Apre oggi al pubblico MIA Photo Fair BNP Paribas 2026, quindicesima edizione della fiera italiana dedicata alla fotografia, diretta per il terzo anno consecutivo da Francesca Malgara.
Un’edizione “metamorfica”, che rifacendosi all’opera omonima di Ovidio festeggia i primi 200 anni della rappresentazione fotografica attraverso 4 sezioni – una principale e tre tematiche – e un ricco panorama di progetti speciali – in fiera e diffusi per la città – che ben evidenziano una visione corale e dialettica del medium, che mette a confronto i grandi maestri “storicizzati” e le nuove ricerche, sempre più ibride e aperte al superamento della superficie, per lottare ed evidenziare la differenza fra bella immagine e opera d’arte.
Fra le eccellenti proposte di una fiera davvero ricca e sempre più aperta ai modelli internazionali, due felici casi possono illustrare, da una parte, una concezione più classica, ma rinnovata, dell’utilizzo del linguaggio fotografico; dall’altra, l’esplosione del concetto stesso di fotografia verso un fare materico e simbolico.
Una nuvola di piccoli scatti, raccolti entro semplici cornici di legno, racconta My Th-ing (2022) di Erjola Zhuka, vulcanica fotografa albanese che riassume un’ampia cultura della storia della fotografia in scatti immediati e precisissimi, che narrando piccole storie mostrano un contesto storico ampio, attraverso un fare che conduce verso la rappresentazione diretta e senza giudizi “dell’oscenità del vero”.
Una lettera d’amore mai spedita, scritta in rumeno, si scopre piccola raccolta di ricette della madre. Da qui nasce un viaggio e l’installazione di Sara Lepore che apre il percorso fieristico, mostrando come il medium fotografico possa divenire strumento per presentare una vicenda personale e micro-affettuosa, utilizzando quelle stesse modalità espressive che caratterizzano un’intera generazione di giovani artisti, esplorate e anticipate da quella Chiara Camoni che fra poche settimane accenderà il Padiglione Italia.

La dialettica fra fotografia “classica” e sguardi contemporanei trova una ricca sintesi anche fuori dall’edificio fieristico, negli spazi di Galleria 10 Corso Como che, fino al 7 aprile, ospita The New American West: Photography in Conversation, mostra che esplora l’immaginario del West americano “inventato” e reinterpretato dalla fotografia nel corso del tempo.
All’interno di un elegante e diretto allestimento, entrano in dialogo fotografie storiche di maestri come Ansel Adams, Diane Arbus e Joel Meyerowitz con le più recenti visioni di Maryam Eisler e Alexei Riboud per raccontare il mito non unitario del West, territorio complesso in bilico fra bellezza e contraddizioni.
MIA Photo Fair BNP Paribas 2026
direzione artistica di Francesca Malgara
19 marzo 2026 – 22 marzo 2026
Superstudio Più, via Tortona 27, Milano
www.miafairbnpparibas.it
@miaphotofair
The New American West: Photography in Conversation
A cura di Alessio de’ Navasques, Howard Greenberg, e Carrie Scott
11 marzo 2026 – 07 aprile 2026
Galleria 10·Corso·Como, Milano
www.10corsocomo.com
@10corsocomo
Immagine di copertina: The Portfolio Parade, MIA Photo Fair BNP Paribas 2026 – Courtesy MIA Photo Fair BNP Paribas. Ph. ZIMA Studio
Abbonati qui ad ArteiN per poter accedere ai contenuti esclusivi!