Riprendendo la traccia della sessantesima Biennale veneziana, Stranieri ovunque, potremmo dire che, se gli artisti stranieri rappresentati in Italia non sono proprio ovunque, essi occupano comunque un ampio spazio sulle pareti delle gallerie nazionali. Il recente sondaggio svolto dalla nostra testata ha infatti evidenziato che, a livello nazionale, essi costituiscono quasi il 45% della proposta moderna e contemporanea presente sulla Penisola.
Osservando, come il Viandante di Friedrich, il vasto mare di nebbia della presenza straniera in Italia, chiara ma non approfondita, un panorama frastagliato prende forma. L’amatore può trovare artisti provenienti da buona parte del globo (particolarmente vivace la ricerca internazionale delle gallerie del Nord), ma nelle Province dell’Impero – è noto – la tendenza è uniformarsi al centro; non stupisce, dunque, che gli artisti nordamericani siano i più rappresentati, costituiscono infatti il 25% dell’intera proposta forestiera, se sommiamo gli artisti del Regno Unito (quasi il 7%), l’area anglofona detiene un terzo dell’intera offerta artistica straniera in Italia. Significativa anche la presenza dell’asse franco-tedesco che si spartisce circa il 15% di quota, di cui gli artisti francesi rappresentano l’8%. A seguire Giappone, Repubblica Ceca, Spagna, Sudafrica e Svizzera che si attestano sotto il 4%.
Anche nelle tre macroaree geografiche, sono gli artisti americani a essere i più rappresentati; seguiti da francesi e inglesi. Al Sud importante scostamento dalla media nazionale per gli artisti britannici che coprono quasi il 15% dell’offerta, e i Tedeschi che si attestano intorno al 9%; mentre nelle regioni settentrionali forte la presenza di artisti africani (con l’8% delle proposte; forse sull’onda di quella cosiddetta Black Renaissance che proprio dagli Usa diffonde i suoi effetti), ma anche l’Estremo Oriente fa spirare i suoi venti attestandosi su valori assai simili e spicca significativamente nelle regioni centrali dove supera il 20%.

Alla domanda se siano mediamente acquistati dal collezionismo estero autori italiani o da acquirenti italiani autori stranieri, le risposte hanno disegnato un quadro abbastanza omogeneo, da Nord a Sud non sussistono sostanziali differenze: il collezionismo straniero interessato all’arte italiana è leggermente minore degli acquirenti italiani di opere di autori forestieri.
Infine si è voluto saggiare la provenienza degli artisti non italiani che riscuotono il maggior successo nelle nostre contrade. Anche in questo ambito, non si registrano sostanziali differenze regionali e l’indagine ha restituito un panorama nel quale, ancora una volta, gli autori statunitensi si assicurano la quota più ampia di gradimento, e poi artisti inglesi, francesi e tedeschi. Nel complesso, al di là di poche differenze regionali, la nostra indagine fornisce un quadro sostanzialmente omogeneo in tutto lo Stivale. In effetti, si compra quello che più si vede.
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