Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn
Francesco Boni

La prima volta non si dimentica, anche se forse a volte sarebbe davvero meglio riuscire a farlo. Per me l’incontro iniziale con Mario Schifano arrivò in un pomeriggio del 1958: avevo solo 14 anni, lui presentava una mostra personale alla galleria La Salita ed era già un piccolo grande uomo, mi guardava dall’alto verso il basso come si può fare con un semplice e inesperto ragazzino. Tutto il mio entusiasmo nel conoscere direttamente un artista che avevo sentito vicino da subito, dalla primissima “visione” di una sua opera, si scontrò con quella fastidiosa sensazione di essere emarginato, non ancora pronto. Come uno schiaffo forte, senza che avessi alcuna voglia di svegliarmi in realtà. Avrei imparato con il tempo che probabilmente neanche la differenza di età, in quel frangente, avrebbe potuto essere considerata come discriminante decisiva per quel suo atteggiamento di distacco.
Da quel giorno in poi ci siamo rivisti un mare di volte, io e Mario, ma non posso certo dire di averlo frequentato. Era un tipo molto difficile, dovevi stargli dietro continuamente e dedicargli un’attenzione totale: era vita che sgorgava e si rinnovava continuamente, travolgendo tutto e tutti senza distinzione…

 

La cover di un disco del gruppo Le stelle di Mario Schifano.

 

Per l’articolo completo, abbonati alla nostra rivista

Ti potrebbe interessare
ArteIN è un marchio di Napoleon srl, sede legale Via Aurelio Saffi 15, 25121 Brescia. Redazione: Via Giuseppe Di Vittorio 307 Sesto San Giovanni (Milano). PI/CF 04127660985. REA BS-590549. – Privacy PolicyCookie Policy