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Paolo Sciortino

L’almanacco postumo del critico immaginifico

Rizzoli, 536 pp., euro 23,66.

Philippe Daverio

Come un frate indovino dovizioso e diligente, inesausto visionario di cose, paragoni, opere e detti, scritti o magari solo pensati, e magari pure da qualcun altro, Philippe Daverio lascia ai lettori la sua ultima trouvaille.

Una silloge compilata a mo’ di almanacco monacale, dotata di un passepartout di pillole di saggezza valevole per ogni momento della giornata di un lettore medio, e completa di buoni spunti serali per uno forte.

Non è solo con l’arte, come al solito (ma anche per l’ultima volta), che il variopinto e sagacissimo critico, accompagnato nel testo dalla moglie Elena Gregori, scandisce le ore del suo pubblico con 365 aneddoti curiosi e rari. Ma con le tipiche geometrie dell’ingegno, egli dipinge un anno di parole che raccontano di società, di storia, di economia, di religione e perfino di scienza. Un almanacco del giorno dopo.

 

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