Aki Sasamoto. XYZ. La provvisorietà del senso

Aki Sasamoto performance di Wrong Happy Hour, 2014 2026. Veduta dell’installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2026. Courtesy l’artista e Pirelli HangarBicocca, Milano, ph. Agostino Osio
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Che cosa significa orientarsi quando le coordinate che dovrebbero ordinare il mondo non bastano a contenerlo? XYZ, la mostra di Aki Sasamoto a Pirelli HangarBicocca, lascia che la domanda continui a lavorare nello spazio.

Più che una retrospettiva, è un campo di forze nel quale scultura, performance, video e installazione producono deviazioni, cortocircuiti, sospensioni. Sistemi prossimi al funzionamento, oggetti che perdono la propria funzione, gesti che rimangono in bilico. Le opere non sono semplicemente aperte all’interpretazione: sembrano ancora in cerca del proprio significato.

XYZ indica le coordinate cartesiane e insieme le ultime lettere dell’alfabeto: il punto terminale di una sequenza, con un possibile oltre. Il titolo mette in tensione definizione e incompiutezza. Localizzare significa assegnare un posto; arrivare a Z significa raggiungere una fine. Nella mostra nessuna delle due operazioni si compie davvero. Ogni misura lascia qualcosa fuori.

È soprattutto l’emozione a sottrarsi alla misura. Sasamoto proviene dalla matematica, dalla danza e dalle arti visive e le mette in attrito. Grafici, linee, rotazioni e meccanismi costruiscono un’apparenza di razionalità dietro la quale affiorano memoria, desiderio, disagio, incomprensione. La matematica diventa un argine: una forma capace di avvicinare ciò che, emotivamente, resiste alla forma.

Il corpo come unità di misura richiama la ricerca di Bruce Nauman. Qui la misura è destinata a fallire. Il gesto oscilla fra intenzione e incidente, controllo e perdita di controllo. La performance diventa così una condizione dell’opera: non una modalità esecutiva, bensì il luogo nel quale la forma continua a trasformarsi.

In Strange Attractors, tavoli, bicchieri inseriti in retine per la frutta, videocamere e diagrammi compongono una costellazione domestico-scientifica. Il riferimento ai sistemi dinamici suggerisce un ordine; l’insieme non approda a un equilibrio. Durante la performance la configurazione viene modificata dalla presenza dell’artista. L’opera non resta davanti a noi: continua ad accadere.

L’irrisolto diventa allora una questione critica. Non è necessariamente un difetto né una virtù automatica. Quando un’opera rinuncia alla conclusione, l’apertura può diventare spazio di libertà oppure semplice sospensione. Sasamoto permane su questa soglia.

La stessa tensione investe l’oggetto quotidiano. Come in Mona Hatoum, ciò che è familiare diventa perturbante conservando abbastanza della propria identità da rendere percepibile la trasformazione. In Sasamoto il perturbante assume la forma del disorientamento: una lieve incrinatura nella familiarità. L’oggetto ci induce a dubitare di ciò che credevamo di conoscere.

In Wrong Happy Hour l’incrinatura diventa fisica. Un ambiente che richiama un bar, luogo della convivialità, viene progressivamente ristretto fino a spingere il pubblico verso l’esterno. L’accoglienza si trasforma in esclusione, la socialità in compressione. Il corpo comprende prima della mente: il disagio non viene rappresentato, viene prodotto.


Aki Sasamoto, XYZ, veduta della mostra, Pirelli HangarBicocca, Milano,2026. Courtesy l’artista e Pirelli HangarBicocca, Milano, ph. Agostino Osio
Aki Sasamoto, XYZ, veduta della mostra, Pirelli HangarBicocca, Milano,2026. Courtesy l’artista e Pirelli HangarBicocca, Milano, ph. Agostino Osio

Sasamoto non rappresenta l’esperienza: ne costruisce le condizioni. Non suggerisce un’emozione, predispone un dispositivo capace di generarla. Il significato arriva dopo, quando arriva. Resta una sensazione che non si lascia interamente tradurre.

In Delicate Cycle, l’evocazione di una lavanderia automatica sottrae la memoria alla stabilità. Il ciclo implica ripetizione senza identità: ciò che ritorna non coincide mai con ciò che era. Il passato non è un archivio, è una materia che il presente continua a riscrivere.

Centrifugal March porta questa instabilità nella materia. Letti e armadi entrano in relazione con il ghiaccio, che si scioglie lentamente producendo un suono amplificato. La trasformazione non viene rappresentata: accade. Il tempo diventa materia dell’opera e la materia, consumandosi, diventa tempo. Ciò che dovrebbe conservarsi si dissolve.

Quattro opere articolano quattro forme della precarietà: sistema, corpo, memoria, materia. Non una somma di discipline, bensì la loro reciproca insufficienza. Un diagramma può descrivere una traiettoria, non l’esperienza di percorrerla; una coordinata può localizzare un corpo, non dire cosa quel corpo stia vivendo.

Sasamoto lo formula attraverso un’idea di senso collocata fra ciò che realizza e ciò che finisce per farne. È precisamente in questo intervallo che XYZ prende forma: fra costruzione e interpretazione, fra intenzione e conseguenza, fra ciò che l’opera stabilisce e ciò che le sfugge.

L’opera non è incompiuta: è il significato a esserlo. L’irrisolto non appare come una promessa di soluzione futura, bensì come la condizione stessa di un’esperienza che non può essere fissata.

XYZ diventa così una mostra sull’impossibilità di orientarsi definitivamente. Le coordinate promettono precisione; il corpo introduce una variabile imprevista. Il sistema promette ordine; l’emozione lo attraversa e lo altera.

Sasamoto lascia le proprie opere in un tempo sospeso: abbastanza compiute da esistere, abbastanza instabili da continuare a cercare. Non offrono un punto fermo. Rendono percepibile il movimento attraverso cui proviamo, senza riuscirci definitivamente, a trovarlo. Arrivare alla fine delle coordinate significa scoprire che il punto in cui ci troviamo non è ancora una destinazione.


Aki Sasamoto
XYZ
17 settembre 2026 – 17 gennaio 2027
A cura di Roberta Tenconi con Tatiana Palenzona
Organizzata da Pirelli HangarBicocca, Milano in collaborazione con Kunsthalle Wien, Vienna
Pirelli HangarBicocca, Milano


www.pirellihangarbicocca.org
@pirelli_hangarbicocca


Immagine di copertina: Aki Sasamoto performance di Wrong Happy Hour, 2014/2026. Veduta dell’installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2026. Courtesy l’artista e Pirelli HangarBicocca, Milano, ph. Agostino Osio


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