Esiste un modo di fare Storia dell’arte che rinuncia alla pretesa enciclopedica per privilegiare l’itinerario personale, la promenade, per usare il termine scelto da Paolo Bolpagni nel suo saggio in catalogo. È questo l’approccio che struttura Camera con vista. Arte italiana e internazionale nelle collezioni private salentine (1963-2015), la mostra a cura di Bolpagni e Lorenzo Madaro che la Fondazione Biscozzi | Rimbaud di Lecce presenta fino al 10 gennaio 2027.
Il progetto raccoglie ventisette opere provenienti da raccolte private del territorio ed è, a conti fatti, il primo tentativo di dare a questo fenomeno una lettura sistematica, dopo decenni in cui era rimasto affidato a conoscenze frammentarie e passaparola tra addetti ai lavori.
Le opere sono disposte secondo un ordinamento che rinuncia volutamente alla successione cronologica e alla separazione per proprietario. È una scelta curatoriale precisa: nelle sale, il segno di Kounellis dialoga con il vuoto costruttivo di Mirella Bentivoglio, la superficie corrugata dei libri manipolati di Stefano Arienti risponde alla materia bruciata delle sculture di Nunzio, mentre la fotografia di Gabriele Basilico e Luigi Ghirri introduce un diverso regime di misura e distanza. Il percorso, nell’impostazione di Madaro, si costruisce per accumuli di senso e cambi di direzione più che per una progressione lineare, accettando fino in fondo la natura selettiva, mai enciclopedica, di ogni raccolta privata.
Sul piano storico-critico, il valore dell’operazione sta nell’aver dato forma a un fenomeno rimasto finora disperso e poco indagato. Bolpagni individua nel dipinto su carta di Jannis Kounellis del 1963, con le sue lettere e i suoi numeri fluttuanti, debitori della lezione di Cy Twombly, il punto d’avvio cronologico di un percorso che arriva fino a Hidden (2015) di Peter Halley e che attraversa figure decisive come Joseph Beuys, Carla Accardi, Mario Schifano, Mimmo Paladino, Ettore Spalletti. Madaro, dal canto suo, ricostruisce con rigore la genealogia meno visibile di questo collezionismo: dal Piccolo Museo di Corrado Lorenzo (che negli anni Ottanta ospitò A-One, Rammellzee e la scena del graffitismo newyorkese direttamente in una masseria di campagna) fino alle figure di Luca Bombassei e Anna Maria Enselmi, per arrivare al confronto con le esperienze già indagate a Bari da Lia De Venere nei progetti “Il giardino segreto”.
Ne emerge un dato che merita di essere sottolineato: per decenni, in un territorio dove mancavano punti di riferimento istituzionali stabili, sono stati i rapporti diretti tra collezionisti, artisti e galleristi a garantire continuità, aggiornamento critico, apertura internazionale. Un collezionismo di “resistenza”, verrebbe da dire, capace di sottrarre le proprie scelte alla rapidità delle mode proprio in virtù della distanza dai centri maggiori.
Resta da segnalare, come nota di metodo, la qualità del dispositivo espositivo scelto dai curatori: il solo punto in cui la mostra dialoga apertamente con la collezione permanente della Fondazione è affidato al confronto tra due opere di Mario Schifano: Senza titolo (Palma) (1974-1977), già in collezione stabile e Senza titolo (1976-1978), l’opera presente in mostra, un accorgimento che rende visibile, senza bisogno di ulteriori spiegazioni, il passaggio dalla dimensione privata a quella pubblica su cui l’intero progetto si costruisce.
Camera con vista. Arte italiana e internazionale nelle collezioni private salentine (1963-2015)
a cura di Paolo Bolpagni e Lorenzo Madaro
27 settembre 2026 – 10 gennaio 2027
Fondazione Biscozzi | Rimbaud ETS, Lecce
www.fondazionebiscozzirimbaud.it
@fondazionebiscozzirimbaud
Immagine di copertina: Installation view, Camera con vista. Arte italiana e internazionale nelle collezioni private salentine (1963-2015), Fondazione Biscozzi | Rimbaud, Lecce, 2026. Photo credit COMMED I A
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