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Chiara Canali

Pionieri di un nuovo aproccio estetico-formale

Con l’esplosione degli NFT e della Crypto Art, l’attenzione degli addetti ai lavori e del mercato si è sempre di più rivolta al circuito dell’arte digitale, come se si trattasse di un movimento pioneristico uscito alla ribalta nel secondo decennio del Duemila.

In realtà si dimentica che le prime sperimentazioni creative di grafica computerizzata risalgono agli anni Settanta del Novecento e hanno attratto molti artisti fino a costituire una vera e propria corrente espressiva autonoma nell’ambito delle arti visive, denominata Computer Art.

Fin dagli anni Sessanta e Settanta, molti dei protagonisti della Computer Art sono arrivati alla creazione digitale di immagini partendo dalle sperimentazioni fatte con gli strumenti di videoregistrazione (per esempio è il caso del lavoro Videoplace di Myron Kruger creato utilizzando videocamere e mixer grafici).

 

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Vincenzo Marsiglia, Star in Motion for Nuvola, 2021, led rotante olografica 3D, cm 140×95.

 

Una seconda linea di sviluppo dell’arte basata sull’impiego di tecnologie digitali come parte del processo creativo è costituita da una variegata serie di sperimentazioni che sono state individuate successivamente come Arte Interattiva, Arte Elettronica o Arte Virtuale.

Infine, un’ultima tendenza nel campo dell’arte digitale è stata quella della Pittura Digitale che mira a un uso estetico e visivo delle tecnologie di rete.

 

In Italia, gli Ottanta e i Novanta sono stati anni avveniristici per lo sviluppo dell’arte digitale, che hanno visto l’evoluzione di correnti quali la computer grafica, la computer animation, l’olografia, l’arte interattiva e le nuove forme installative.

 

Tra i principali fautori italiani di questa corrente, il gruppo di Correnti Magnetiche con Mario Canali, gli ambienti sensibili di Studio Azzurro, le opere connettive e collettive di Piero Gilardi, l’Hacktivism di Tommaso Tozzi, l’Artivismo politico e mediale di Giacomo Verde.

Tra la fine degli anni Novanta e l’inizio del Duemila prendo vita anche le ricerche di alcuni autori che oggi possiamo a ragione considerare i protagonisti di una nuova generazione di artisti digitali che hanno contribuito a trasformare drasticamente la cultura visuale del XX e XXI secolo.

 

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Davide Coltro, Sudio di figura per la mostra “Io sono lei” al Museo Messina di Milano, novembre 2021.

 

Tra questi, Davide Coltro, l’inventore del Quadro Mediale, sistema che modifica radicalmente la fruizione dell’opera d’arte digitale in quanto consente di produrre un flusso d’informazioni in continuo cambiamento. Non più, dunque, un dispositivo fisso o aprioristicamente determinato, ma in progress, che crea una rinnovata relazione con lo spettatore potenziando la componente percettiva e interattiva.

Recentemente è stato protagonista di una personale presso lo Studio Museo Francesco Messina di Milano dove il Quadro Mediale si è fatto interprete dell’opera plastica di Messina e della sua musa Aida Accolla, étoile della Scala e negli anni Settanta prima ballerina.

Pioniera, fin dall’inizio del Duemila, sia nella creazione di opere di animazione video in 3D che nella modellazione di paesaggi virtuali con l’uso delle nanotecnologie, è Giuliana Cunéaz la cui ricerca sembra prefigurare i tratti di una nuova esperienza estetica del paesaggio digitale in 3D a partire da un sistema di convenzioni visive ancora magmatico e in continua evoluzione.

Summa artistica e sperimentale dell’autrice è la videoinstallazione I Cercatori di Luce, recentemente proiettata, in anteprima, negli spazi del PalaCinema di Locarno che ha presentato un’estetica del paesaggio come forma di ibridazione tra fotografia, computergrafica e arte digitale.

Autore visivo e multimediale, Vincenzo Marsiglia è il primo artista visivo al mondo ad aver sperimentato la tecnologia HoloLens 2 di Microsoft con il progetto Map (star) the world, opera interattiva che consente al visitatore di mappare la realtà fisica mediante la lettura attraverso la “texture stellare” di Marsiglia, dando origine a una fusione tra mondo fisico e virtuale, passato e presente, visibile e invisibile.

 

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dal film I Cercatori di Luce di Giuliana Cuneaz, 2021 (al centro Angela Molina), stampa digitale su carta cotone.

 

In occasione della nuova fiera romana Arte in Nuvola, la galleria NM Contemporary ha presentato Marsiglia in un Solo Show che comprendeva una selezione di opere interattive digitali e olografiche, in coerenza con la sua ricerca ventennale contraddistinta dal modulo espressivo «UM» (Unità Marsiglia).

Infine, sempre a Roma è in corso presso Palazzo Cipolla la personale di un altro importante esponente dell’arte digitale italiana, Quayola. Avvalendosi di sistemi robotici di intelligenza artificiale e di stringhe di codice generativo, Quayola ricodifica alcuni capolavori della storia dell’arte.

Attraverso complessi metodi di frammentazione digitale i dipinti rinascimentali e del barocco sono trasformati in composizioni astratte di pixel mentre le sculture, ispirate alla tecnica michelangiolesca del non-finito, sono scolpite utilizzando mezzi robotici in 3D.