Come sta cambiando la città? Parte da questa domanda L’Isola è la metafora dell’amore, progetto diffuso realizzato a cura di Eva Adduci a Milano, in forma di passeggiata.
Un percorso che attraversa il quartiere Isola entrando in dialogo con gli interventi artistici diffusi di Gaia Coals, Stefano Ferrari, Giorgio Mattia e Premiata Ditta, attraverso una prassi relazionale micro-emotiva che coinvolge la comunità di quartiere e realtà fondanti l’ecosistema relazionale della zona come Isola Pepe Verde e Shareradio.
Come ci racconta la curatrice: “Con questo progetto abbiamo voluto confrontarci con un fenomeno che troppo spesso rimane confinato ai manuali di sociologia o alle politiche urbane: la gentrificazione. Volevamo mostrarne il carattere concreto e quotidiano. Non è infatti un fenomeno che viene semplicemente calato dall’alto e alimentato da interessi più grandi di noi, non riguarda solo le città e la loro trasformazione ma anche le responsabilità di ciascuna e ciascuno. Sono spesso le nostre scelte e le nostre abitudini a legittimare, e talvolta anche ad accelerare, i processi di esclusione che viviamo nelle nostre città”.
Per entrare poi nel particolare dell’azione itinerante, dove “Ogni opera è stata pensata e realizzata in dialogo con il quartiere, con la comunità che l’ha abitato e che lo abita oggi, con le associazioni, con lo spazio urbano e le sue architetture. […]
Stefano Ferrari ha realizzato un archivio semi per Isola Pepe Verde: uno strumento utile per la consultazione delle specie presenti nel giardino, per chi usufruisce attivamente dello spazio degli orti ed elemento didattico per i bambini.
Giorgio Mattia ha attivato un laboratorio di cianotipia con le ragazze e i ragazzi dell’educativa di strada, coordinata anche da Shareradio. Con loro ha realizzato le quattro cianotipie presenti lungo il percorso della passeggiata e lasciate agli abitanti del quartiere, che le hanno esposte sui propri balconi.
Gaia Coals ha studiato approfonditamente lo spazio urbano di Isola e le sue modalità di fruizione, pensando a un dispositivo di visione e di ascolto che evidenziasse criticamente la tensione verticale dei grattacieli rispetto alla fisionomia storica del quartiere. Un processo che rivendica il valore civico dell’orizzontalità come espressione di condivisione e collettività.
Premiata Ditta, il duo più storicamente legato alle vicende dell’Isola e di Isola Art Center grazie al progetto UnDo.Net, ha attivato un momento di dialogo e condivisione grazie alla realizzazione di un frottage di una particolare decorazione presente sul portone di ingresso di un palazzo in via Borsieri. L’azione ha coinvolto gli abitanti del singolo edificio e le attività commerciali adiacenti in un momento di condivisione corale”
Attraverso questa galassia di interventi minimi ma significanti, L’Isola è la metafora dell’amore ha dato vita a un progetto coinvolgente che evidenzia, con colta voce, le necessità di una contemporaneità sempre più lontana dall’accasamento (einhausung) prodotto dal rito e sempre più aperta alla solitudine del narcisismo capitalistico, mostrando alla città di Milano un processo che “nasce dalla volontà di rileggere in chiave curatoriale alcune gestualità e forme espressive tipiche dell’attivismo sociale”.
L’Isola è la metafora dell’amore
a cura di Eva Adduci
In collaborazione con Careof e Shareradio
26 settembre 2026 | Quartiere Isola, Milano
@careof_milano
@shareradio_milano
Immagine di copertina: Premiata Ditta, Frottage. Dispositivo socievole, 2021-2026, frottage e pastello su carta, in occasione di L’Isola è la metafora dell’amore, Milano 2026. Ph. Giorgia Lippolis
Abbonati qui ad ArteiN per poter accedere ai contenuti esclusivi!