La quarantasettesima edizione del nostro TG dell’arte parte dalle vie di Lodi, alla scoperta dell’opera di Ulyana Nevzorova, per spostarsi poi nell’eterna Venezia, sulle tracce del gigante dell’architettura Jean Nouvel. Il nostro viaggio nel bello si arresta nelle sale del MAO di Torino, indagando il concetto di paesaggio come costruzione culturale e politica.
1. Ulyana Nevzorova spiegazza Lodi

“Paperwork” è il titolo della mostra di Ulyana Nevzorova, a cura di Gabriella Rebello Kolandra.
Nella sua prima personale, ospitata da Platea | Palazzo Galeano, lo spazio che porta l’arte contemporanea direttamente nelle strade di Lodi, l’artista bielorussa ci invita a riflettere sulla memoria e sulla resistenza civile.
Attraverso video, installazioni e immagini, ripercorre i giorni delle proteste in Bielorussia del 2020, dando voce alla “solidarietà degli scossi”: un nuovo soggetto democratico emerso nel Paese. Tra i lavori in mostra, 100 days of protest: un video che ricompone il paesaggio emotivo e politico di quella stagione, intrecciando fragilità e speranza.
2. FONDATION CARTIER POUR L’ART CONTEMPORAIN by Jean Nouvel

Projects Director of Fondation Cartier in the exhibition “The Fondation Cartier pour l’art contemporain
by Jean Nouvel” at Fondazione Giorgio Cini, Venice, May 2025. © Jean Nouvel / ADAGP, Paris, 2025.
Photo © Andrea Rossetti
Alla Fondazione Cini di Venezia c’è una mostra che racconta un progetto e che pone un focus sull’iconico edificio parigino progettato da Jean Nouvel per la Fondation Cartier.
Attraverso materiali d’archivio, fotografie e testimonianze, la mostra racconta il dialogo tra architettura e arte contemporanea, cuore della fondazione, e i suoi rinnovamenti.
3. Adapted Sceneries

La mostra Adapted Sceneries al MAO esplora il concetto di paesaggio come costruzione culturale e politica. Artisti internazionali riflettono sul modo in cui i territori vengono rappresentati, trasformati e vissuti in contesti globalizzati.
Allestita al secondo piano delle collezioni permanenti e nell’area espositiva denominata t-space a piano terra, Adapted Sceneries offre uno sguardo approfondito sulla pittura Namjonghwa (Scuola di pittura del Sud), un genere fondamentale nella storia dell’arte coreana, insieme a reinterpretazioni contemporanee della pittura tradizionale.
Tra le opere esposte, quelle di Heo Ryeon, Heo Baekryeon e Heo Hangmyeon sottolineano la sensibilità estetica della pittura coreana classica, mentre i lavori di Lee Sunbok, Heo Dalyong e Hong Sungmin mostrano l’evoluzione del linguaggio pittorico coreano attraverso un dialogo tra tradizione e modernità.
Immagine di copertina: Adapted Sceneries, exhibition view, MAO, Torino, 2025. Courtesy MAO, ph. Studio Gonella
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