Fino a febbraio 2026, il Castello di Rivoli, nel solco dei festeggiamenti per i quarant’anni dell’istituzione, presenta tre opere site specific all’interno del ciclo Inserzioni, format volto a commissionare ad artisti contemporanei un’opera in dialogo con gli spazi del Castello.
Gli artisti coinvolti nella prima edizione del progetto sono: Guglielmo Castelli (Torino,1987), Lydia Ourahmane (Saïda,1992) e Oscar Murillo (Valle del Cauca,1986). In concomitanza con Inserzioni, il Museo presenta anche l’opera vincitrice del premio Collective 2025, Culture Lost and Learned by Heart: Butterfly (2021) di Adji Dieye (Milano,1991) e la recente acquisizione, tramite il bando PAC del Ministero della Cultura italiano, di Mare con gabbiano (1967) di Piero Gilardi e di a.C. (2017) di Roberto Cuoghi.
Inserzioni introduce nuove commissioni nel tessuto del Castello di Rivoli attraverso la collaborazione con artisti contemporanei chiamati a realizzare delle opere che siano in dialogo con la collezione permanente oltre che con l’architettura del palazzo. Il format dura sei mesi e si rinnova due volte all’anno, trasformando così la collezione permanente in un dispositivo in evoluzione e in dialogo costante con le nuove proposte, sottolineando il valore delle opere di ciascuno degli artisti chiamati a partecipare.
Il Castello, inoltre, mantiene un costante senso di “non finito”, sia nell’architettura sia nella collezione, un dispositivo capace di ospitare nuove opere sviluppando la ricerca di allestimenti inediti e nuove soluzioni estetiche.
Nella prima sala affrescata del palazzo troviamo Guglielmo Castelli che presenta un corpus di opere scultoree popolate da personaggi riconducibili a quelli che animano le sue pitture alle pareti, ma che hanno preso la forma tridimensionale. Queste figure, realizzate con ritagli di carta, sono allestite su due grandi tavoli e ogni personaggio ha il suo spazio dentro una teca di vetro, in modo che chi guarda possa assistere al loro esistere silenzioso in un ambiente quasi casalingo (con maquette di divani e sedie), allo stesso tempo sia teatrale sia immaginario. Alle pareti troviamo una serie di nuovi dipinti, sempre popolati da personaggi che compiono azioni sospese e movimenti silenziosi. Inoltre, nella sala adiacente troviamo alcuni disegni preparatori, quaderni di schizzi e una teca con alcuni dei ritagli che Castelli utilizza per i suoi assemblaggi; apparenti scarti che invece fanno parte dell’ecosistema a strati del processo creativo dell’artista. Il progetto di Guglielmo Castelli è sostenuto dal PAC 2025–Piano per l’Arte Contemporanea, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.
Nella seconda sala di Inserzioni troviamo l’opera di Lydia Ourahmane, Per voce, (2025), realizzata in collaborazione con la compositrice e musicista, nonché sorella dell’artista, Sarah Ourahmane. L’opera è una partitura musicale leggibile in linguaggio braille appena visibile ma percepibile al tatto ed è installata lungo le due pareti del museo, con finestre e porte che dettano le pause e la lunghezza delle pareti che modella la durata. Durante la presentazione dell’opera, tre cantanti ciechi hanno seguito con la mano la partitura musicale sul muro riproducendola vocalmente. Quando si traduce una frase musicale in braille, la cella a sei punti riporta, uno dopo l’altro, vari dati: l’altezza e il ritmo di ogni nota, oltre alla chiave e all’ottava in cui è scritta la composizione. Le partiture si presentano come un’unica riga con le note, la loro durata, l’altezza in ottave, le legature, le pause e le istruzioni interpretative comunicate in sequenza. Ogni cantante avrà la sua logica personale d’interpretazione. Infine, la performance musicale è stata registrata e tre altoparlanti su binari riproducono la musica cantata e seguono esattamente il movimento dei tre interpreti lungo il muro, traducendo la partitura in loro assenza.
A see of history è la terza opera site specific di Inserzioni, realizzata da Oscar Murillo per la Sala 18 del Castello. Il lavoro dell’artista si compone di 48 dipinti della serie Disrupted Frequencies, che messi uno affianco all’altro creano un enorme arazzo di tele, visibile però solo dal basso con un apposito carrellino e una torcia da mettere sulla fronte, come un’esplorazione archeologica. Le tele sono iniziate nel 2013, quando Murillo le posizionava sui banchi di scuole di tutto il mondo per catturare i segni e disegni degli studenti, quasi come dei dispositivi di registrazione analogici. Su queste tele l’artista ha poi applicato con grandi pennellate gestuali il colore blu, che ricorda sia il mare sia il cielo, elementi che legano ma anche separano lo spazio sia visivo sia geografico. In questo mare di segni si naviga come esploratori degli abissi.
Vincitrice del premio Collective 2025 è Culture Lost and Learned by Heart: Butterfly (2021) di Adji Dieye, una riflessione sulla memoria culturale attraverso la ricerca su materiali di archivio relativi alla pubblicità e all’architettura. L’artista indaga come si trasformano le epistemologie nazionali e come le ideologie modellano l’identità collettiva.
Inserzioni: Guglielmo Castelli, Lydia Ourahmane, Oscar Murillo
26 settembre 2025 – febbraio 2026
Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea Piazza Mafalda di Savoia, Rivoli
www.castellodirivoli.org
@castellodirivoli
Immagine di copertina: Inserzioni, Oscar Murillo, A see of history, 2025, installation view, Castello di Rivoli
Museo d’Arte Contemporanea 2025. Photo Tim Bowditch, courtesy l’artista © Oscar Murillo
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