Attraverso il linguaggio potente dell’arte contemporanea, Milano e Napoli entrano in dialogo grazie a Classical Collapse, progetto espositivo di Nicola Samorì che invade e si ibrida con le sedi della Pinacoteca Ambrosiana (dal 28 novembre al 13 gennaio 2026) e del Museo e Real Bosco di Capodimonte (dal 29 novembre al 1 marzo 2026).
Realizzata a cura di Demetrio Paparoni – insieme ai direttori Alberto Rocca ed Eike Schmidt – l’esposizione rifugge la logica didascalica della “doppia mostra” per dare vita a un’unica operazione culturale che mette in luce l’atemporalità della ricerca estetica dell’artista romagnolo classe 1977.
Un classico lacerato, disciolto, che lascia spazio a sentimenti universali e senza tempo, da corpo a una mostra di stringenti analogie e forte impatto emotivo. Le figure “tirate” con elegante foga del Bambaja si fanno autonome, fuggono dalle scene corali per rendersi protagonisti di immagini in disfacimento ma eterne.
Il progetto riunisce oltre cinquanta opere di Samorì, poste in relazione con capolavori scelti dalle collezioni delle due prestigiose istituzioni. A Capodimonte Classical Collapse esplode in luci e ombre, grazie a circa quaranta opere che dialogano con i maestri della collezione. Alla Pinacoteca Ambrosiana il fulcro è un monumentale dipinto di dieci metri, che urla accanto al cartone preparatorio della Scuola di Atene di Raffaello. Unica nota forse stonata, il mancato confronto fra le piccole tavole floreali di Samorì e gli splendidi Fiori e rose del 1912 di Gaetano Previati, abbandonati nei “piani più alti” dell’istituzione meneghina.
Come ricorda Paparoni “Samorì affronta la tradizione visiva occidentale attraverso un processo di scavo e riscrittura. Queste non sostituiscono il gesto dell’artista, ma lo amplificano. La sua opera, oltre che per l’impianto formale, attrae per la profondità concettuale, che trasforma ogni atto di riscrittura in una sfida che destabilizza l’apparente immutabilità del classico.[…]”. Fra marmo e santità, le opere dell’artista romagnolo mostrano uno degli apici di quell’arte che ritorna sul suo passato, che propone una “ripetizione differente” che ha come riferimento prossimo la grande cultura bolognese legata a Renato Barilli, che dal celebre Luigi Ontani si muove fino a un artista tutto da riscoprire come Marcello Jori. Cultura di cui Samorì è splendido allievo.
Nicola Samorì
Classical Collapse
a cura di Demetrio Paparoni, Alberto Rocca e Eike Schmidt
28 novembre 2025 – 13 gennaio 2026 | Pinacoteca Ambrosiana, Milano
29 novembre 2025 – 1 marzo 2026 | Museo e Real Bosco di Capodimonte, Napoli
www.ambrosiana.it
@pinacotecaambrosiana
Immagine di copertina: Nicola Samorì, Classical Collapse, installation view, Pinacoteca Ambrosiana, Milano, 2025
Abbonati qui ad ArteiN per poter accedere ai contenuti esclusivi!