“Dentro le sale della nostra Triennale, per sei mesi, parleremo di diseguaglianze. Lo faremo parlando di città e spazi, ma anche di corpi e vite. […]”. Stefano Boeri
La 24ª Esposizione Internazionale si offre al pubblico come un progetto collettivo che affronta il tema urgente ed epocale delle diseguaglianze; come un apparato organico, supera il concetto di mostra sviluppando un dispositivo dialogico orizzontale che non ha l’ambizione di esaurire i campi di riflessione ma che desidera portare all’attenzione del pubblico le differenze globali che invadono tutti gli ambiti di esistenza, proponendo la speranza di alcune soluzioni.
Inequalities è il perfetto titolo per il terzo episodio di una grande saga cinematografica dal sapore tarantiniano. Presenta un racconto costruito per immagini e capitoli, forte di una coraggiosa e riuscitissima veste grafica, aperto all’interazione con il pubblico, carico di momenti di tenerezza e paura. Mostre, progetti speciali, partecipazioni internazionali, performance e un ricco public program generano una trama avvincente e senza pause, o quasi, che completa un percorso iniziato nel 2019 con Broken Nature, indagando i temi della sostenibilità, e proseguito poi nel 2022 con Unknown Unknowns, alla scoperta degli affascinanti temi del micro e del macrocosmo.
Dal premio Pritzker Norman Foster, al più celebre fra i curatori – Hans Ulrich Obrist – passando per le emozioni visive di Amos Gitai, regista di riferimento del cinema mondiale, le menti impegnate nel colossal milanese rappresentano l’apice della ricerca artistica e culturale della nostra contemporaneità; non accostate ma poste in dialogo le ricerche di molti autori delineano una galassia di possibilità e di attenzione verso tutto ciò che può generare e annullare le diseguaglianze, mostrando il termine non solo nella sua accezione negativa ma come necessaria differenza da cui ha origine la vita.

CAPITOLO 0 – CITIES
A cura di Nina Bassoli
L’incendio della Grenfell Tower a Londra nel 2017. Un’installazione curata da Grenfell Next of Kin apre il percorso narrativo con una scena potente e carica di paura e rabbia.
Le città sono il simbolo ambivalente della diseguaglianza: se da un lato offrono possibilità di crescita, condivisione ed emancipazione; dall’altro sono i luoghi dove le differenze crescono più rapidamente, creando ghetti non ufficiali, mettendo a stretto contatto, e spesso in conflitto, tutti i ceti sociali.
La mostra cerca di comprendere come l’urbanistica e l’architettura possano trovare un modo per annullare le nocive differenze attraverso trentacinque installazioni site specific, che definiscono i limiti fluidi di una dialettica che mettere in positiva relazione gli opposti delle città.
CAPITOLO 1 – PORTRAITS OF INEQUALITIES. PITTURA DI CLASSE
A cura di Giovanni Agosti e Jacopo Stoppa
Una galleria di ritratti per conoscere la società. Trenta volti di donne e uomini, realizzati tra il Seicento e il Novecento, contrapposti per l’occasione a un capolavoro di Giacomo Ceruti, sono parte di una accurata selezione che porta in Triennale una eccellenza milanese: l’esemplare raccolta di novecento ritratti che raffigurano i benefattori della Ca’ Granda, nome attributo all’Ospedale Maggiore della città, fondato nel 1456.
Ancora oggi di proprietà dell’amministrazione ospedaliera, le opere sono uno spaccato omogeneo, realizzato lungo i secoli, che ci permette di scoprire in che modo le classi privilegiate del capoluogo milanese hanno voluto apparire.
CAPITOLO 2 – WE THE BACTERIA: APPUNTI PER UN’ARCHITETTURA BIOTICA
A cura di Beatriz Colomina e Mark Wigley
Un racconto alternativo della storia dell’architettura dal punto di vista dei microbi. Un viaggio nello spazio e nel tempo, fra inaccessibili universi biologici e “mostri” di un magmatico passato, è questa la narrazione proposta da We the Bacteria, progetto espositivo che, attraverso le più aggiornate ricerche in campo scientifico e architettonico, evidenzia come l’ambiente costruito sia necessariamente legato alla salute del pianeta. L’essere umano è un “ecosistema mobile” immerso in una diversità batterica in progressiva riduzione, questo comporta un peggioramento del livello di salute delle persone, dovuto anche alle scelte architettoniche.
