Luce e materia, fra profondità e ripetizione. Giovanni Frangi al Museo San Domenico di Imola

Giovanni Frangi, Ninfee, 2015, acrilico su tela, ph. Anna Pendoli
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Fino al 5 luglio 2026, il Museo San Domenico presenta a Imola Vera da pozzo, ricca monografica di Giovanni Frangi realizzata per cicli autonomi, profondamente interconnessi a cura di Diego Galizzi e Marta Cereda.

Sono oltre quaranta le opere in mostra che spaziando dalle grandi tele, alle sculture fino ai disegni danno vita a un percorso dialogico e immersivo potente, che si muove tra gli ambienti interni, il quadriportico e il chiostro dell’ex convento domenicano, attivando in maniera inedita e profonda il portato storico dell’edificio.

A Imola, l’energica e colossale pittura di Frangi, sempre in bilico tra astrazione e figurazione, racconta un naturalismo spirituale e oggettivo, dove la materia si concede al racconto mitico, conducendo fino all’intervento site-specific – realizzato per il pozzo al centro del chiostro – che da nome al progetto espositivo presentando un moto ondulatorio, oscillante tra immersione ed emersione.

Se il racconto posto al crocevia tra Emilia e Romagna si apre con Urpflanze, ciclo dedicato alla dimensione vegetale, che illumina il portato sentimentale di ninfee emergenti da profondi scuri, è ai cigni bianchi di Du côté de chez swan che viene concessa l’evidenza di quel moto nella ripetizione che fu alla base degli studi sul movimento di Eadweard Muybridge e che oggi mette in luce lo stretto legame di Frangi con la fotografia, dalla quale prendono vita i suoi dipinti, afferrando il reale attraverso una ripetizione artigiana.

Come ricorda Galizzi, direttore di Imola Musei: “Giovanni Frangi ci offre la possibilità di addentrarci in una dimensione pittorica seducente e un po’ sfuggevole, dove il luogo dell’arte si confonde con la realtà e con la sfera della memoria, abbattendo ogni confine precostituito fra astrazione e figurazione. Procedendo per mezzo di un’esecuzione fresca e veloce, ma allo stesso tempo fortemente consapevole, Frangi dà forma a un ‘naturalismo’ tutto suo, essenzialmente soggettivo, partecipe, fondato da un lato sul valore emozionale dell’istante, dall’altro sul potere evocativo della materia pittorica“.



Giovanni Frangi. Vera da pozzo
a cura di Diego Galizzi e Marta Cereda
28 marzo 2026 – 5 luglio 2026
Museo San Domenico, Imola
www.imolamusei.it
@imola_musei


Immagine di copertina: Giovanni Frangi, Ninfee, 2015, acrilico su tela, ph. Anna Pendoli


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