Il mito della fenice trova le sue radici nell’antico Egitto. L’uccello mitologico capace di risorgere a vita nuova dalle proprie ceneri è simbolo della resurrezione, fulcro della spiritualità. Associata agli dei del sole, la fenice nella mitologia egizia non sorge dal fuoco ma dall’acqua.
Si ritrova anche nella mitologia greca, nella quale il suo significato è legato all’immortalità dell’anima. Secondo una leggenda, infatti, una volta deceduti gli uomini si trasformavano in questo maestoso essere di pura luce, per vivere per sempre sotto forma di spiriti.
L’Araba Fenice è il primo caso in cui si parla effettivamente di fuoco: è nella cultura araba che l’uccello prende il significato di animale che perisce tra le fiamme e da quelle stesse risorge, in forma larvale, per ricominciare il ciclo di vita. Anche grazie ai continui rimandi nella letteratura e nel cinema più recente, il significato dell’Araba Fenice è rimasto legato alla rinascita, alla morte nel fuoco e alla rigenerazione dalle ceneri.
In un’Italia ormai da più di vent’anni in decadenza, in un mondo dove si parla di guerra come di qualsiasi sport, la società appare narcotizzata dalle continue immagini cruente e dalle notizie terribili che si susseguono senza fine. Telegiornali e social media fungono da gabbie per le menti e per i corpi.
Chi legge questo testo, chi sfoglia questa rivista, fa parte di una fortunata élite comprendente addetti ai lavori, collezionisti, curiosi o lettori in totale controtendenza. Siamo tutte persone che hanno in comune qualcosa di fatale, che ci lega al di là delle ovvie diversità: l’Arte. Lei è l’Araba Fenice che nel corso della storia ha affrontato guerre, distruzioni, crisi, devastazioni nucleari senza mai cessare di rinascere, anzi ha tratto sempre più forza dal dolore trasformandolo in sanguigna creazione. Finché l’uomo avrà vita, l’arte non cesserà fedelmente di rinascere.
Il settore artistico italiano sta resistendo a continui attacchi che ne minano le fondamenta: tassazioni alte, continui tagli all’insegnamento della Storia dell’Arte e alle istituzioni museali, e il generale aumento dei prezzi fanno si che i “beni di lusso” vengano messi all’ultimo posto nella scala delle priorità degli italiani.
Noi, l’Italia, il Paese che ha dato i natali alla maggior parte degli artisti più rivoluzionari e famosi della storia dell’arte mondiale. Noi, che accanto all’arte inconsciamente camminiamo e respiriamo nella frenetica vita di tutti i giorni.
Eppure, sotto le ceneri, le braci continuano ad ardere.
Moltissimi giovani scelgono ancora di studiare proprio queste materie e di cimentarsi attivamente all’interno del settore. Gli artisti italiani, i galleristi, i presentatori TV, i curatori, i giornalisti d’arte, i collezionisti ancora tengono vivo questo sistema e all’occorrenza contribuiscono nel farlo rinascere, come recentemente dimostrato dalla collettiva ARTE in ambasciata, Italia contemporanea a Vilnius. Organizzata in collaborazione con l’ambasciata italiana e l’Istituto Italiano di cultura a Vilnius, e curata da Guicciardo Sassoli De’ Bianchi Strozzi, Daniele Crippa e Manuela Valentini, la mostra presenta 42 maestri italiani selezionati dagli anni Cinquanta fino a oggi. Da Accardi, Angeli, Festa, Schifano fino agli artisti attivi e presenti in ambasciata. Tra questi si è fatta notare l’opera MatterConceptual XX dello scultore Gioni David Parra, scelta come copertina della prestigiosa rivista lituana Literatura ir menas. Le iniziative intorno a questo evento si stanno moltiplicando con cadenza crescente e una eco contagiosa; creando nuove relazioni e sviluppando valori. Un bell’esempio di rinascita.
Rinascere comporta accettare di doversi ferire precedentemente. L’Araba Fenice deve bruciare, perdere la sua interezza e il suo stesso corpo per poter rinascere dalle sue ceneri.
Un prezzo molto alto da pagare, varrà la pena lacerarsi?
La ferita che squarcia il tempo e lo spazio è stata fonte di riflessione per alcuni degli artisti più rivoluzionari che hanno costellato il Novecento, e lo è oggi per i contemporanei, che dalla ferita hanno aperto un varco aggiungendo qualcosa di unico e nuovo alla ricerca artistica.
Saranno loro, tramite i loro lavori, a dare risposta a questo quesito? Questa è la tematica della rubrica l’Araba Fenice.
Immagine di copertina – Gioni David Parra, MatterConceptual XX, 2019 – Courtesy l’artista
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