Maison Numéro 20, lo studio parigino fondato da Oscar Lucien Ono, porta Aurea, un’installazione immersiva e narrativa, all’edizione 2026 del Salone del Mobile, proponendo un’idea di ospitalità che si allontana dalla funzione tradizionale per trasformarsi in esperienza teatrale e sensoriale.
Non si tratta semplicemente di uno spazio da attraversare, ma di un dispositivo narrativo in cui il visitatore è chiamato a partecipare attivamente, assumendo il ruolo di spettatore e, al tempo stesso, protagonista.
Aurea, inserita nel percorso A Luxury Way nei padiglioni 13-15 del Salone, restituisce l’immagine di un albergo ad ampio spettro interpretativo, in cui il design diventa strumento di costruzione immaginifica. Qui il lusso non è ostentazione fine a sé stessa, ma si configura come un gesto consapevole e responsabile, profondamente legato al tema della sostenibilità. Ogni elemento dai materiali ai tessuti, dalle luci alle installazioni, è selezionato secondo criteri di attenzione ambientale, delineando una nuova idea di opulenza che passa attraverso il riuso e la trasformazione. Emblematica, in questo senso, è la collaborazione con Nagami Design, che reinterpreta la plastica recuperata dagli oceani trasformandola in arredi di nuova generazione, evitando ulteriore consumo di risorse e aprendo a una riflessione concreta sul ciclo di vita delle materie prime utilizzate nel design.
Il progetto immersivo supera così la funzione canonica dell’hotel per proporre uno spazio universale, quasi archetipico, in cui il visitatore è invitato a trasformarsi in viaggiatore. Il percorso si articola come una sequenza di ambienti, ciascuno dotato di una propria identità stilistica, ma al contempo parte di una narrazione fluida. Stanza dopo stanza si dispiegano scenari sospesi, che evocano lo spirito del Salone come luogo di scoperta, sperimentazione e meraviglia.
L’intero impianto progettuale è attraversato da una tensione costante verso l’equilibrio e la bellezza. Il nome “Aurea” richiama il termine latino aureus – “dorato”, “brillante”, “prezioso” – ma allude anche alla sezione aurea, principio matematico che incarna un ideale universale di armonia e proporzione. Questo riferimento non è puramente simbolico, ma si traduce in una ricerca formale e compositiva che attraversa l’intero progetto, guidando lo sguardo e l’esperienza percettiva del visitatore.

La disposizione delle stanze interne richiama la struttura della domus romana, reinterpretandone gli usi in chiave contemporanea: ambienti come l’olfactorium, dedicato alla sperimentazione olfattiva, dialogano con spazi che rielaborano funzioni tradizionali attraverso nuove denominazioni e significati. Ogni ambiente si configura come una soglia tra realtà e immaginazione, dissolvendosi progressivamente in una dimensione onirica che si rivela per gradi, accompagnando il visitatore in un percorso di scoperta stratificato.
Il progetto mette in scena un intreccio complesso di linguaggi, combinando stili e riferimenti in un equilibrio dinamico tra eccesso e sottrazione. La parte esterna, caratterizzata da pannelli illuminati e basi rettangolari, suggerisce la possibilità di una fontana che delimita il perimetro dell’installazione, evocando una dimensione immersiva e quasi rituale. Questo spazio liminale introduce a un universo sospeso, fatto di visioni che nascono dall’incontro tra l’arte e l’architettura greco-romana, arricchito da suggestioni orientali legate alla natura e al mondo animale.
All’interno, il contrasto con l’estetica minimale dell’esterno è netto e volutamente enfatizzato. Gli ambienti si presentano come spazi densamente stratificati, in cui il decorativismo si fa opulento e avvolgente, dando vita a una narrazione visiva satura e coinvolgente. Lo sguardo è continuamente sollecitato e disorientato da una molteplicità di stimoli che costruiscono un viaggio quasi cinematografico attraverso epoche e immaginari differenti. Art Déco, surrealismo, mitologia e orientalismo convivono in un dialogo libero, generando un linguaggio atemporale che sfugge a classificazioni rigide. Attraverso un uso sapiente di luce, materia e riflesso, gli oggetti e i complementi d’arredo della quotidianità vengono trasfigurati, acquisendo nuove identità e significati. Il risultato è un’esperienza immersiva che non si limita a essere osservata, ma che si lascia abitare, ridefinendo i confini tra spazio, racconto e percezione.
Aurea, an Architectural Fiction
ideato da Maison Numéro 20
Salone del Mobile Milano
dal 21 al 26 aprile 2026
www.salonemilano.it
@isaloniofficial
Immagine di copertina: Aurea, an Architectural Fiction, Maison Numéro 20, Concierge, Salone del Mobile.Milano 2026 Ph. ©Saverio Lombardi Vallauri
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