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Marzia Spatafora

Bellissima, algida, altera, elegante, Palma Bucarelli, icona dell’arte e regina dei salotti romani, è stata la donna che in tempi improbabili ha dimostrato al mondo come si può coniugare bellezza e femminilità con intelligenza, determinazione e potenza. La prima donna a riscattare nell’arte il mondo femminile.

 

Palma Bucarelli davanti alla Galleria d’arte Moderna di Roma.

 

Grandissima comunicatrice, Palma Bucarelli pensava di dover essere sempre alla ribalta delle cronache, anche a rischio di esporsi a critiche severe. Sempre presente agli eventi mondani più cult, era convinta che esserci significa arricchirsi culturalmente intrecciando rapporti preziosi con artisti, scrittori, critici, storici. Il marito Paolo Monelli, grande giornalista, diceva che “quando entrava in un posto era un’apparizione, sempre la più elegante, perfettamente in linea con sé stessa”. Gli abiti indossati da Palma erano sempre ammirati da tutti, il più delle volte erano ideati per lei dalle Sorelle Botti, ma anche dalla Gattinoni, Dior, Le Sorelle Fontana e tutte le firme più in voga di quel periodo.
Come una celebrità del cinema, i suoi abiti faranno epoca e in tempi recenti, nel 2012, sono stati esposti in una splendida mostra dal titolo “La Palma dell’Eleganza”, al Museo Boncompagni Ludovisi a Roma.
Nel 1942 Palma Bucarelli, a soli 32 anni, diventa Direttrice di museo, La Galleria d’Arte Moderna di Roma. La sua direzione durerà fino al 1975 attraversando un trentennio fondamentale della nostra storia: dall’epoca fascista fino a tutto il periodo dell’Italia repubblicana.
Le sue idee rivoluzionarie ribaltarono tutte le regole museali: in un’Italia legata a schemi ottocenteschi irrompe con una concezione museale completamente rinnovata dichiarando che “il museo non deve essere un contenitore di quadri e oggetti ma un punto d’incontro culturale, un luogo dove si può imparare” e ammirare opere d’arte che rappresentino veramente il loro tempo. E le persone, diceva, hanno il diritto di vedere le opere originali nel Museo della loro città senza dover viaggiare. Un’idea di museo allargato, dedito all’arte a 360 gradi, rivolto anche alla musica, al teatro, al design… Ed è stata anche la prima manager museale in Italia che riuscirà a creare una proficua commistione tra pubblico e privato.
Palma Bucarelli, dotata di immediato intuito, ha portato l’arte contemporanea in Italia con grande coraggio a volte affrontando le critiche più dure, senza mai cedere alle sue idee innovatrici e audaci, determinata a far conoscere le nuove correnti dell’astrattismo. Nel 1958 compie la vera rivoluzione quando porta in Galleria Jackson Pollock. Fa conoscere agli Italiani il linguaggio più anticonformista destinato a suscitare grande impressione e a introdurre l’Action Painting nel nostro Paese. Un altro grande colpo di Palma alla Gnam sarà la mostra di Kandinsky proveniente dalla collezione Guggenheim di New York: quelle tele, infatti, cambieranno per sempre la storia dell’arte mondiale. Nel 1959 osa ancor di più con i Sacchi di Alberto Burri, chiaramente preda di una facile e scontata critica che non dava spazio al dramma nascosto in quelle tele bruciate, strappate e imbrattate. Lo sconvolgimento è tale da provocare addirittura un’interrogazione parlamentare.
Nemici e amici si alternano nella vita della Bucarelli, come accade sempre quando si è famosi e potenti; ma Palma è intelligente, non ne fa un dramma ma un punto di forza.
Amatissima dagli artisti, ebbe anche tanti importanti estimatori come Giuseppe Bottai, Benedetto Croce, Paolo Monelli, Giulio Carlo Argan. E forse proprio la stima di personaggi di tale calibro le diede la forza di osare e vincere
scommesse tanto azzardate. Ma chi invece le andava contro? Renato Guttuso, lo stesso De Chirico e tutto quel mondo conservatore che vedeva rotti gli schemi in cui credeva.

 

Palma Bucarelli
Palma Bucarelli in un momento di intimità.

Palma era una grande estimatrice di Pablo Picasso, al quale dedicò una mostra nel 1953 nata tra mille polemiche, ma il pubblico e gli altri artisti furono entusiasti di conoscere il popolarissimo cubista, ammirato e discusso da tutti, e che per la prima volta esponeva in Italia. Il successo fu davvero travolgente, in una serata che rimarrà indimenticabile, dove Palma brillava di bellezza, intelligenza, fascino, prestigio. Il bel mondo romano fece di tutto per ottenere l’invito a quella serata straordinaria, sia prima, in Galleria, che dopo, alla festa che offrì Luchino Visconti nel suo Palazzetto sulla Salaria.
Ça va sans dire che Palma, con la sua conoscenza perfetta delle lingue e col suo fascino travolgente, conquistò totalmente Picasso: al punto che quando, poco dopo, durante un viaggio in macchina, passò a salutarlo nella sua casa di Vallauris, in Provenza, dove l’artista abitò per quasi un decennio negli anni Cinquanta, il maestro le propose di farle il ritratto: ma lei, che andava di fretta, fu costretta a rinunciare. Fu un rifiuto che rimpiangerà per tutta la vita.
La Bucarelli sul lavoro era rigida ed autoritaria e pretendeva la perfezione, era completamente dedita ai valori istituzionali facendo sempre gli interessi della Gnam. Ed è grazie a questa sua totale dedizione che fece qualcosa di grandioso: il ministro dell’educazione Nazionale Giuseppe Bottai promosse infatti un’azione di difesa delle opere d’arte dalle razzie tedesche, così Palma cercò un posto sicuro per nascondere le opere della Galleria Nazionale e scelse in un primo momento il Palazzo Farnese di Caprarola, che conosceva bene nei suoi angoli più segreti fin da bambina.
Fu un trasloco audace e rischioso. Nel 1943-‘44 lo scenario politico e di guerra cambiò, e il palazzo non fu più considerato un luogo sicuro, così, in mezzo a mille difficoltà, la Bucarelli riuscì a trasferire le opere a Castel Sant’Angelo. Dobbiamo quindi a lei il salvataggio di centinaia di opere d’arte.
Palma Bucarelli è stata una leggenda, rimane nella storia e sarà sempre ricordata come la Signora che ha capovolto lo scenario dell’arte italiana ed europea: lucida e geniale di fronte a nuove realtà e capace di saper cogliere il nuovo con una perspicacia e un coraggio sorprendenti.
Consapevole del suo fascino e del suo potere femminile, Palma riuscì dove grandi personaggi prima di lei avevano fallito. Quello immaginato e realizzato da lei è un museo moderno, sempre attuale, al quale dovremmo fare riferimento per l’intelligente approccio disincantato e lontano da inutili dogmi precostituiti.
Libertà e amore per l’arte sono stati il suo credo.

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