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Paolo Sciortino

Ritorno al disegno in una scuola d’eccezione

 

…E da questo per avventura nacque il proverbio de’ Greci ‘Dell’ugna un leone’, quando quel valente uomo vedendo scolpita in un masso l’ugna sola d’un leone, comprese con l’intelletto da quella misura e forma tutte le parti di tutto  l’animale, e dopo il tutto insieme, come se l’avesse avuto presente e dinanzi agl’occhi”.

Agli exempla di messer Giorgio Vasari conviene affidare l’incipit di una informazione come la presente, poiché l’operazione di cui diamo conto manifesta la complessità ardimentosa di un’ispirazione tanto semplice e virtuosa che non ha nemmeno ancora rischiato le ingiurie del banale: a Milano si torna a insegnare e a imparare a disegnare e dipingere, partono i corsi della Milano Painting Academy, pensata, voluta e realizzata dalla fondazione Gianni Maimeri.

In una corte ex industriale della prima periferia storica meneghina, oggi malfamato e a un tempo “tipico”, quartiere del degrado e del disagio, lo Stadera, rinasce il Rinascimento. Nientedimeno.

“Dopo la fine dell’arte verista, figurativa, le accademie e i licei d’arte hanno smesso di insegnare il disegno e la pittura”. Ecco la verità delle cose, nella schiettezza onesta e sincera del fautore, Gianni Maimeri, erede omonimo e discendente di artisti e industriali del colore, Presidente della fondazione benemerita nella promozione dell’arte e dei giovani artisti, costantemente ispirato dalla moglie, Silvia Basta, prima consigliera del progetto Milano Painting Academy.

 

Alex Folla, docente di pittura della Milano Painting Academy, al lavoro su un murale alla Galleria Vik Milano, in Galleria Vittorio Emanuele, dove Folla ha dipinto tutte le pareti e i soffitti della hall.

 

Si torna, con giubilo, alla verità dell’arte, quella che già il Vasari ravvisava nella radice del conoscere e sapere praticare, soprattutto, il disegno, madre e padre di tutte le altre arti nobili, scultura e architettura. Perché è proprio nel disegno, predicava il sommo biografo delle vite degli artisti nel Cinquecento, che è contenuto sia il pensiero che il gesto. Il disegno è potenza e atto, è l’arte, in pratica, in tutta la sua essenza generatrice.

La docenza, assai sapientemente, è nelle mani di Alex Folla, artista contemporaneo preclaro, che pare nato per sbaglio al posto di Caravaggio sei secoli dopo, e della compagna di vita nell’arte Elena Trailina, diplomata a Brera e a Carrara, dopo i primi corsi di studio in Russia, espertissima, raffinata depositaria e continuatrice della tradizione classica della prassi artistica del tratto e del colore, oltre che della stesura della foglia d’oro, non a caso caratteristica tipica delle icone russe.

La coppia, forgiata insieme nell’arte e nella vita dopo quasi due decenni di studio e di passioni simultanei e coincidenti, tra musei, chiese, archivi e biblioteche, propone ai novizi del pennello e del tratto un metodo proprio, “che nasce dalla volontà di superare la dicotomia che si è generata negli ultimi secoli, quanto alla prassi e dunque all’insegnamento dell’arte”, spiega Folla.

 

Milano Painting Academy
Elena Trailina, docente di pittura alla Milano Painting Academy, posa davanti ai suoi quadri.

 

“In questi anni di lavoro abbiamo messo a punto un metodo che prevede quindi il recupero di quanto avveniva prima dello scontro tra il realismo, soprattutto francese, edulcorato e le istanze ribelli delle avanguardie, posteriore”. Il che, in sostanza, significa ripartire dalle esperienze tramandate dall’Umanesimo e il Rinascimento.

“Diciamo, fra il Quattrocento e il Settecento”, aggiunge Elena Trailina, “l’artista non era più un artigiano e non era ancora un intellettuale. Era pienamente artista. Vogliamo fare un’operazione di recupero della memoria, che significa anche proiezione nel futuro”.

Trattamenti del colore alla luce naturale dunque, sottrazione del buio ed estrazione della figura dalle tenebre dell’indistinto, porre il disegno al servizio della pittura. Ecco i dogmi riassuntivi del metodo. E, perché sia ancora più chiaro, sono pure previste escursioni settimanali degli studenti nei musei e nei luoghi della conservazione dell’arte premoderna sotto la guida dei due docenti della Milano Painting Academy.

Due teste e quattro buone mani, insomma, a testimonianza concreta che l’assunto di partenza, o meglio la filosofia del progetto Milano Painting Academy è quella di restituire ai discenti contemporanei il clima e l’atmosfera dell’atelier, dell’antica bottega d’arte, dove i discepoli si allenavano a diventare maestri.

Precisa Angelo Crespi, critico, giornalista e scrittore, nonché curatore del corso di “Storia della bellezza” alla MPA: “Questa Accademia è un tentativo di ridare vita a un’accademia vecchio stile dove si insegna a diventare pittori e non artisti: esattamente il contrario di quello che avviene in tutte le accademie d’arte contemporanee.

