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Paolo Sciortino

La vita breve dell’artista visivo che entrò nei sotterranei della bellezza

 

Mauro Fiorese ha avuto una breve vita, ma segnata da un esclusivo privilegio: ha vissuto il tempo necessario per conoscere tutti i segreti dell’arte che sono ignoti al resto del mondo. Questo artista visivo ha ricevuto in dote dal destino le chiavi di accesso alla realtà sotterranea parallela (enormemente più vasta e ricca di quella visibile ai più) dove vivono, immobili ed eterne, le opere nascoste della storia dell’arte.

 

 

Mauro Fiorese
Mauro Fiorese, Treasure Rooms delle Gallerie d’Italia – Milano, 2014, stampa ai pigmenti su carta cotone. Courtesy Galleria Gaburro Boxart.

 

Nel viaggio fantastico, di quelli che hanno trasportato pure i miti della letteratura popolare e colta, da Dante a Saturnino Farandola, al capitano Nemo del Nautilus di Jules Verne, Fiorese è stato accompagnato dalla sola arma della macchina fotografica. Con quello strumento, usato ad arte, come è il caso di dire, l’artista ha catturato per noi prede di valore inestimabile. E ha compiuto la missione di restituirle agli occhi dei contemporanei come trofei meravigliosi, esposti come se fossero appena scaturiti da una cornucopia. E sembra che non finiscano mai di apparire. E di stupire.

Ecco, si può affermare, osservando le collezioni degli scatti, accumulati con la dovizia inesauribile di un esploratore coraggioso della bellezza segregata, che non tutti nasciamo con un destino preciso, ma certuni invece sì. Fiorese ha consacrato la sua vita, quel tanto che è servito (ma è stato tanto) alla determinazione gentile di un cavaliere delle favole, che va in cerca di principesse incarcerate nelle torri, o addormentate nei boschi, e le libera con la magia prode che fluisce istantanea dall’obbiettivo fotografico.

 

Esploratore coraggioso della bellezza segregata alla ricerca dell’arte perduta

 

I cahiers tracimanti del fotografo sono oggi parte di raccolte prestigiose americane ed europee (Museum of Fine Arts di Houston, Texas, Bibliothèque Nationale de France di Parigi, Museo di Fotografia Contemporanea di Milano). Gli americani, in particolare, hanno inserito l’artista che libera le arti dall’oblio nella TOP 100 World Photographers list, edizione 1997 dell’Ernst Haas/Golden Light Award, nel 2012 Fiorese aveva esposto alla George Eastman House di Rochester, (New York), il primo museo americano dedicato alla Fotografia e al Cinema.

A gennaio 2016, nell’anno in cui sarebbe scomparso, anche lui, come i tesori che aveva riportato alla luce, era stato invitato come Cultural Leader al World Economic Forum di Davos.

 

Mauro Fiorese
Mauro Fiorese, Treasure Rooms del Museo Archeologico Nazionale – Napoli, 2015, stampa ai pigmenti su carta cotone. Courtesy Galleria Gaburro Boxart.

 

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