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Francesca Grazioli

Non si può scrivere la storia della fotografia di moda senza citare Richard Avedon.
Ne è la conferma la grande mostra in scena a Palazzo Reale, nata dalla collaborazione del museo milanese con la “Richard Avedon Foundation” e il “Center for Creative Photography” di Tucson, USA.

 

Richard Avedon solleva la modella dalle solite pose statuarie per porla al centro di un mondo dinamico fatto di glamour e divertimento.

 

Per i fan della fashion photography (e non solo) la mostra “Relationships” è una miniera di sorprese e offre la rara opportunità di seguire l’evoluzione completa dell’arte di Richard Avedon, indiscusso maestro del ventesimo secolo: dai primi scatti realizzati per riviste di moda del calibro di Vogue, fino a quelli della maturità, diventate vere e proprie immagini iconiche.

 

Richard Avedon
Richard Avedon, Carmen (homage to Munkácsi), coat by Cardin, Place François-Premier, Paris, August 1957

 

Il percorso espositivo è costruito intorno ai due temi che hanno contraddistinto il lavoro di ricerca di Richard Avedon: la moda e i ritratti. Alla prima, Richard Avedon approda prestissimo, nel 1944, a soli 21 anni, quando comincia la sua collaborazione con la rivista americana Harper’s Bazaar.

Il suo stile si rivela subito innovativo, attraente e inconfondibile: Avedon solleva la modella dalle solite pose statuarie per porla al centro di un mondo dinamico fatto di glamour e divertimento. Testimoni di questo viaggio sono le top model più celebrate dell’epoca, come Linda Evangelista, Christy Turlington e Kate Moss, che nelle fotografie di Richard Avedon diventano dee incantevoli ma profondamente umane, i cui corpi sembrano esplodere in movimenti convulsi e sincopati, mettendo in evidenza la materialità degli abiti che indossano.

Con i suoi scatti, che sembrano frame cinematografici, Avedon ha infatti completamente rivoluzionato il mondo della fotografia di costume. Se da un lato ha trasformato le modelle da soggetti statici ad attrici protagoniste, dall’altro i suoi ritratti in bianco e nero sono riusciti a svelare la dimensione intima e personale di celebrità in altro modo irraggiungibili. Scatti in cui c’è spazio solo per il volto, l’espressione e poco più.

 

Richard Avedon
Richard Avedon, Malcolm X, Black Nationalist leader, New York, March 27, 1963

 

Se forti e impattanti sono le immagini di moda, altrettanto lo sono di fatto i ritratti delle celebrità. Difficile trovare un vip dell’epoca che non sia passato davanti all’obiettivo di Avedon: personaggi del mondo dello spettacolo, attori, ballerini, musicisti, ma anche attivisti per i diritti civili, politici e scrittori.

Dai Beatles a Marilyn Monroe, da Sofia Loren al Dalai Lama, fino a un inedito Andy Warhol che offre all’obiettivo di Avedon le sue cicatrici da arma da fuoco dopo essere sopravvissuto al tentato assassinio del 1968. Per non citare l’iconico scatto dedicato a Nastassja Kinski nel 1981, scelto come immagine guida della mostra “Relationships”, con l’attrice morbidamente distesa sul pavimento e abbracciata a un serpente.

 

Richard Avedon
Richard Avedon, Nastassja Kinski, Los Angeles, California, June 14, 1981

 

 

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