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Alessandro Riva

Una decina d’anni fa – doveva essere il 2009 o il 2010 –, ricevetti una mail dalla posta elettronica che riconobbi come appartenente ad Anita, la moglie di Aron Demetz. “Aiuto”, diceva la mail. “Aron è impazzito, sta bruciando tutte le sue sculture”. Allegata a quella, l’immagine di una scultura in fiamme, e, accanto, una già completamente bruciata. Allarmato, alzai subito il telefono e chiamai Aron.

Quando sentì la mia voce, cominciò a ridere e non si fermò più per una decina di minuti, e allora – solo allora – compresi di essere stato, io, notoriamente credulone, vittima di uno scherzo dello scultore che avevo contribuito, nella sua fase iniziale, a far conoscere in Italia, e di cui amavo alla follia le grandi, ieratiche sculture lucide, silenziose e sognanti come personaggi metafisici di un lontano tempo siderale, atterrati come per miracolo nella nostra strana e agitata contemporaneità.

Non mi aspettavo, è vero, di scoprire quelle che in seguito avrei considerato come alcune delle sue sperimentazioni più po- tenti – le sculture bruciate appunto –, né quelle, di poco precedenti, ricoperte di resina su intere parti del corpo (celando spesso, e con questo rivelando, il proprio volto, divenuto, grazie alla resina che lo ricopriva, una misteriosa maschera sciamanica, quasi un tramite tra ciò che è per tutti il simbolo dell’individualità – il nostro volto appunto –, e la natura tutta).

Resina che, nella sua duttilità e iridescenza, le trasformava invece in oggetti vivi, cangianti, pulsanti, dal momento che questa, col tempo e col calore, tende a smottare leggermente, a cedere, a cambiar di tono, di densità e di colo- re, trasformando sotto i nostri occhi una scultura ferma e inanimata (simbolo, dopotutto, di quella pratica scultorea sentita spesso, nell’ultimo secolo, come la fatale “lingua morta” di martiniana memoria) in materia viva e pulsante.

 

Aron Demetz
Aron Demetz, Memoridermata, 2014, legno di tiglio, h. cm. 240.

 

La verità è che, ad ogni scarto di lato, ad ogni pur impercettibile cambio di passo nella rivoluzione lenta e inesorabile di Aron Demetz verso la costruzione di una forma inedita del corpo umano e della natura stessa, …

 

 

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