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Francesca Grazioli

Sembra un romanzo di formazione ambientato tra le capitali culturali del Mediterraneo, invece è la biografia del grande pittore Doménikos Theotokópoulos, universalmente noto come El Greco.

Nato nell’isola di Creta nel 1541, la sua vita è stata segnata dalla costante ricerca di formule artistiche che lo portarono a esplorare nuovi linguaggi in giro per l’Europa. Dalla nativa Grecia si reca, durante la gioventù, in Italia, prima a Venezia e poi a Roma, dove acquisisce la conoscenza della statuaria antica, arricchendo così la sua “maniera greca” propria dei madonnari e delle icone bizantine. All’età di quarantuno anni, decide di tentare fortuna in Spagna, dove il suo carattere difficile e l’originalità artistica delle sue composizioni sorprendono tutti, così come i suoi prezzi molto alti per il mercato castigliano.

El Greco
El Greco, Palazzo Reale 2023, foto Roberto Serra, courtesy MondoMostre

Nonostante ciò, la città di Toledo gli fornisce un ambiente di amici e fedeli clienti, permettendogli di raggiungere un livello artistico tale che molti studiosi lo collocano oggi tra i grandi padri della scuola nazionale spagnola, e gli Istituti museali nazionali detengono un gran numero di sue opere. A Toledo lavora senza sosta a un linguaggio sempre più personale, astratto e stravagante, fino alla sua morte avvenuta nel 1614.

La pluralità e l’incrocio di influenze, di tradizioni e contesti culturali profondamente diversi tra loro e il suo percorso transnazionale costituiscono l’aspetto più affascinante dell’avventura umana e artistica di El Greco, che può essere oggi considerato un pittore pienamente consapevole della temperie culturale del suo tempo, nonché uno degli ispiratori di alcune avanguardie artistiche.

Per la prima volta a Milano, un ampio e inedito progetto espositivo a lui dedicato abita gli spazi del Piano Nobile di Palazzo Reale, fino all’11 febbraio 2024.

La mostra “El Greco – Un pittore nel labirinto, curata da Juan Antonio García Castro, Palma Martínez – Burgos García e Thomas Clement Salomon, con il patrocinio dell’Ambasciata di Spagna in Italia, presenta una quarantina di opere del maestro cretese, grazie a prestigiosi prestiti internazionali.

El Greco
El Greco, Palazzo Reale 2023, foto Roberto Serra, courtesy MondoMostre

Il percorso espositivo è articolato in sezioni pensate in modo da tenere costantemente a fuoco il rapporto dell’artista con la storia e i luoghi in cui ha vissuto. Parallelamente, una serie di confronti con la grande pittura romana e veneziana fa emergere il tema del labirinto: partendo dal viaggio vitale attraverso le città del Mediterraneo, il percorso creativo di El Greco si dipana in un labirinto metaforico dove diverse strade si intrecciano fino a trovare uno sbocco in uno stile originale e irripetibile, che appare oggi straordinariamente moderno ed evocativo. 

La mostra porta l’attenzione sull’influenza che i grandi artisti italiani, tra cui Michelangelo, Parmigianino, Correggio, Tiziano, Tintoretto e i Bassano, ebbero nella pratica artistica di El Greco, in particolare nella sua versione del Manierismo.

Un insegnamento che lo portò a sviluppare scene religiose e dipinti devozionali dalla concezione frontale e diretta, propria delle icone bizantine, ma con un nuovo approccio estremamente introspettivo e di un’empatia fino ad allora sconosciuta.

Praticamente ignorato fino all’Ottocento, sebbene in vita godesse della stima di alcune élite intellettuali, al termine di un vasto – e anche controverso – dibattito critico sviluppatosi nel corso del Novecento, El Greco viene oggi (finalmente) considerato un artista eccezionale: innovatore, europeo ante litteram, precursore della pittura moderna.

El Greco
El Greco, Palazzo Reale 2023, foto Roberto Serra, courtesy MondoMostre

Diversi sono gli studiosi d’arte – da Denis a Delaunay e Apollinaire – ad aver evidenziato un parallelismo tra El Greco, Cézanne e Picasso. Anche quest’ultimo avrebbe riconosciuto l’importanza dello studio di El Greco per la nascita del cubismo, tanto da esserne notevolmente influenzato nell’ideazione dell’opera “Demoiselles d’Avignon”.

Un’influenza, quella di El Greco, che ha toccato anche gli espressionisti tedeschi, Kandinskij, Chagall; alcune sue ascendenze stilistiche si possono ben rintracciare anche in Francis Bacon e Alberto Giacometti. 

Quello di Palazzo Reale è il progetto più raro e storico mai dedicato in Italia all’opera del geniale Domínikos Theotokópoulos: ne emerge la figura di un artista che ha saputo assimilare ed elaborare, fondendoli in uno stile unico, influenze e insegnamenti diversi, frutto della sua permanenza negli ambienti culturalmente più vivaci di Grecia, Italia e Spagna della seconda metà del Cinquecento; e durante il processo di passaggio dal mondo bizantino a quello occidentale non perse mai la propria identità e personalità artistica.

 

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