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Massimiliano Parente

Oh, l’arte!, che cosa equivoca, sulla bocca di tutti, in generale sommo esempio di servilismo, almeno fino alla fine del XIX secolo, basta farsi un giro agli Uffizi e vedere torme di tormentati lì a sdilinquire di fronte a centinaia di Madonne con bambino, tutte uguali nel pensiero e tutte un po’ diverse, quello ci ha messo la prospettiva, quell’altro la luce, quell’altro il buio, e dunque ma che bello Giotto, e che dire di Raffaello, per non parlare del Caravaggio, e sopra tutti quel genio di Michelangelo, e dunque tutti lì a ammirare una Cappella che se al posto della Chiesa ci fosse stato il Terzo Reich il grande genio avrebbe affrescato serenamente con svastichine al posto degli angioletti.

Un po’ di rivoluzione, di libertà, di emancipazione, con gli impressionisti, gli espressionisti, i cubisti, per carità, le cui tele ribelli sono comunque finite nei musei per essere ammirate dai nuovi conformisti, e l’unico a aver ragione è stato Marcel Duchamp, che non potendone più di essere stupido come un pittore decise di fare arte senza fare arte, fondando la vera arte, un pensiero libero dall’impostura del bello e del gusto, e proprio nell’anno in cui veniva pubblicata la teoria della relatività generale, questa sì una bella coincidenza.

 

arte
Sopra, lo scrittore Massimiliano Parente in veste di Batman.

 

 

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