Residenze LIEVITO: la lentezza come metodo, l’accoglienza come forma

La CAP, Residenze LIEVITO, photo Chiara Fabene
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Ci sono progetti che si raccontano attraverso il proprio linguaggio prima ancora che attraverso i propri risultati, ed è proprio questo il caso di Residenze LIEVITO. 

Il programma di residenze artistiche promosso da La CAP Re|Hub, in collaborazione con la galleria IPERCUBO, negli spazi del Podere La Capacciola, in Valdichiana Senese, sceglie fin dal nome una postura precisa, quasi programmatica: quella del lievito che fermenta, cresce lentamente, trasforma e nutre. Un’immagine agricola e domestica insieme, che diventa, nel contesto di un progetto culturale finanziato con fondi europei, una vera e propria dichiarazione di metodo, prima ancora che un’etichetta suggestiva.

Il percorso proposto ai residenti si articola in quattro fasi – Impasto, Fermentazione, Maturazione e Condivisione – che intrecciano formazione teorica, pratica esperienziale e un percorso di creazione personale, ispirandosi esplicitamente e dichiaratamente al processo naturale della lievitazione. Ne risulta un tempo lento e trasformativo, che privilegia la crescita graduale rispetto alla produttività immediata tipica di molti modelli di residenza contemporanei, e che tutela la fragilità del fare artistico invece di comprimerla dentro scadenze rigide pensate più per la visibilità istituzionale che per il reale sviluppo di una ricerca. È una scelta che va, per l’appunto, controcorrente, e che merita di essere segnalata come tale in un panorama in cui il tempo della creazione è sempre più spesso subordinato al tempo della produzione.

A rendere concreto questo impianto teorico sono i cinque protagonisti del primo ciclo, attivo fino al gennaio 2027: le artiste Roxy Ceron, nata a Città del Messico nel 1993, e Angelica Racco, nata a Roma nel 1996; gli artisti Marco Mandorlini, nato a Pontedera nel 1998, e Thelonious Stokes, nato a Chicago nel 1995; e il curatore Federico Rudari, nato a Verona nel 1996. Cinque provenienze geografiche molto diverse tra loro e cinque linguaggi altrettanto distinti, tenuti insieme da un asse di ricerca comune, corpi, immagini e narrazioni in movimento, che il programma non impone dall’alto come una cornice teorica astratta, ma lascia piuttosto emergere dal confronto quotidiano tra le pratiche individuali dei residenti.

È forse però sul piano dell’accoglienza che il progetto rivela la propria caratteristica più originale e, a ben vedere, più politica. Residenze LIEVITO non si limita infatti a offrire uno spazio di lavoro isolato dal contesto circostante: costruisce, attorno alla permanenza degli artisti, una rete di relazioni che include attivamente il territorio, le realtà produttive locali e la comunità di Sinalunga, evitando così quella separazione tra l’artista in residenza e il luogo che lo ospita che caratterizza molte esperienze analoghe. 

Gli appuntamenti che accompagnano il primo ciclo, dagli open studio alle cene pubbliche curate insieme a realtà come Salotto Garibaldi Bistrot, fino al laboratorio per famiglie pensato in collaborazione con Balena N°5, non sono dunque momenti collaterali o semplicemente promozionali, ma parte integrante di un’idea di residenza intesa come ospitalità reciproca: l’artista che viene accolto dal territorio con i suoi tempi e le sue abitudini, e il territorio che, attraverso l’artista e il suo sguardo esterno, trova un’occasione autentica per interrogarsi e per raccontarsi diversamente.

Curato da Silvia Giordano, direttrice e fondatrice de La CAP, insieme a Matteo Graniti, cofondatore e direttore di IPERCUBO, e sostenuto dal Comune di Sinalunga, il progetto si inserisce del resto in un disegno regionale ben più ampio, finanziato con le risorse del PR FSE+ Toscana 2021-2027 nell’ambito di Giovanisì, che nel biennio 2026-2027 attiverà complessivamente 24 residenze per 168 giovani artisti e curatori in tutta la Toscana, ponendo le basi per quella che sarà la prima collezione pubblica di arte contemporanea della regione. Un investimento sul lungo periodo che, a guardarlo da vicino e non soltanto nei suoi numeri complessivi, ha il ritmo paziente e ostinato di ciò che sta, davvero e concretamente, lievitando.

Ed è proprio mentre il primo ciclo entra nella sua fase più visibile, con l’open studio, la cena pubblica del 3 ottobre e la mostra finale del 12 dicembre, che Residenze LIEVITO guarda già oltre sé stesso: è infatti aperta fino al 31 ottobre 2026 la seconda open call, dedicata al ciclo Rendere buono. Corpi, immagini, narrazioni in movimento, che si svolgerà da febbraio a luglio 2027 e metterà a disposizione altre cinque borse, quattro per artistə e una per curatorə tra i 18 e i 35 anni.

Anche qui il titolo è una dichiarazione di metodo: «bonum facere», rendere buono, è l’origine latina della parola «bonifica», e il riferimento è al Canale Maestro della Chiana che nel 1338 trasformò un territorio paludoso in un fertile centro agricolo, e che oggi unisce le due Valdichiane, quella senese e quella aretina. Il secondo ciclo prende da lì una domanda tutt’altro che scontata sul potere trasformativo dell’agire umano, su quel gesto che cura, ripara e ristabilisce connessioni, ma che può anche deviare, riscrivere, imporre un ordine dove la natura si sarebbe comportata diversamente.

Come nel primo ciclo, le condizioni offerte restano quelle di chi intende tutelare il tempo della ricerca: alloggio gratuito per l’intera durata, una borsa per le spese di vitto e spostamenti, un budget di produzione per i progetti e un percorso di mentoring che vedrà accanto ai residenti Laura Lamonea, Angel Moya García, Marta Equi Pierazzini e Lorenzo Balbi.

Se la prima edizione ha mostrato come un progetto di residenza possa mettere radici in un luogo, la seconda si presenta dunque come la prova della sua continuità, perché ciò che lievita, per crescere davvero, ha bisogno di essere rinnovato e nutrito. Chi desidera candidarsi ha tempo fino alla fine di ottobre: il bando è online.


RENDERE BUONO. CORPI, IMMAGINI, NARRAZIONI IN MOVIMENTO 
seconda Open Call di Residenze Lievito
06 febbraio 2027 – 06 agosto 2027
chiusura candidature: 31 ottobre 2026
La CAP Re|Hub, Sinalunga, Siena


www.residenzelievito.com
@la_cap_rehub


Immagine di copertina: La CAP, Residenze LIEVITO, photo Chiara Fabene


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