagine di copertina – Meriem Bennani, Immagine della mostra For My Best Family, Ph Delfino Sisto Legnani DSL Studio, Courtesy Fondazione Prada


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