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Francesca Grazioli

La prima mostra museale europea

 

Oggi è uno degli artisti americani più significativi del XX secolo. Ma forse non tutti sanno che Milton Avery ha dovuto aspettare i 40 anni prima di iniziare a dipingere a tempo pieno, e quasi i 70 prima di realizzare i paesaggi considerati oggi il culmine della sua carriera. E il 2022 perché un’istituzione europea gli dedicasse la prima retrospettiva oltreoceano.

E’ infatti in scena alla Royal Academy di Londra, a cura di Edith Devaney, la mostra “Milton Avery: American Colourist”. I settanta lavori, realizzati tra gli anni Dieci e gli anni Sessanta, illustrano lo straordinario dono per il colore e per la semplificazione della forma di un artista forse ancora oggi non del tutto approfondito.

 

Milton Avery
Vista della mostra/Installation view of the ‘Milton Avery: American Colourist’ exhibition at the Royal Academy of Arts, London (15 July – 16 October 2022). Photo: © Royal Academy of Arts, London / David Parry. © 2022 Milton Avery Trust / Artists Rights Society (ARS), New York and DACS, London 2022

 

Cresciuto nel Connecticut sul finire dell’Ottocento, Milton Avery si è trovato presto costretto a lasciare la scuola per sostenere le donne della sua famiglia dopo la morte improvvisa del padre. Per molti anni si è rimboccato le maniche in fabbrica, senza però mai rinunciare a coltivare la sua vera passione, frequentando un corso d’arte serale ed esercitandosi con la pittura en plein air sulla materialità della luce.

Una delle influenze più importanti di Milton Avery nello sviluppo della sua pittura è stata l’opera di Henri Matisse.

I colori brillanti e l’appiattimento della prospettiva sono infatti due elementi cruciali dell’approccio stilistico di Avery. Nel corso dei decenni, il suo modo di fare arte si è poi sviluppato in uno stile sempre più personale, anticipando in parte l’astrattismo americano.

 

Milton Avery
Foto d’installazione/Installation view ‘Milton Avery: American Colourist’ Photo: © Royal Academy of Arts, London / David Parry. © 2022 Milton Avery Trust / Artists Rights Society (ARS), New York and DACS, London 2022

 

The first European museum exhibition

Today he is one among the most significant American artists of the twentieth century. But perhaps not everyone knows that Milton Avery had to wait 40 years before starting to paint full time, and almost 70 years before creating the landscapes, considered today as the special subject of his career. He had to wait until 2022 for an European institution to dedicate his first personal overseas retrospective. 

Actually, the exhibition “Milton Avery: American Colourist” is staged at the Royal Academy in London, curated by Edith Devaney. The seventy works, made between the 1910s and the 1960s, illustrate his extraordinary gift for color and for the simplification of shapes, a concept not completely understood yet nowadays.

Growing up in Connecticut in the late nineteenth century, Avery was soon forced to drop out of school to support the women of his family following the sudden death of his father. For many years he rolled up his sleeves in the factory, without ever giving up on cultivating his true passion, attending an evening art course and practicing en plein air painting on the materiality of light.

One of Milton Avery’s most important influences in the development of his painting was Henri Matisse’s work.

The bright colors and the flattening of the perspective are indeed two crucial elements of Avery’s stylistic approach. Over the decades, his way of making art has then developed into an increasingly personal style, partly anticipating American abstraction.

 

 

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