CAPITOLO 3 – LA REPUBBLICA DELLA LONGEVITÀ. IN HEALTH EQUALITY WE TRUST
A cura di Nic Palmarini con Marco Sammicheli
Non possiamo rinunciare alla possibilità di un invecchiamento sano. Attraverso elementi interattivi, speranze legislative e “cinque ministeri” – dello Scopo, dell’Uguaglianza del sonno, della Democrazia Alimentare, della Libertà Fisica e dello Stare Insieme – l’esposizione, partendo dalla constatazione che, per la prima volta nella storia dell’uomo, cinque generazioni condividono il pianeta, mostra come semplici comportamenti quotidiani possano portare verso una democratizzazione della salute, in un epoca in cui la privatizzazione delle cure sanitarie mostra il volto più crudele del vetero-capitalismo.

CAPITOLO 4 – RADIO BALLADS
Curato e prodotto da Serpentine
I social worker sono la colonna portante dello stato sociale. Radio Ballads è il nome del riuscitissimo progetto della Serpentine di Londra che riunisce film e corpus di ricerca realizzati da Sonia Boyce, Helen Cammock, Rory Pilgrim e Ilona Sagar. Per tre anni, gli artisti hanno collaborato con differenti figure dell’universo delle attività di assistenza sociale, nella comunità del distretto londinese di Barking e Dagenham. Il titolo è preso in prestito da una rivoluzionaria serie radiofonica inglese. Il progetto periferico e multimediale si presenta come una ricerca sulle modalità attraverso cui voci e narrazioni condivise possano condurre verso un percorso di comprensione e guarigione.
CAPITOLO 5 – MILANO. PARADOSSI E OPPORTUNITÀ
Coordinato da Seble Woldeghiorghis; a cura di Damiano Gullì e Jermay Michael Gabriel
Un archivio vivente e relazionale per una Milano sempre più divisa. Sono sei i paradossi emersi da una analisi dei dati urbani realizzata dal SI Lab dell’Università Bocconi, attraverso cui si evidenzia una Milano dove le differenze economiche e sociali sono sempre più palesi e ampie, una città divisa per aree sempre più scollate dal concetto unitario di comunità. In mostra le opere degli artisti selezionati da Black History Months Milano, ai quali è stato affidato il compito di raccontare, attraverso la loro sensibilità artistica, un orizzonte di scenari apparentemente irreversibili.
CAPITOLO 6 – VERSO UN FUTURO PIÙ EQUO
A cura di Norman Foster e Norman Foster Foundation
È possibile gestire la crisi abitativa, in maniera equa e sostenibile, all’interno di contesti emergenziali? Norman Foster Foundation cerca di dare una risposta a questa domanda mostrando come sia necessario appianare le differenze sociali, soprattutto in situazioni dove la sopravvivenza è la prima priorità. Ente filantropico che ricerca nuove strade per un futuro più giusto, la Fondazione presenta a Milano soluzioni abitative, e non solo, che, dagli scenari di post guerra alle campagne indiane, possano abbattere le diseguaglianze, ovunque.
CAPITOLO 7 – UN VIAGGIO NELLA BIODIVERSITÀ. OTTO STAZIONI SUL PIANETA TERRA
A cura di Telmo Pievani
Un viaggio fra cefalopodi e castori per ridefinire il concetto di città. Otto stazioni di condivisione e ricerca, e un ripido allestimento sostenibile e riutilizzabile, narrano attraverso diversi media una galassia di differenti società che ridefinisce il concetto della parola “noi”. Collegamenti in diretta con realtà esterne e una selezione di universi non umani, mostrano come le diseguaglianze si celano anche nel nostro sguardo, ingabbiato nell’antropocentrismo.
EPILOGO – UNA BREVE VACANZA
A cura di Katarzyna Roj
Una spa urbana per trovare un momento di sosta dalla frenesia della città. Il padiglione polacco si offre al relax del pubblico nelle vesti di un moderno tepidarium, rifacendosi alla pellicola di Vittorio de Sica e all’Albergo Diurno Venezia.
Dopo aver visitato l’Esposizione Internazionale, il pubblico può comodamente sdraiarsi in un ambiente multisensoriale e riflettere su come oggi il diritto al riposo sia elemento divisivo e centrale nella nostra società.
Immagine di copertina: A Journey Into Biodiversity. Eight Forays on Planet Earth Pievani, foto Alessandro Saletta e Agnese Bedini – DSL Studio © Triennale Milano
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