La redazione di ArteiN mi ha chiesto di contribuire con una serie di articoli dedicati ad artisti con i quali ho avuto a che fare grazie alle “Praline. Prelibatezze dal mondo dell’arte” e le cui opere si possono ammirare in una mostra al momento dell’uscita della rivista nelle edicole.
Ebbene, per ammirare l’opera dell’artista che vi propongo non c’è bisogno di spostarsi da casa, visto che si può tranquillamente apprezzare affacciandosi su Facebook.
Per capirci è forse meglio riepilogare un poco la storia di Angelo Pretolani, genovese, classe 1953, artista che comincia la sua attività nel 1973. Risale a quell’anno la sua prima “azione” intitolata Labirinto, che prevedeva una passeggiata fra le impalcature dei cantieri che costellavano Genova in quel momento, una performance che metteva in relazione la nuova città del boom economico con il mitico palazzo del Minotauro.
E se negli anni Ottanta Pretolani ha vissuto da protagonista una parentesi creativa legata al teatro d’avanguardia, per poi spostarsi negli anni Novanta verso una una pittura carica di rimandi antropologici, è nella performance che individua il suo linguaggio prediletto. Ed è con l’avvento dei social network che si è ritagliato uno spazio di assoluta originalità.
Infatti, dal 2008, con l’apertura del suo profilo Facebook, ha intuito le potenzialità del nuovo mezzo come strumento per comunicare artisticamente con il mondo. Da allora Pretolani produce una serie di performances riunite in un progetto chiamato Sotto il selciato c’è la spiaggia, celebre slogan del ’68 che invitava a scavare la realtà alla ricerca di verità non accessibili a uno sguardo superficiale. Giocando sul suo nome, “Angelo”, lui interpreta questi eventi come “apparizioni”, visto che i social media mettono in contatto persone diverse con identità incorporee.
Da alcuni anni le sue performance hanno una cadenza settimanale e appaiono il venerdì sul suo profilo Facebook.
Ciò significa che lui, ogni settimana, realizza una performance, consistente per lo più in gesti minimi, dopodiché provvede a una breve descrizione, o meglio, per dirla secondo il suo lessico, alla sua ecfrasi. Accanto alle parole Pretolani non manca mai di corredare l’evento con delle fotografie e con l’immagine di un’opera d’arte realizzata per l’occasione. Da diversi anni quest’opera consiste in un tondo per la cui coloritura ricorre all’inchiostro delle penne biro disciolto con l’alcool. Infine, il tutto viene pubblicato sul suo profilo Facebook.
Da allora, non ha mai mancato un’uscita, tanto che ormai si è formata una comunità di appassionati che si danno l’appuntamento il venerdì mattina sul profilo Facebook di Angelo Pretolani per rilanciare la performance su altri profili o su altre piattaforme e/o commentare e approfondire lo spunto dato dall’artista.
Addirittura c’è chi, ogni settimana, occupa del tempo per scrivere una vera e propria corposa esegesi, ulteriore contributo a queste suggestioni dal grande contenuto poetico.
Per saperne di più, ovviamente, il metodo migliore è di visionare la Pralina N° 84 che gli ho dedicato a suo tempo.
Immagine di copertina: Angelo Pretolani, Sotto il selciato, 2014. Performance, Courtesy l’artista
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