The Art of Flight | L’arte del volo e il volo nell’arte è il titolo della terza edizione del Mellone Art Prize, giunto alla proclamazione dei vincitori nei prestigiosi spazi del Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano.
In occasione della cerimonia di premiazione siamo entrati in dialogo con Martina Buttiglieri, vicepresidente di Independent Artists e membro della commissione di giuria del premio.
Il tema della terza edizione mette gli artisti in dialogo con la figura di Giovanni Battista Caproni. Puoi raccontarci brevemente questo pioniere del volo e come è nata l’idea di “coinvolgerlo”?
Per questa terza edizione il Premio intende promuovere un ragionamento sulla figura di Giovanni Battista Caproni (detto Gianni Caproni), ingegnere aeronautico, pioniere del volo, artista e collezionista d’Arte. La sua figura ha colpito non solo per il valore storico e scientifico, ma anche per la straordinaria capacità di unire innovazione, immaginazione e sensibilità artistica. Caproni non è stato soltanto un progettista di aeroplani, ma anche un collezionista e un promotore culturale, profondamente consapevole del legame tra ricerca tecnica e artistica. La sua “presenza” ha permesso quindi di mettere in dialogo arte, tecnologia, visione del futuro e desiderio umano di superare i propri limiti. Inoltre, coinvolgere la figura di Giovanni Battista Caproni ha significato creare un ponte ideale con “Volandia”, un luogo simbolico in cui il sogno del volo prende forma attraverso la storia, il design, l’ingegneria e la cultura. Per tutti era importante che il tema del volo non rimanesse soltanto un’immagine poetica o artistica, ma trovasse un dialogo reale con chi, quel sogno, lo ha costruito e reso possibile. Anche per questo ci sarà una ulteriore esposizione, con opere selezionate, oltre a quelle premiate dall’Associazione Caproni, a partire dal 6 giugno, proprio presso il Museo Volandia.
Quale ruolo occupano oggi i premi indipendenti e quale orizzonte estetico hai esplorato visionando il lavoro degli artisti che hanno partecipato a questa edizione?
Oggi queste tipologie di premi hanno un ruolo fondamentale perché riescono spesso a intercettare ricerche artistiche più libere, sperimentali e meno condizionate dalle logiche del mercato. In questo caso, inoltre, è stato molto importante mantenere il Premio completamente gratuito. La scelta della Fondazione Villoresi Poggi, promotrice del Premio, risulta essere una scelta precisa, nata dalla volontà di rendere la partecipazione realmente accessibile e inclusiva, permettendo agli artisti di candidarsi esclusivamente sulla base della qualità della propria ricerca, senza barriere economiche, soprattutto per le nuove generazioni e per artisti più giovani. In questa edizione sono arrivate circa 140 candidature ed, in generale, è emersa una sensibilità particolarmente attuale, in cui linguaggi differenti, pittura, fotografia, installazione, processi digitali, convivono in modo fluido, confermando quanto la scena contemporanea sia oggi aperta a contaminazioni e nuove visioni. Molti artisti hanno interpretato il tema del volo non in senso descrittivo, ma riflettendo sul rapporto tra uomo e tecnologia fino a ricerche più intime legate alla memoria, al paesaggio e alla percezione.

Puoi raccontarci brevemente la ricerca estetica del vincitore del primo premio, Angelo Demitri Morandini?
Angelo Demitri Morandini sviluppa da sempre una ricerca estetica legata al rapporto tra immagine, uomo, ambiente e tecnologia. Il suo lavoro esplora i processi di costruzione visiva contemporanea attraverso tecniche stratificate, segni e linguaggi che richiamano la fotografia digitale, la stampa e la percezione dell’immagine. Nelle sue opere la tecnologia non risulta essere soltanto uno strumento, ma diventa vera parte integrante della poetica, un mezzo per riflettere sulla memoria, sull’identità e sul modo in cui oggi osserviamo e cogliamo il reale. Per questo motivo, la sua poetica riesce a dialogare perfettamente con il tema del volo scelto per questa edizione del Premio. L’opera premiata, Quello con Timina, il volo più bello della mia vita – elenco dei velivoli Caproni, immagine generata con intelligenza artificiale e rielaborata tramite algoritmo di Voronoi, toner, cera, paraffina, legno, metallo – ha colpito per la sua capacità di trasformare il tema del volo in una riflessione molto intima e contemporanea sulla memoria, sull’identità e sulla percezione dell’immagine. Attraverso una tecnica costruita per stratificazioni minime e segni ripetuti, l’artista ha realizzato due figure che sembrano emergere lentamente dalla superficie, quasi come un’apparizione o un ricordo in dissolvenza.
The Art of Flight | L’arte del volo e il volo nell’arte
Terza edizione Mellone Art Prize
www.fondazionedariomellone.it
www.independentartists.eu
@independentartists_gallery
Immagine di copertina: The Art of Flight | L’arte del volo e il volo nell’arte, terza edizione Mellone Art Prize, Milano, 2026
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