Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn
Gianluca Marziani

Identità no gender e vita liquida degli artisti All Digital – Volume Tre

Secondo James Lovelock, l’Antropocene sta lasciando spazio al Novacene, l’era della collaborazione virtuosa tra Uomo e Macchina. Un prossimo futuro in cui gli automi nasceranno dall’Intelligenza Artificiale con una propria biologia, migliorando le condizioni del Pianeta, supportando gli umani nei processi vitali, gestendo la costruzione del progresso collettivo. Gli artisti di questa rubrica sono stati selezionati nel panorama esclusivo di Instagram.

Vivono dentro la geografia digitale e usano software 3D per creare e distribuire opere in formato elettronico. Dai manufatti siamo entrati ufficialmente nell’era dei digifatti.

 

Instagram: @zawatthe Web: zawada.art

Jonathan Zawada incarna l’attitudine circolare del graphic art designer nel tempo liquido. Tutto parte da una matrice elettronica, un input narrativo che si adatta alle varie tipologie di clienti. In particolare la musica elettronica gli permette un esercizio tra immagini statiche e dinamiche, seguendo la logica dei vari step (singolo, album, video, live, stories, feed) attorno a una produzione discografica. I migliori risultati sono quelli per Flume e Mark Pritchard: il primo con un’estetica (post)vegetale che ricalca un pattern sonoro astratto, il secondo con un’estetica (post)umana che ricalca un suono umanoide; a fare da collante un approccio che isola fiori e volti mutanti su fondali monocromi, enfatizzando il pantone acrilico, mantenendo una prospettiva rinascimentale, dentro un margine che incornicia quei feticci lisergici dal sapore fiammingo.

 

Jonathan Zawada, Supernaturlal Final.

 

Zawada rinsalda la memoria sottostante, confermando un’evoluzione che arriva da lontano, indietro fino a Piero Della Francesca, quando la Natura dettava l’ordine del mondo. Un artista digitale deve unire naturale (organico) e artificiale (chimico) con metodologie complesse, organizzando l’opera dentro la Nuova Natura del Novacene. Non è un caso che Zawada, partendo dal software, produca anche tavoli, vasi o tappeti, usando le materie solide in forma integrativa, come fossero device analogici che fanno circolare un’estetica virale e olistica. Analogico e digitale sempre più fusi nella struttura dei linguaggi fluidi.

 

Jonathan Zawada
Jonathan Zawada, Rare Mushrooms.

 

Abbonati ad ArteIN per ricevere il magazine.

Ti potrebbe interessare
Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Identità no gender e vita liquida degli artisti All Digital – Volume Due Secondo James Lovelock, l’Antropocene sta lasciando…
Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Identità no gender e vita liquida degli artisti All Digital Secondo James Lovelock, l’Antropocene farà presto spazio al Novacene,…
ArteIN è un marchio di Napoleon srl, sede legale Via Aurelio Saffi 15, 25121 Brescia. Redazione: Via Giuseppe Di Vittorio 307 Sesto San Giovanni (Milano). PI/CF 04127660985. REA BS-590549. – Privacy PolicyCookie Policy