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Francesca Grazioli

“A quattro anni dipingevo come Raffaello, poi ho impiegato una vita per imparare a dipingere come un bambino”. Così raccontava di sé Pablo Picasso, che di certo non brillava per modestia, ma è stata una delle menti più moderne del ‘900, capace di lasciare un segno indelebile nella storia dell’arte mondiale. Come lui, alcuni artisti del periodo che va dalla fine dell’Ottocento alla prima metà del Novecento hanno cercato di rompere con le tradizioni artistiche del passato, sperimentando nuove tecniche e approcci.

 

After Impressionism esplora il paesaggio estetico  ridisegnato da un gruppo di artisti con una prospettiva più radicale, sulla scia delle innovazioni dell’Impressionismo.

 

Infatti, i primi anni del 1900 furono probabilmente il periodo di maggior fermento nel mondo dell’arte: in un momento in cui l’Europa e il mondo intero furono sconvolti dalla Prima Guerra Mondiale e dalla crescita dei nazionalismi che portarono allo scoppio della Seconda, una rivoluzione culturale e sociale senza precedenti mise in discussione ogni certezza artistica in vigore fino al secolo precedente, gettando le basi per l’arte moderna.

 

After Impressionism
Paul Cézanne, Bathers (Les Grandes Baigneuses), circa / about 1894 – 1905, Olio su tela / Oil on canvas © National Gallery, London

 

La grande mostra After Impressionism: Inventing Modern Art, in programma alla National Gallery di Londra, ci riporta uno spaccato di quel periodo, attraverso una superba selezione di opere d’arte prestate da collezioni pubbliche e private di tutto il mondo, molte delle quali approdano per la prima volta nel Regno Unito.

Con oltre 100 capolavori tra dipinti e sculture, l’esposizione After Impressionism esplora il paesaggio estetico configuratosi in Europa fra il 1886 e il 1914 circa, ridisegnato da un gruppo di artisti con una prospettiva più radicale, sulla scia delle innovazioni dell’Impressionismo. Una straordinaria generazione di artisti del calibro di Paul Cézanne, Vincent Van Gogh, Edvard Munch, Auguste Rodin, Pablo Picasso, Henri Matisse, Gustav Klimt, Käthe Kollwitz, Sonia Delaunay, Wassily Kandinsky e Piet Mondrian.

 

Broncia Koller-Pinell, Die Mutter der Kunstlerin, 1907, Olio su tela / Oil on canvas © Artothek des Bundes, on permanent loan at the Belvedere, Vienna

 

Il termine Post Impressionismo viene introdotto per la prima volta dall’artista e critico britannico Roger Fry in un saggio datato 1906, e finisce per diventare anche il titolo della mostra d’esordio dei pittori che definiranno, nel tempo, l’identità dell’arte del Post Impressionismo. E’ il 1910, infatti, quando alle Grafton Galleries di Londra è allestita la mostra collettiva intitolata Manet and the Post-Impressionist: ciò rivela, tra l’altro, come uno dei padri della nuova corrente sia proprio Edouard Manet. Artista più che mai di transizione, è anche il portatore delle tendenze pre-impressioniste.

Al centro della sensibilità post-impressionista vi è il senso per la spiritualità e l’inesorabilità delle forze cosmiche. Gli artisti abbandonano il Romanticismo ottocentesco in cui è centrale l’interesse verso l’autenticità della natura e le culture primitive che abitano terre remote, ancora non corrotte dal progresso.

 

Edvard Munch, The Death Bed (Ved dødssengen), 1895, Olio su tela / Oil on canvas, KODE Bergen Art Museum © Dag Fosse/KODE

 

L’urbanizzazione, l’industrializzazione, la globalizzazione e il declino dei sistemi di credenze tradizionali portano infatti a un cambiamento delle regole dell’arte. Si assiste alla rottura con la rappresentazione convenzionale del mondo esterno e alla nascita di linguaggi visivi con un’enfasi sulla materialità dell’oggetto artistico, espressa attraverso forme geometriche e colori forti e saturi.

Non c’è però un gruppo strutturato dietro la nuova tendenza, né un manifesto programmatico: ogni artista contribuisce al movimento artistico dell’epoca in modo unico, attraverso la sperimentazione di nuove tecniche e la creazione di nuovi stili artistici. I linguaggi sviluppati hanno caratteristiche più personali, ricerche alternative rispetto a quelle sulla scomposizione della luce e dei colori di matrice puramente impressionista. Si tratta delle stesse esperienze che portano, in seguito, alla nascita di nuovi e fondamentali movimenti, come il cubismo, l’espressionismo e l’astrazione.

Paul Gauguin, Vision of the Sermon (Jacob Wrestling with the Angel), 1888, Olio su tela / Oil on canvas © National Galleries of Scotland, Edinburgh

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