Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn
Francesca Grazioli

C’è qualcosa di meravigliosamente inafferrabile nella figura di Carlo Levi. Difficile immaginare personaggio più poliedrico e anticonformista.

Nato a Torino nel 1902 e sepolto ad Aliano, in Basilicata, dove a metà degli anni Trenta fu condannato al confino dal regime fascista – e dove volle essere tumulato per mantenere la promessa di tornare che aveva fatto agli abitanti lasciando il paese –, Carlo Levi è, per il grande pubblico, l’autore di Cristo si è fermato a Eboli. Un classico della letteratura del Novecento, importantissimo dal punto di vista letterario ma soprattutto civile, che tutti noi abbiamo studiato sui banchi di scuola.

Nel romanzo, frutto dell’esperienza di esilio, Levi denuncia le condizioni di vita disumane dei contadini del Mezzogiorno, una popolazione dimenticata dalle istituzioni dello Stato, alle quali “neppure la parola di Cristo sembra essere mai giunta”. La risonanza che ha avuto il libro, scritto durante la guerra e uscito nel 1945, è stata tale da mettere in ombra le numerose attività e qualità di Carlo Levi.

 

Carlo Levi
Carlo Levi, I fratelli (dal ciclo “Cristo si è fermato a Eboli”), 1953, olio su tela, cm. 92×72,5. Courtesy GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino.

 

Ma oltre al romanzo c’è tanto altro: Carlo Levi è stato poeta, attivo antifascista, medico senza mai esercitare, insigne meridionalista, nonché per due legislature Senatore della Repubblica. Ma soprattutto fu pittore; anzi, potremmo addirittura affermare che, nonostante fosse un intellettuale a tutto tondo, la pittura fu il “primo mestiere” di Carlo Levi.

In occasione dei 120 anni dalla nascita, la sua città natale, Torino, gli dedica la rassegna “Tutta la vita è lontano”: un progetto integrato e multidisciplinare, specchio della straordinaria versatilità di Carlo Levi.

Dal 10 febbraio all’8 maggio mostre, dibattiti e approfondimenti dedicati alle sue opere e al suo impegno politico e civile, danno vita a un programma eclettico che trova spazio nei principali luoghi della cultura torinesi: la GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, la Fondazione Circolo dei lettori, CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia e il Museo Nazionale del Cinema.

In particolare, la GAM dedica all’artista la mostra “Carlo Levi. Viaggio in Italia. Luoghi e volti”. Un’esposizione che potremmo definire un ritorno a casa per il Levi artista, che è stato uno dei Sei di Torino, il movimento pittorico che si formò alla scuola privata di Felice Casorati.

Il percorso della mostra, curato da Elena Lowenthal e Luca Beatrice, consente di cogliere la peculiarità dell’opera di Carlo Levi, che si allontanò dai principali movimenti del suo periodo, per rivendicare da subito una marcata indipendenza artistica.

 

Per continuare a leggere l’articolo su ArteIn, abbonati subito!

Acquista qui i numeri precedenti!

Ti potrebbe interessare
Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
La pittura è artificio Paesaggi tra verità e finzione   Il pittore francese Jean-Auguste-Dominique Ingres sosteneva che “une chose…
Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Nel microcosmo infinito delle emozioni   Liw Volpini vorrebbe, per un quarto d’ora, potere incontrare George Seurat e chiedergli…
Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Stefano Di Stasio è un classico. Lo è in ogni dettaglio, riquadro, solco, punto esatto della sua pittura notturna,…
Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Donne sull’orlo di una crisi d’influencer Sono ormai oltre trent’anni che lo scultore Paolo Cassarà, di origini siciliane, ma…
Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Nella casa-eremo dove visse Canova, tra gessi e memorie il genio rivive Il corpo dell’artista, privo della mano destra…
Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
La lezione di Canova nel contemporaneo “Grazie a Canova la bellezza femminile è diventata universale”. Parola di Vittorio Sgarbi….
Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
“What’s my line” è stato un longevo e molto popolare game show della televisione americana degli anni Cinquanta. Una…
Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Una decina d’anni fa – doveva essere il 2009 o il 2010 –, ricevetti una mail dalla posta elettronica…