Fino al 12 luglio 2026, il Palazzo Esposizioni Roma dedica una grande retrospettiva a Mario Schifano, pittore discussissimo ed emblematico, fra le voci più autorevoli e significative dell’arte italiana, e non solo, del secondo Novecento.
Curata da Daniela Lancioni e promossa dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e dall’Azienda Speciale Palaexpo, in collaborazione con Intesa Sanpaolo e le Gallerie d’Italia, la mostra riunisce oltre cento opere provenienti da collezioni pubbliche e private, restituendo la complessità di un linguaggio in metamorfosi continua, sempre diverso ma sempre coerente con sé stesso e con le epoche attraversate, in rapporto osmotico e apicale con le stesse.
Il percorso espositivo si sviluppa in senso cronologico, narrando in maniera ricca e approfondita tutte le fasi della “vicenda estetica e culturale” di Schifano: dagli esordi informali degli anni Cinquanta ai celebri monocromi, fino alla svolta degli anni Sessanta. È qui che irrompe la Pop Art; l’artista inizia a confrontarsi con l’immaginario mediatico e urbano, nutrendosi di fotografia, televisione e storia dell’arte, in un osmotico processo di furto e reinvenzione che anticipa, e a volte supera, molte delle opere e delle scoperte della nostra contemporaneità.
Fondamentale sotto l’aspetto narrativo ed emotivo è la ricostruzione della “camera da pranzo” realizzata nel 1968 per una casa romana, installata nella rotonda del Palazzo. Qui l’arte di Schifano si fa apicalmente ambiente immersivo, testimone della costante volontà dell’artista di espandere la pittura nello spazio, nella vita quotidiana e fino al cinema, là dove realtà, eccessi e sogno si fondono e prendono vita.

Gli anni Ottanta e Novanta sono resi vivi in mostra attraverso opere di grande formato, che non esauriscono un periodo ricco di fondamentali dipinti di misura più contenuta, ma che ben evidenziano un tratto distintivo dell’intera ricerca di Schifano: una potente volontà di rinnovare ogni volta le possibilità della pittura esplodendola oltre i suoi confini tradizionali, portandola al di là del classico per renderla potentemente eterna.
All’interno di un esemplare racconto corale, dal quale sono sfortunatamente escluse le opere degli ultimissimi anni di vita del pittore, non sono aliene al tornado Schifano le scelte allestitive che affiancano e sostengono il portato storiografico del progetto espositivo evidenziando una serie di ripetizioni e slittamenti che mettono i dipinti in dialogano tra loro, evidenziando un processo creativo che procedere per rotture ed epifanie, all’interno di un flusso vitale, potentemente originale e riconoscibile, che rende il pittore di Homs icona di sé stesso e del suo tempo.
Mario Schifano
a cura di Daniela Lancioni
17 marzo 2026 – 12 luglio 2026
Palazzo Esposizioni Roma
www.palazzoesposizioniroma.it
@palazzoesposizioni
Immagine di copertina: Mario Schifano, exhibition views, Palazzo Esposizioni Roma, 2026. Ph. Alberto Novelli © Azienda Speciale Palaexpo
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