Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn
Ivan Quaroni

Paesaggi stranianti e visioni da un presente sospeso

Stimmung, termine tedesco che designa una disposizione d’animo che si estende allo spazio, quasi una tonalità affettiva che coinvolge il luogo e il paesaggio, è un vocabolo ricorrente negli scritti di Giorgio De Chirico, almeno quanto il termine Metafisica, che non indicava affatto ciò che esiste oltre l’apparenza sensibile, in una ipotetica dimensione invisibile, ma l’enigma e il mistero che sta dentro le cose, negli oggetti comuni e perfino banali.

“Ora io nella parola ‘metafisica’ non ci vedo nulla di tenebroso:”, scriveva il Pictor Optimus nel 1919, “è la stessa tranquillità ed insensata bellezza della materia che mi appare ‘metafisica’ e tanto più metafisici mi appaiono quegli oggetti che per chiarezza di colore ed esattezza di misure sono agli antipodi di ogni confusione e di ogni nebulosità”.

 

metafisica
Paolo De Biasi, Padiglione, 2020, acrilico su tela, cm 100×70.

 

Una Stimmung odierna, un’eventuale Neue Stimmung, non può certo avere le sembianze di quella originale. Viviamo in un’epoca diversa da quella che si preparava ad affrontare la tragedia del primo conflitto mondiale, un mondo segnato ora da una terribile crisi climatica, conseguenza di quell’accelerazione antropica cominciata, secondo alcuni, il 16 luglio 1945, con i test nucleari in New Mexico del famigerato Progetto Manhattan.

Eppure, tracce spurie o degradate di Stimmung sopravvivono ancora nel frasario pittorico di alcuni artisti italiani, magari con significati nuovi, in un ventaglio di accezioni che spaziano dal concettuale all’ironico, dal nostalgico al citazionista, dal magico al surreale.

 

page12image10428752
Ilaria del Monte, Leaves and roots, olio su tela, 40×35 cm, 2021.

 

Ilaria Del Monte dipinge con esattezza e precisione plastica un universo mentale che fonde l’ordinario con il fantastico mescolandoli in un racconto d’impressionante coerenza visiva. Elemento centrale del suo immaginario è il concetto heideggeriano di Lichtung, traducibile con la parola “chiaroscuro”, ma in un’accezione che designa l’apparizione di un’entità, il suo venire alla luce da un’oscurità irriducibile.

I suoi dipinti sono nella calda e malinconica luce crepuscolare della Stimmung dechirichiana, ma il luogo delle sue visioni, popolate di figure femminili e curiose apparizioni è la casa, che l’artista traspone in uno spazio di transizione delle forme naturali, metaforico teatro di conflitti interiori. Ciò che è metafisica nei lavori di Ilaria Del Monte è la qualità arcana e misteriosa delle immagini, nitide e cristalline come quelle degli artisti del Realismo Magico.