Fino al 20 settembre, Centrale Fies presenta Undomesticated Ground, mostra collettiva e programma di performance live che intreccia arte visiva, attivismo, tessuti e memoria.
Il titolo del progetto – realizzato a cura di Barbara Boninsegna e Simone Frangi, con curatela esecutiva di Maria Chemello – prende le mosse dall’omonimo saggio del 2000 della teorica eco-femminista Stacy Alaimo, terzo capitolo di una trilogia espositiva che ne esplora il pensiero.
Se nei precedenti episodi si indagavano il corpo in protesta (naked word) e la relazione tra ambiente e identità (material self), Undomesticated Ground si propone di scardinare l’idea occidentale di “natura” come oggetto passivo, addomesticato, da sfruttare e dominare.
Tra i progetti artistici offerti al pubblico: Giulia Crispiani e Golrokh Nafisi propongono The City We Imagine, performance nata da una riflessione comune sul futuro, a cui si affianca un laboratorio di textile art per la creazione collettiva di bandiere e slogan per una rivoluzione condivisa; Théophile Peris, con Vello, trasforma la lana di pecora in racconto; Adam Christensen – accompagnato da Tom Wheatley e David Aird – mette in scena un universo che spazia da ossessioni sessuali fino alle anti-eroine del cinema noir.
Tra i protagonisti della grande riflessione collettiva su ciò che definiamo “natura”, anche Marcos Kueh e l’antropologa e teorica Elizabeth A. Povinelli, che dialoga con il pubblico attraverso The Inheritance, video-saggio che intreccia memorie familiari e analisi del privilegio.
Undomesticated Ground
a cura di Barbara Boninsegna e Simone Frangi; curatela esecutiva Maria Chemello
18 luglio 2025 – 20 settembre 2025
Centrale Fies – Galleria Trasformatori / Foyer / Forgia Dro (TN)
@centrale_fies_official
www.centralefies.it
Immagine di copertina: Centrale Fies, Undomesticated Ground, 2025 – Courtesy Giulia Crispiani e Golrokh Nafisi
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