D’altra parte ha un forte senso farlo in questo momento, anche perché stiamo assistendo a un forte ritorno alla pittura: pensiamo a Damien Hirst e ai molti altri artisti che sono diventati famosi con un linguaggio più freddo o installativo e ora in un modo o nell’altro tornano al mestiere di pittore. O alle fiere d’arte, a cominciare da Basilea, che oggi espongono molti più pittori di un tempo”.

“In Italia, patria dell’arte”, ribadisce Maimeri, “il valore della tecnica compositiva del disegno e della pittura è completamente svalorizzato. E con questa iniziativa, oltre che recuperare e trasmettere i fondamentali di questi nostri valori dell’arte, intendiamo anche connetterci a un tessuto sociale, fare dell’Accademia un ganglio connettivo con il territorio circostante e con Milano tutta, che promuova inclusione sociale”.

Oltre ai corsi accademici, strutturati infatti come un vero e proprio curriculum scolastico che comprende attività quotidiane, l’accademia milanese metterà a disposizione a una cifra simbolica di dieci euro una “Cattedra popolare di Storia dell’arte”, che sarà condotta da Andrea Dusio.

 

Gli studenti si esercitano sulla figura dal vero alla Milano Painting Academy.

 

Ma il corpo docente della Milano Painting Academy, oltre ai due artisti responsabili della didattica pratica e ai critici Dusio e Crespi, è composto da un parterre di riguardo tra le personalità del mondo dell’arte attuale. Maddalena Mazzocut-Mis, già docente alla Statale di Milano, avrà la cattedra di Estetica, Cristina Galli, vicedirettrice dell’Accademia di Brera, curerà le lezioni di Anatomia, e infine, ma non certo ultimo, Sandro Baroni, “alchimista” restauratore, fine studioso dei materiali dell’arte e delle loro proprietà, darà lezioni di Tecnica.

Modelle e modelli dal vivo saliranno su piedistalli al centro di un’Agorà – così è stato appositamente definito lo spazio estetico e fisico, creativo e riproduttivo entro il quale una ventina di allievi per corso seguiranno le lezioni, radunati, secondo la maniera classica, attorno al docente, a cerchio.

Ma gli ambienti didattici della Milano Painting Academy saranno anche dotati, in memoria delle antiche cerimonie didattiche consumate nei secoli all’apprendimento dell’arte del disegno e della pittura, di musica dal vivo in sottofondo, grazie a un pianoforte a coda, e gli esercizi saranno compiuti nel rigore realistico della luce naturale, grazie alle ampie finestre, che ricordano gli studi e le gallerie del passato.

Le sale dell’atelier, non poteva mancare questo ulteriore dettaglio, in pieno spirito dell’iniziativa, saranno disseminate di calchi e modelli in gesso delle più celebri sculture classiche della storia dell’arte, in virtù di un accordo esclusivo siglato da Milano Painting Academy con la pinacoteca di Brera e la gipsoteca di Pietrasanta.

Un viaggio, per chi si iscrive ai corsi dell’MPA, a tutto tondo nello spazio e nel tempo dell’Age d’or della pittura e del disegno. Ma anche un percorso di studi, come spiega Emanuel Ingrao, responsabile della Shifton – Advanced Design for Social Innovation, società partner della fondazione Maimeri nel progetto, “che consente allo studente di vivere un’esperienza formativa professionalizzante e al contempo di connettersi all’eco-sistema Arte-Cultura potendo sperimentare e mettere in pratica ciò che ha imparato con progetti individuali, con la città, le istituzioni, le aziende.

La collaborazione con Shifton darà l’opportunità allo studente di partecipare durante il suo percorso di studi a progettualità ad impatto sociale in differenti ambiti: dalla rigenerazione urbana alla risignificazione di luoghi e spazi, un vero programma integrato di inclusione sociale.

Nell’ultimo anno di corso, infatti, il piano didattico prevede la messa in opera e fornitura per gli studenti di strumenti operativi idonei per l’accompagnamento e la facilitazione di progetti individuali seguiti da un curatore. E alla conclusione del ciclo formativo il discepolo sarà gratificato da una mostra personale a suggello di quanto appreso e restituito alla visione di un pubblico.

La Milano Painting Academy promette anche un impegno attivo nella promozione dei propri diplomati all’ingresso nel mercato dell’arte.

E, poiché l’intento dell’accademia d’arte del disegno allo Stadera è quello di rendersi impermeabile al contesto sociale e umano circostante, fitto è pure il calendario dei workshop, dei seminari, delle lecture con artisti, intellettuali, studiosi, scrittori. Il tutto rivolto in via privilegiata alla comunità che accoglie la scuola.

A Milano, inaspettatamente, riapre l’Osteria delle tre rane, dove ci si ritrova insieme a Leonardo, Verrocchio e il Botticelli.

 

 

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