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Ivan Quaroni

Non nel Pop Surrealismo americano, con il suo vorticoso intreccio di cultura alta e bassa e la sua ripresa delle radici vernacolari del pop, ma nel Realismo magico, nella Metafisica e nel Surrealismo europei si possono rintracciare le fonti dell’arte fantastica di Ilaria Del Monte.

 

Ilaria Del Monte
Ilaria Del Monte, Ascension, 2019, olio su tela, cm 80×90.

 

Nata a Taranto nel 1985, ma cresciuta a Montescaglioso, un paese a pochi chilometri da Matera, Ilaria Del Monte dimostra fin dall’infanzia una predilezione per il disegno e la musica. Frequenta prima il locale Conservatorio di Musica, dove studia pianoforte, poi il Liceo Artistico, dove impara il disegno e la pittura ad olio, ma è a Milano, dopo la conclusione degli studi all’Accademia di Brera, che comincia il suo percorso artistico, un itinerario che approda in poco tempo alla costruzione di una pittura retinica, otticamente precisa, attraverso cui l’artista traduce il carattere epifanico delle sue visioni in un linguaggio dettagliato e vividamente plastico, in cui l’ordinario e il fantastico si fondono senza soluzione di continuità.

Al centro del suo immaginario c’è l’eterno femminino, un concetto introdotto per la prima volta nel Faust di Goethe per indicare la femminilità nella sua essenza immutabile. Un principio che l’artista riattualizza in una carrellata di ritratti, insieme enigmatici e seducenti, che assommano, in un concentrato iconografico di sapore squisitamente europeo, la virginale bellezza preraffaellita, il perturbante fascino delle femme fatale simboliste e l’imbambolata fissità delle icone della pittura novecentista.

 

Ilaria Del Monte, Still Life, 2020, olio su tela, cm 80×55.

 

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