Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn
Christian Gangitano

L’arte pubblica è la grande novità di questi anni

Diversi artisti della scena scaturita dalla street art, dopo la “fine” dell’onda rivoluzionaria e creativa del movimento avvenuta all’incirca nel 2009, oggi evolutasi in Urban Art, hanno saputo rimanere coerentemente collegati a un’arte pubblica, effimera, fatta in strada e accessibile a tutti, seppure con naturali sviluppi e visibilità nel mondo delle arti più tradizionali e del collezionismo.

Qui mi prendo liberamente il diritto, arbitrario o meno, e l’onere-onore di indicare alcuni dei nomi più promettenti che hanno acquisito a pieno titolo un posto di primo piano nella scena delle arti contemporanee.

Sand – the Old Dirty Vandal ci ha sorpresi nel 2021 con un grande e imponente murale fatto sui muri liberi di via Pontano a Milano, una delle gallery di Urban Art più note, hall of fame della sua crew, la storica DCN. La capacità di unire writing e street art ci fa ben sperare in un connubio tar le due “correnti” principali delle arti in strada.

 

Urban Art
Il murale dipinto da Sand a Milano, in via Pontano, sui “muri liberi” del Comune.

 

Sand nasce a Milano nel 1978. La sua arte non è accademica, ma nasce nelle strade e nei tunnel della metropolitana. Sin dal 1993 i suoi graffiti contribuiscono a questa nuova e irriverente forma di creatività chiamata inizialmente street art, e nel suo caso specifico writing oggi divenuta Urban Art. La sua opera non è ferma in un museo, ma si muove sui treni del nord Italia e la si può trovare nelle strade di diverse città.

Potremmo definirla arte per tutti, accessibile, che piaccia o no e a volte erroneamente etichettata come vandalismo. Questo tipo di espressione artistica, al confine tra legalità e illegalità (meglio definirla spontaneità) vede Sand come uno dei suoi più amati protagonisti, grazie alla sua continua ossessione della ricerca e evoluzione delle lettere “lettering” e “style” facenti parte dei suoi graffiti.

“Già dai tempi del noto San Antonio Rock Squat negli anni Novanta Ozmo fu uno dei primi street artist ad entrare nel mondo delle gallerie d’arte, invertendo una tendenza che oggi vede molti artisti fine art cercare di esibirsi con grandi murales”

Oggi si sta facendo un nome anche nel mondo dell’ arte contemporanea estrapolando la sua ricerca quasi trentennale su tele e statue in marmo Ozmo. Tra i pionieri della street art nel nostro Paese, Ozmo viene ispirato per ogni sua opera dal contesto e dalla città in cui si trova.

 

page3image10947840
Ozmo, Selucid the Hellenistic Fresh Prince, pixelated with Pointer, 2020, acrilico su tela, cm 200×200. Courtesy Annalisa Bugliani.

 

I murales di Ozmo sono spesso impegnati a livello politico o di tema sociale, a volte prove di stile, il suo realismo colpisce e affascina al primo sguardo. Già dai tempi del noto San Antonio Rock Squat (Garigliano, quartiere Isola, Milano) negli anni Novanta fu uno dei primi street artist ad entrare nel mondo delle gallerie d’arte, invertendo una tendenza che oggi vede molti artisti fine art cercare di esibirsi con grandi murales.

Oggi, Ozmo alterna Urban Art di grandi dimensioni dall’ottima abilità tecnica e dal fortissimo impatto scenico, a mostre in musei e gallerie: l’ultima, in corso fino al 30 gennaio a Pietrasanta, curata da Alessandro Romanini presso lo spazio espositivo The Project Space – ex Marmi di Annalisa Bugliani.

Pao si distingue dagli altri street artist italiani per l’inconfondibile stile cartoon e per il suo marchio distintivo, il pinguino. Attraverso le sue opere e lo stile derivante dal mondo della scenografia teatrale, Pao tratta con approccio cool e “amorevole” anche temi importanti, come l’inclusione, l’uguaglianza e la lotta all’inquinamento e al surriscaldamento globale.

 

page3image11331536
Pao, Fish Bowl, 2021, acrilico su tela, cm 30×30.

 

Data l’attualità dei temi e il linguaggio vicino al mondo dei giovani che sono di certo protagonisti della lotta al cambiamento climatico, la sua produzione del 2022 sarà da seguire, essendo Pao già attento da anni all’argomento.

Tilf ha base a Como, è attivo dagli anni Novanta, partendo dal graffiti writing e arrivando a uno stile pittorico e figurativo personale ecaratterizzante, seppur astratto e surreale, tra il neo tribale e l’innalzamento del decorativo introdotto da Keth Haring. Con il passare del tempo ha affinato il suo stile dipingendo dappertutto facce e personaggi, soggetti zoomorfi e antropomorfi, cercando di evolvere il tratto, esplorando nuove tecniche e forme di pittura.

Il risultato, oltre a essere di grande impatto, lo rende (a parer mio) uno degli artisti più riconoscibili e originali del panorama italiano. Produce prettamente Urban Art ma anche serigrafie di pregio, in edizione limitata, monocrome o policrome. Come afferma lui stesso, “i miei disegni rappresentano come tema principale la fantasia, che associo a tutto ciò che ci circonda”.