Quando pensiamo al piombo ci vengono subito in mente due cose: la pesantezza e la malleabilità. Ma se la pesantezza, in arte, è sicuramente un problema, la sua malleabilità è stata una delle ragioni che hanno trasformato per sempre l’arte di Umberto Mariani.
Tralasciando le prime esperienze figurative, elaborate in seguito agli insegnamenti del maestro Achille Funi, Umberto Mariani si è imbattuto su un tema che nel corso del tempo è diventato una vera e propria ossessione: il panneggio, le pieghe dei tessuti.
Seguendo questa traccia, si è accorto che il panneggio è stato da sempre uno dei temi fondamentali della storia dell’arte, simboleggiando, di volta in volta, la bellezza che avvolge la nudità di Venere, l’autorità nelle figure togate romane, diventando tendaggio che cade dall’alto a commentare un martirio, come in Caravaggio. Il panneggio, insomma, si accompagna alla vicenda umana.
Per Umberto Mariani, dal punto di vista tecnico, all’inizio le cose sembrano semplici: l’aerografo riesce perfettamente a dare l’illusione delle ombre. Ma lui non si accontenta, e vuole portare le pieghe dei tessuti sulla tela, accorgendosi però subito che i materiali in commercio, dopo un po’, si afflosciano vanificando ogni sforzo per renderli stabili. Ecco che la scoperta della lamina di piombo gli viene in aiuto; la malleabilità del materiale lo rende perfettamente idoneo alla sua ricerca, offrendo proprio quella stabilità che lui stava cercando. Nel corso degli anni il piombo viene colorato e modellato secondo trame sempre diverse. Ma il panneggio, come abbiamo visto, serve a coprire qualcosa, un corpo o un manufatto, che viene in parte o totalmente nascosto.
Da qui il titolo che ritorna spesso nelle opere di Mariani: La forma celata. Senza scomodare i pacchi dei Christo, già Leopardi segnalava l’importante funzione lirica del nascondimento. Le cose nascoste non solo contengono un interrogativo (cosa si nasconde dietro quella tenda, sotto quel lenzuolo?) ma stimolano la creatività nella ricerca di possibili risposte, facendo elaborare soluzioni immaginarie, anche le più strampalate; ma intanto la fantasia viene messa all’opera. Se poi aggiungiamo che nel sistema alchemico il piombo è il materiale che si accompagna al carattere saturnino, ossia a quello riflessivo, piegato su se stesso, meditabondo, ecco che le suggestioni e le riflessioni potenziali si espandono in ogni dove.
Bene, le opere di Umberto Mariani sono ora esposte al Vittoriale degli Italiani di Gardone Riviera, in una mostra curata da Giordano Bruno Guerri e visibile fino a settembre 2026 negli spazi di Villa Mirabella e del MAS (Motoscafo Anti Sommergibile). L’invito a visitarla è d’obbligo, soprattutto pensando alla primavera che rende i giardini del Vittoriale quanto mai attraenti.
Per saperne di più su Umberto Mariani , potete visionare su YouTube la mia Pralina N° 10
Piegare il piombo, costruire la luce
A cura di Giordano Bruno Guerri
organizzata da Lorenzo Zichichi del Cigno Arte
15 marzo 2026 – settembre 2026
Vittoriale degli Italiani, Gardone Riviera
www.vittoriale.it
@fondazione_vittoriale
Immagine di copertina: Piegare il piombo, costruire la luce, exhibition view, Vittoriale degli Italiani, 2026, ph. Augusto Rizza
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