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Michele Ciolino

La regione Lazio e l’Abruzzo sono collegate dall’autostrada A24 lungo la quale si trova il Traforo del Gran Sasso.
Si tratta di un tunnel costituito da due canne, ciascuna a due corsie e a senso unico di circolazione che attraversa l’Appennino abruzzese passando sotto il massiccio del Gran Sasso in Abruzzo.

 

“In Italics c’è persino dell’”arte che vola”: “let’s talk about art” è uno striscione che, appeso a un aeroplano d’altri tempi, ci fa alzare la testa verso il cielo, come quando eravamo bambini”.

 

La galleria è lunga 10 km ed è la prima in Europa di queste dimensioni e con queste caratteristiche (le due canne). Giungere a L’Aquila – quindi – è un po’ come affrontare uno di quei viaggi fantastici dei libri de “Il Signore degli Anelli” di J.R.R. Tolkien, alla fine di un tunnel oscuro si giunge in un luogo fatato dove domina il colore verde scuro e si trovano laghi, monti ed alberi che sembrano anch’essi fatati, e ci appaiono così un po’ diversi dagli altri a cui siamo abituati.

 

 

La meditazione indotta da quel tunnel di 10 km, sollecita una dimensione intimista e di relazione individuale ma l’esplosione di quel verde così improvviso immediatamente ci proietta in una dimensione collettiva, empatica e partecipativa.

Si arriva così a L’Aquila di “Panorama” che probabilmente di questa galleria e di questa zona geografica hanno fatto metafora.
Panorama è una mostra diffusa, realizzata con il patrocinio dell’Unesco, dislocata in spazi diversi della città che si è tenuta tra il 7 – 10 settembre 2023 a L’Aquila grazie al contributo di quel consorzio di settanta gallerie italiane unite denominato “Italics”.

 

Italics
Nunzio, Avvoltoio, 2019

 

Le gallerie trattano opere antiche, moderne e contemporanee e attraverso il format di “Panorama” intendono creare una collaborazione con i territori coinvolgendoli in un progetto culturale teso anche alla scoperta e valorizzazione della peculiarità del sito ospitante.

Dopo le edizioni di Procida 2021 e Monopoli 2022, Italics ha scelto L’Aquila per la terza edizione ed ha invitato Cristiana Perrella, critica d’arte e curatrice nonché ex direttore del Museo Pecci di Prato, a progettare una mostra diffusa per il capoluogo abruzzese.

Perrella ha attinto il titolo di questa edizione da Bracha L. Ettinger (femminista, artista visiva e psicanalista israeliana) scegliendo l’espressione Wit(h)nessing ovvero estendere “il concetto di testimonianza allargandola dalla dimensione individuale a quella collettiva e partecipativa”. Questa intenzione pervade interamente Italics. L’approccio partecipativo connota innanzitutto il dialogo tra il contemporaneo e le varie stratificazioni storiche della città.

Vi sono opere che dialogano con il castello medievale, altre con i palazzi rinascimentali e le chiese, altre ancora con gli edifici barocchi e neoclassici.

Ancora, in questa Italics vi è una ricerca di dialogo anche nella riuscita collocazione di opere in realtà locali di tipo produttivo, culturale e sociale, realtà che sono invitate al dialogo con gli artisti e le artiste scelte per la mostra.

Il fruitore della mostra si sposta, quindi, all’interno del centro storico passando da una chiesa e un palazzo ad un negozio e una piazza e mentre percorre questo cammino magicamente si generano le “relazioni”. Peraltro Cristiana Perrella ha concepito anche alcuni incontri pensati proprio per favorire “l’empatia”.

C’è il caffè in centro con gli artisti tutte le mattine, il book corner per scambiarsi opinioni con gli autori ed il cinema d’artista alla sera.
In verità anche durante le soste per i pranzi o le cene capita spesso di ritrovarsi con i partecipanti di questa “carovana dell’arte”.

Oltre a quella collocata negli spazi urbani, in Italics c’è persino dell’”arte che vola”: “let’s talk about art” è uno striscione che, appeso ad un aeroplano d’altri tempi, ci fa alzare la testa verso il cielo, come quando eravamo bambini per ammirare l’opera di Maurizio Nannucci.

 

Alberto Di Fabio, Enigma della materia, 2023, mosaico Ph. Danilo Donzelli

 

Sono oltre cento gli artisti dislocati nei diversi siti di Italics e cinquanta le gallerie.
I luoghi sono i più diversi non solo le architetture iconiche ma anche spazi di quotidianità produttiva come il negozio di dischi Sound Garden lungo il corso che ha esposto il progetto video-pittorico di Stefania Carlotti, la libreria vintage “Polarville” ove si trovano le opere pittoriche di Diego Gualandris e la bottega del restauratore ove Jacopo Benassi ha collocato un suo lavoro assemblato con cornici in legno grezzo.

 

 

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