La quarantatreesima edizione del nostro TG dell’arte parte dal Museo Diocesano di Milano che ospita i Sony World Photography Awards 2025, per passare poi ai Musei Reali di Torino, all’interno del mondo onirico e simbolico di Giuseppe Maraniello. Il nostro viaggio nell’arte termina al Pecci di Prato, fra le sale della prima personale italiana di Davide Stucchi.
1. Sony World Photography Awards 2025: il mondo in uno scatto

Tornano al Museo Diocesano di Milano i Sony World Photography Awards 2025 e celebrano ancora una volta i migliori fotografi del pianeta. Tra i protagonisti, l’inglese Zed Nelson con L’illusione dell’Antropocene, un racconto visivo sul nostro fragile rapporto con la natura. Una riflessione potente sull’impatto umano sul pianeta. Emozione, denuncia e arte si intrecciano negli scatti più sorprendenti dell’anno.
2. Giuseppe Maraniello. Asa Nisi Masa

Ai Musei Reali di Torino, Giuseppe Maraniello mette in scena un mondo onirico e simbolico.
Le opere di Giuseppe Maraniello, definitesi progressivamente attraverso la combinazione di tele, materiali di recupero ed elementi scultorei in bronzo e ferro, si sviluppano secondo diverse soluzioni, sia a parete, sia nello spazio architettonico e paesaggistico, secondo una sintesi tra la memoria di temi e immagini e l’elaborazione dei materiali.
Sculture, installazioni e mosaici abitano i Giardini Reali e la Galleria Sabauda. Figure arcaiche e fantastiche dialogano con materiali di recupero. Un universo di miti e visioni, in bilico tra arte e magia. Il titolo omaggia il cinema di Fellini e il mistero della creazione.
3. Davide Stucchi. Light Lights

Il Centro Pecci di Prato ospita la prima personale italiana di Davide Stucchi. Un viaggio tra sculture luminose, leggere e sottili, che trasformano la percezione dello spazio.
Attraverso un gruppo eterogeneo e scherzoso di luci, Stucchi crea un ambiente immersivo che si rivela progressivamente. Un attraversamento che suggerisce una coreografia di gesti, sguardi e movimenti, che invitano a riflettere sulla fugacità di incontri e momenti di vita, luminosi o avvolti nell’oscurità.
Un gioco raffinato tra presenza e assenza, ironia e introspezione. Le sue opere interrogano il rapporto tra corpo, oggetti e memoria. Una mostra da attraversare con occhi nuovi.
Immagine di copertina: Giuseppe Maraniello, ASA NISI MASA, Musei Reali di Torino, 2025, foto Andrea Guermani per i Musei Reali di Torino
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