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Giovanni Viganò

Il termine “archivio” deriva dal greco archeion, tramite il latino archium/archivum/archivium, per indicare il palazzo dei magistrati dove era conservata la documentazione prodotta nell’esercizio delle loro funzioni. Seguendo poi le varie definizioni della dottrina archivistica, un archivio è considerato un agglomerato di carte o altri materiali che, nell’immaginario comune, evocano contesti asettici e un senso di staticità ed immobilità.

Non è questo il caso dell’Archivio di Arnaldo Pomodoro, un organismo vivo e dinamico che opera sui diversi piani temporali di passato, presente e futuro, per diffondere la conoscenza e la comprensione dell’opera dell’artista, come ho compreso visitandolo e dialogando con Laura Berra, responsabile della collezione, e Ilaria Sgaravatto, archivista.

 

Arnaldo Pomodoro
Multipli, gioielli, grafiche, libri d’artista, fotografie e materiale progettuale d’archivio in “Open Studio 2 – La negazione della forma. Arnaldo Pomodoro tra minimalismo e controcultura” a cura di Federico Giani. Ph. Carlos e Dario Tettamanzi

 

Collocato a Milano tra via Vigevano e Vicolo Lavandai, adiacente allo Studio dell’artista, l’Archivio Arnaldo Pomodoro raccoglie l’intero corpus dei materiali (fotografie, volumi, carteggi, audiovisivi, pratiche di lavoro e altri materiali vari, come ad esempio i manifesti delle mostre) che hanno segnato l’attività di Arnaldo Pomodoro dagli anni Cinquanta fino ad oggi e ne documenta il percorso creativo nei suoi rapporti nazionali e internazionali con movimenti, istituzioni ed esponenti dell’arte e della cultura.

Si tratta sia di materiali inerenti alla sua produzione artistica diretta sia di tutto ciò che testimonia i suoi rapporti di amicizia e di lavoro con altri artisti, critici e istituzioni: in questo senso l’Archivio Arnaldo Pomodoro apre anche finestre inedite sul mondo dell’arte e della cultura del secondo Novecento. La sua ricchezza, la sua organizzazione, il rigore scientifico e l’affidabilità sono un punto di riferimento a livello internazionale per altre fondazioni, dipartimenti universitari, studiosi, gallerie, collezionisti, case d’asta.

La Fondazione Arnaldo Pomodoro, che gestisce l’Archivio, ha avviato un progetto di catalogazione e di digitalizzazione, l’Archivio online, che, parallelamente al Catalogue raisonné online, ha permesso di pubblicare una prima parte di documenti di varia natura attraverso un database in grado di far comunicare questi due strumenti l’uno con l’altro tramite dei link. Entrambi possono essere consultati gratuitamente sul sito della Fondazione Arnaldo Pomodoro.

 

Fendi e Fondazione §Arnaldo Pomodoro – Il Potere (Agamennone)

 

Nel progetto di gestione e valorizzazione che la Fondazione Arnaldo Pomodoro sta attuando, l’Archivio non è solo uno strumento di lavoro e di memoria, ma anche una risorsa dinamica con cui guardare al futuro in modo innovativo. È inteso, infatti, sia come luogo scientifico di conservazione sia come nucleo propulsore per la costruzione di mostre e per lo sviluppo di tutte le attività culturali, editoriali e di ricerca che fanno capo alla Fondazione Arnaldo Pomodoro.

Ne sono un esempio il ciclo degli “Open Studio”, esposizioni che attraverso opere e materiali d’archivio approfondiscono e riscoprono aspetti talvolta inediti del percorso dell’artista, e i “Focus d’Archivio”, incontri e approfondimenti online pensati per coinvolgere il pubblico nell’attività di catalogazione e di ricerca interna condotta quotidianamente dallo staff della Fondazione Arnaldo Pomodoro.

 

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