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Luca Tommasi

 

 

“Avec une pomme, je veux étonner Paris! – Con una mela voglio sconvolgere Parigi!”. Questa è la celebre frase, attribuita a Paul Cézanne, che pare essersi avverata e la mostra allestita alla Tate Modern di Londra fino al 12 marzo 2023 ne è la degna celebrazione.

“The EY Exhibition: Cézanne” riunisce oltre ottanta opere accuratamente selezionate da collezioni museali e private in Europa, Asia, Nord e Sud America, offrendo al pubblico del Regno Unito l’opportunità, dopo oltre venticinque anni, di esplorare l’ampiezza della carriera di Paul Cézanne, mostrando alcuni dei suoi iconici dipinti di nature morte, paesaggi provenzali, ritratti e scene di bagnanti, che rivelano come l’approccio audace dell’artista abbia sfidato le convenzioni dell’epoca con modalità che continuano oggi a influenzare la pittura contemporanea.

 

 Paul Cézanne
Paul Cézanne – Still Life with Plaster Cupid. The Courtauld, London (Samuel Courtauld Trust). Photo © The Courtauld

 

 

La mostra è organizzata dalla Tate Modern e dall’Art Institute of Chicago e ripercorre lo sviluppo artistico di Paul Cézanne dai primi dipinti realizzati a vent’anni, come il sorprendente ritratto “Scipione” 1866-8 (Museu de Arte de São Paulo), fino alle opere degli ultimi mesi della sua vita come “Uomo seduto” 1905-6 (Museo Thyssen-Bornemisza, Madrid).

Paul Cézanne nacque ad Aix en Provence, in Francia, il 19 gennaio 1839, figlio di un uomo d’affari agiato e di successo. Frequentò le scuole ad Aix dove incontrò Emile Zola che divenne il suo migliore amico e che ha avuto un’influenza significativa sulla sua carriera.

 

 

Paul Cezanne – The François Zola Dam (Mountains in Provence) 1877-8. Amgueddfa Cymru – National Museum of Wales

 

Si iscrisse a un corso di giurisprudenza presso l’Università di Aix, ma poi abbandonò gli studi di legge per raggiungere Zola e gli impressionisti a Parigi nel 1861. La mostra racconta la storia di un personaggio ambizioso e complesso, ombroso e privo di fiducia in sé stesso. La sua ruvida personalità di provincia mal si conciliava al clima parigino, e a ciò si aggiungeva uno stile pittorico che era molto distante da quello aulico e accademico dei Salon di Parigi, dai quali veniva regolarmente respinto.

Come accadde nel 1863, quando Paul Cézanne partecipò con gli altri impressionisti al “Salon des Refusés”, creato appositamente per gli artisti rifiutati dal Salon ufficiale e che lo portarono poi a partecipare alle successive mostre impressioniste. Fu un sodalizio breve a cui sopravvisse solamente un duraturo rapporto con Camille Pissarro, più tardi Claude Monet lo definì il “più grande di tutti noi”, per la necessità avvertita da Paul Cézanne di intraprendere un proprio percorso autonomo e che lo riportò nella sua nativa Provenza.

Voleva andare oltre l’impressionismo, per farne, come lui stesso afferma nelle sue lettere, “qualcosa di solido e duraturo come l’arte nei musei”. Nei suoi dipinti colore e forma dovevano essere inscindibili.

 

 

Paul Cézanne, Mont Sainte-Victoire, 1902-6, Philadelphia Museum of Art

 

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